Perdonare fa bene: evidenze scientifiche e consigli pratici

Perdonare fa bene: evidenze scientifiche e consigli pratici


Perdonare fa bene alla salute: lo dimostrano evidenze scientifiche in continuo aggiornamento, nonostante la quantità di indagini disponibili in letteratura sia ancora modesta.
Realizzare il perdono dipende dalla capacità dell’essere umano di provare empatia; essere empatici comporta la facoltà di riconoscere l’altro come uguale a sé e non come un oggetto utile al raggiungimento dei propri fini o, peggio ancora, come un ostacolo da togliere di mezzo.
Ecco come il perdono può giovare alla salute di ognuno di noi.


 

Perdonare fa bene: evidenze scientifiche e consigli pratici

 

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Perdonare non significa dimenticare, seppellire, sforzarsi di riconciliare; riguarda piuttosto la capacità di lasciare scorrere le emozioni negative che ci legano al passato e che ci impediscono di maturare. Compiere questo difficile passo può produrre effetti straordinari: si verifica un calo dello stress, dell’ansia, dei sentimenti di rabbia e depressione, si generano cambiamenti di personalità, le dipendenze vengono abbandonate e anche il corpo risente del benefico influsso del perdono, guarendo e regolarizzando le proprie funzioni.
(Leggi anche: La cura del “perdono”: lasciare andare il passato per essere felici nel presente)

 

Diverse ricerche hanno dimostrato l’efficacia del perdono nel miglioramento della qualità della vita: 

 

1) Efficacia degli interventi psicoterapeutici per promuovere il perdono: una meta-analisi (1)

La meta-analisi è uno strumento di ricerca che permette di riassumere e comparare i dati provenienti da diversi studi.
Wade e colleghi hanno confrontato i risultati di diversi interventi psicoterapeutici basati sul perdono, dimostrando i suoi effetti benefici sulla salute mentale ed emotiva: rianalizzare il trauma, empatizzare con l’autore di un reato, impegnarsi a perdonare, superare i sentimenti di accusa, ha consentito ai soggetti coinvolti di sperimentare un più intenso sentimento di speranza e minori livelli di ansia e depressione.

 

2) Prospettive di spiritualità alla fine della vita: una meta-sintesi (2)

Williams ha analizzato le ripercussioni della diagnosi di una malattia terminale sugli indici di spiritualità, fra cui il perdono: disperazione spirituale (alienazione, perdita di sé e dissonanza), lavoro spirituale (perdono, auto-esplorazione, ricerca di equilibrio), benessere spirituale (collegamento, auto-realizzazione, consonanza). La ricerca ha evidenziato l’importanza della spiritualità alla fine della vita, come pratica fondamentale di preparazione per affrontare il trapasso.

 

3) Fattori di spiritualità nel trattamento del disturbo post-traumatico da stress (PTSD) nei veterani militari (3)

Secondo gli autori Currier, Holland e Drescher, integrare aspetti spirituali nel programma di trattamento del disturbo da stress post-traumatico (che spesso colpisce i veterani militari), facilita la guarigione. Il perdono ha un ruolo molto importante nella terapia, insieme alla pratica regolare di attività spirituali e religiose organizzate.

 

4) Il perdono di se stessi per superare la vergogna e il senso di colpa in persone con dipendenze da sostanze (4)

L’auto-accettazione, il comportamento conciliante e l’empatia si sono rivelati fondamentali per superare la vergogna e il senso di colpa nelle persone dipendenti da sostanze; la capacità di concedersi il perdono permette di ridurre la valutazione negativa di sé in relazione al proprio problema.

 

5) Come lo stress corrode e come il perdono tutela la salute (5)

Toussaint e colleghi hanno analizzato i fattori di rischio e di resilienza per la salute: esperienze stressanti intense e ripetute, associate a livelli più bassi di perdono, sono predittive di una peggiore salute fisica e mentale; la capacità di lasciare andare mitiga gli effetti degli eventi negativi, riducendo i disturbi legati allo stress.

 

 

 

Perdonare fa bene: evidenze scientifiche e consigli pratici

 

Alcuni semplici strumenti per realizzare il perdono:


Abbiamo notato come la capacità di abbandonare le resistenze e concedersi la possibilità di una nuova vita porti con sé potenti benefici per la salute.
Qualche piccolo suggerimento potrà aiutarti a praticare il perdono nella tua vita.

 

1) Scegli e visualizza un atto significativo

Quando ti trovi a vivere una situazione o uno stato d’animo avverso, potrebbe aiutarti visualizzare, nell’immediato, un atto significativo per scaricare la tensione: una frase particolare, l’immagine di un fuoco che distrugge, la leggerezza di spiccare il volo, la violenza di gettare a terra un oggetto. Puoi sceglierlo secondo la tua preferenza e da quel momento diventerà la tua àncora nelle piccole occasioni di frustrazione della vita quotidiana.

 

2) Scrivi una lettera

Coltivare e nutrire sentimenti ostili mantenendoli repressi è una condotta silenziosamente nociva, in grado di generare problemi e disturbi che spesso restano mascherati.
Il solo atto di scaricare le emozioni intrappolate con un gesto fisico e vederle davanti a sé, può dare una forma a ciò che per lungo tempo si è evitato di affrontare.
Esercitati scrivendo una lettera rivolta alla persona bersaglio della tua frustrazione e sentiti libero di decidere, in seguito, se recapitarla.

 

3) Sposta il tuo punto di vista

Per ampliare la tua prospettiva, immagina di parlare a te stesso come se fossi un estraneo, oppure identificati con un’altra persona e con la sua modalità di affrontare le situazioni. In questo modo, potranno presentarsi idee e soluzioni del tutto nuove, che ti permetteranno di leggere il problema con un atteggiamento più neutrale.

 

4) Immagina di parlare con la persona che vorresti perdonare

In uno stato di quiete corporea e mentale, visualizza te stesso e la persona che vorresti perdonare di fronte a te. Concediti di esternare tutto ciò che hai da dirle, senza remore e giustificazioni, svuotati di ogni residuo di rabbia e dolore fino ad esaurire completamente l’emozione; successivamente, puoi immaginare di far parlare anche lei. Dopo averla congedata, ringrazia te stesso per avere avuto il coraggio di affrontarla.

 

5) Lavora sui blocchi e sulle resistenze che emergono

Perdonare non è certo un affare facile, ma dobbiamo ricordare che non si tratta di una buona azione nei confronti di qualcuno, ma di un passo fondamentale per riconquistare il controllo della propria vita.
Nel momento in cui affrontiamo questo delicato processo possono emergere delle resistenze, che ci impediscono di notare proprio quelle modalità rigide di pensiero ed azione che bloccano l’evoluzione; ma è proprio questa l’occasione in cui possiamo comprendere noi stessi e quali aspetti modificare, per liberarci dalle trappole della delusione e del risentimento.

Perché non darti la possibilità di sperimentare il potere del perdono adesso?
Prova ad applicare questi semplici suggerimenti e scrivi com’è andata in un commento!


 

Fonti
(1)
 Efficacy of psychotherapeutic interventions to promote forgiveness: a meta-analysis.
(2) Perspectives on spirituality at the end of life: a meta-summary.
(3) Spirituality factors in the prediction of outcomes of PTSD treatment for U.S. military veterans.
(4) Self-forgiveness, shame, and guilt in recovery from drug and alcohol problems.
(5) Effects of lifetime stress exposure on mental and physical health in young adulthood: How stress degrades and forgiveness protects health.

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

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