La trappola della procrastinazione: smettere di rimandare

La trappola della procrastinazione: smettere di rimandare


Procrastinare, ovvero il classico “rimandare a domani ciò che si può fare oggi”, è un’abitudine assai diffusa e invalidante.
La procrastinazione è definita come “il comportamento di chi rimanda un impegno importante o faticoso, scegliendo di dedicarsi ad azioni più piacevoli o meno rilevanti, pur essendo consapevole delle conseguenze negative di tale atteggiamento.”
In questa condizione, la persona si trova di fronte ad un blocco psicologico ed emotivo: nell’iniziare un compito, proseguirlo o portarlo a termine, nel prendere decisioni, pianificare il futuro e gestire le attività.


 

La trappola della procrastinazione: smettere di rimandare

 

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Capire le cause

 

Le motivazioni alla base del blocco dipendono, in primo luogo, dal tipo di personalità del soggetto:

  • chi è sempre in cerca di forti emozioni, si imbarca facilmente in nuove avventure ma, una volta terminata la novità, l’entusiasmo si spegne e l’impegno non viene portato a termine;
  • chi ha scarsa fiducia nelle proprie capacità e nel proprio valore, trova difficile sperimentarsi in situazioni nuove, poiché paure ed idee irrazionali lo trattengono in una zona protetta da possibili pericoli.

In ogni caso, la procrastinazione può essere valutata come l’evitamento della responsabilità di gestire la propria vita, la quale comporta scegliere una direzione, portare a termine gli impegni, resistere alla frustrazione dei momenti spiacevoli.

Più nello specifico, le motivazioni profonde che portano allo sviluppo di un atteggiamento di procrastinazione, possono essere:

  • Paura
    -di fallire e di sbagliare (di doverne affrontare le conseguenze)
    -di scegliere e di decidere (ma, del resto, anche rimandare è una scelta)
    -del successo (di non meritarlo, di dover continuare a soddisfare le aspettative altrui)
  • Intolleranza
    -a stress, ansia e frustrazione (di non saperli gestire o non sapere aspettare)
    -alla noia
  • Perfezionismo (di non essere mai abbastanza pronto e sicuro per gli standard elevati che si pone)
  • Rabbia e ribellione (si oppone alle pressioni altrui vissute come intollerabili)

Nonostante le conseguenze negative, la procrastinazione ha certamente un “vantaggio secondario” (difende da emozioni spiacevoli, soddisfa bisogni inconsci) che cristallizza il comportamento e rende difficile cambiare.

Trovare le risposte non è semplice, un percorso di supporto psicologico è indicato per comprendere le motivazioni alla base della procrastinazione, al fine di riprendere il controllo della propria vita.

 

 

 

 

La trappola della procrastinazione: smettere di rimandare

 

 

Possibili rimedi


Quando proviamo disagio nei confronti di un’azione da compiere o di un impegno da portare a termine, rispondiamo in modo paradossale:
-rimandiamo l’azione concreta ma non smettiamo di pensarci, alimentando così uno scenario mentale catastrofico, in cui immaginiamo il peggio;
-tendiamo a fuggire, per non affrontare una situazione che potrebbe suscitare un vissuto spiacevole, incrementando così il senso di impotenza a lungo termine;
-nel tentativo di non avvertire il disagio (che è comunque inevitabile), restiamo immobili, pagando un prezzo enorme per la nostra autostima e crescita personale.
Qualsiasi forma di evitamento non elimina il problema, lo posticipa soltanto, accrescendolo.

Per questo motivo, l’unico rimedio possibile è l’esposizione graduale alle situazioni temute.

Ecco alcuni spunti utili per smettere di procrastinare:

  • Decidi
    Pensa a quello che vuoi veramente e pianifica una strategia che comprenda tutte le tappe necessarie per raggiungere l’obiettivo.
    Prenditi del tempo e raccogli le tue energie, preparati mentalmente ad affrontare le novità, con un atteggiamento propositivo. 

 

  • Agisci
    Pensare, fantasticare, progettare sono attività mentali necessarie in determinati momenti, ma in quelli cruciali possono ritardare o bloccare l’agire.
    Una volta pianificato il percorso, in vista dell’azione concreta, è utile sospendere il pensiero, rimandarlo ad un momento successivo, spostando l’attenzione dall’interno all’ambiente circostante.

 

  • Un’attività per volta
    Raggiungere un obiettivo è un percorso che si snoda passo dopo passo, esperienza dopo esperienza. Se già all’inizio ti preoccupi di quanto sarà lunga e faticosa la strada che ti aspetta, non partirai mai.

    Focalizzati su un’attività alla volta, in vista di sotto-obiettivi, concentrando le energie su ciò che puoi fare in relazione ad ognuno di essi, nel momento presente.

 

  • Partendo da quelle più difficili e spiacevoli
    Pensa alla piacevole sensazione che avverti quando ti togli di torno un’incombenza scomoda o quando superi una prova particolarmente difficile: affrontare un ostacolo importante infonde fiducia e fa percepire gli altri step come più gestibili.

 

  • L’importante è iniziare
    Le prime volte può essere l’azione stessa l’obiettivo, poiché quello iniziale è sempre il passo più difficile: più agiamo più aumentano l’autocontrollo e l’autostima, di conseguenza la possibilità di intraprendere ulteriori passi.

Sperimentando se stessi nelle diverse situazioni, si può comprendere meglio ciò che sta alla base delle proprie difficoltà. Spesso proviamo paura ma non ne conosciamo il reale motivo. È importante osservare ciò che succede quando siamo in difficoltà, i pensieri che ci attraversano e le sensazioni che proviamo.
Agire è la condizione indispensabile per uscire dalla trappola della procrastinazione…e se dovesse andare male, se ne ricaverebbe comunque un vantaggio per mettere in risalto le difficoltà, le paure e gli errori, allo scopo di migliorarsi.
Il rischio fa parte della vita e mantenersi nella zona di comfort per non provare dolore, sbarra anche la possibilità di ottenere successi ed auto-realizzarsi.


Conosci altri modi per smettere di rimandare ed evitare la procrastinazione?
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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

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