Senso di colpa, il vampiro dell'equilibrio interiore

Senso di colpa, il vampiro dell’equilibrio interiore


Il senso di colpa è una difesa inconscia, utile per segnalare un disagio fatto di vergogna e non accettazione, che dobbiamo soffermarci ad ascoltare.
È un giudice che ci rimprovera quando agiamo contro il nostro codice morale e ci perseguita istigandoci a trovare un rimedio; è un’ossessione per il passato, riguarda qualcosa che potevamo fare o che non abbiamo fatto e ci spinge a rimuginare sui nostri errori allontanandoci dal momento attuale.

Il senso di colpa ha aspetti positivi e negativi. Continua a leggere per saperne di più!


 

Senso di colpa, il vampiro dell’equilibrio interiore

 

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Il senso di colpa, se non diventa eccessivo, ha una valenza adattiva

  • ci spinge ad assumerci le nostre responsabilità, ad ammettere debolezze e imperfezioni
  • può impedirci di fare del male ad un’altra persona, poiché contiene le pulsioni distruttive e permette di riconoscere la sofferenza altrui

 

Gli aspetti negativi sono di gran lunga superiori

  • il giudice interiore non perdona i nostri errori e li fa apparire come macchie indelebili, senza possibilità di riscatto
  • cela un desiderio di onnipotenza, di controllo sugli altri e ci convince di essere gli unici responsabili di tutto
  • comporta una resistenza al cambiamento, che non consente di evolvere e ci fa arrabbiare con noi stessi
  • ci fa comportare in modo trattenuto e non spontaneo

La persona che soffre di sensi di colpa si identifica con un personaggio buono, che si fa silenziosamente carico di tutto.
Farci valere esprimendo le nostre esigenze spaventa, perché temiamo di non essere accettati per quello che siamo, ma quando assecondiamo gli altri la sofferenza interiore si intensifica. Inoltre, spesso, la rabbia repressa può riversarsi su terze persone sottoforma di aggressività passiva, ma anche contro noi stessi, con atti di autolesionismo o producendo sintomi somatici.

 

 

 

 

Senso di colpa, il vampiro dell’equilibrio interiore

 

Origini


I messaggi verbali e i comportamenti dei genitori creano, fin dall’infanzia, il substrato del senso di colpa, che viene interiorizzato e continua ad agire nel presente determinando risposte rigide.

I genitori, per gestire situazioni problematiche del figlio, in assenza di altre risorse usano la minaccia, accusandolo di presunte mancanze e trascurando il valore della sua persona.
Frasi quali: “se lo fai mi arrabbio!“, “dopo tutto quello che ho fatto per te…“, “mi hai fatto fare brutta figura” sono veri e propri ricatti morali che, in una condizione di dipendenza e bassa autostima, inducono sensi di colpa nella vittima; il messaggio viene assunto come assoluto e non contestabile e, pur di non perdere l’affetto, il bambino è disposto ad assumersi tutte le responsabilità dell’accaduto.
L’obiettivo del genitore è di ottenere dal figlio una risposta aderente alle proprie aspettative, senza tenere in considerazione le sue reali esigenze.

 

Superare il senso di colpa

 

Ecco qualche suggerimento per intraprendere un percorso di crescita e lasciare andare il senso di colpa.

  • Affermare i propri bisogni e desideri come legittimi, senza viverli come un torto verso qualcuno: esprimere ciò che si pensa veramente e chiedere rispetto
  • Rinunciare all’onnipotenza di farsi carico di tutto: il mondo prosegue al di là dei nostri sforzi per salvarlo, mentre il senso di colpa crea blocchi e aridità interiore. Iniziamo a relazionarci con gli altri alla pari, per quello che siamo e non per ciò che pensiamo di dover essere per loro
  • Imparare a dire di no, senza tante giustificazioni: è una questione di rispetto verso se stessi e gli altri, perché permette di essere autentici e soddisfatti; se si agisce spinti dal dovere, le persone continueranno ad approfittarsi di noi
  • Cambiare prospettiva smettendo di giudicarsi: rendersi conto che la percezione di ciò che è accaduto potrebbe essere distorta da insicurezza e senso di inadeguatezza
  • Modificare le idee irrazionali alla base del senso di colpa: aggiustare l’immagine idealizzata di noi stessi, prendere coscienza dei divieti che ci auto-imponiamo
  • Trovare il lato positivo, invece di punirsi: modificare il nostro comportamento per il futuro, per evitare di ricadere nello stesso errore
  • Lasciarsi andare al cambiamento e guardare avanti per superare il blocco: concediamoci la libertà di appagarci per la nostra felicità, anche a discapito degli altri!

Quali sono i pensieri o le azioni che ti fanno o ti hanno fatto sentire in colpa? 
Raccontalo qui sotto!

Dott.ssa Claudia Casalboni

 

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

1 Commento

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