Cosa significa "il pensiero crea la realtà" (Legge di attrazione) - parte 1 - Psicologia del Cambiamento

Cosa significa “il pensiero crea la realtà” (Legge di attrazione) – parte 1


In questi tempi c’è un gran parlare intorno alla “Legge di attrazione”, un concetto affascinante ma che può trarre in inganno se inteso in maniera superficiale.
Banalmente, la “Legge” viene spiegata come la possibilità di far accadere certi eventi pensando intensamente a essi e formulando desideri al positivo. Per cui, se focalizzi il pensiero su ciò che vorresti realizzare nella tua vita, questo basterà per attirarlo a te. Ed è qui che si cela il malinteso.
“Il pensiero crea la realtà” è una formula più complessa di come appare. Nell’articolo approfondiremo il suo significato.


 

 

Cosa significa “il pensiero crea la realtà” (Legge di attrazione) – parte 1

 

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  • Pensiero e azione sono strettamente connessi: non basta desiderare con tutte le forze qualcosa per fare in modo che si realizzi.
    È importante attivarsi e impegnarsi concretamente per raggiungere un obiettivo, creare condizioni interiori favorevoli servirà per esprimersi al meglio nei fatti.
  • Dobbiamo considerare che spesso inganniamo noi stessi riguardo a ciò che desideriamo veramente.
    Dire “voglio questo” potrebbe anche condurti a ciò che hai sognato…ma se una volta raggiunto comprendessi che non è ciò che volevi? Se una volta ottenuto ti accorgessi che è sbagliato per te e che porta solo guai? Questo può accadere se procedi ignaro delle motivazioni sottostanti e dei valori che ti guidano.
  • Il pensiero crea la realtà, è vero, nel bene e nel male, dove male significa essere all’oscuro, dominati dalle proprie credenze e dall’inconsapevolezza.
    Un esempio: una persona può pensare che sarà più felice quando raggiungerà una posizione lavorativa sicura o quando troverà un fidanzato. Può addirittura puntare a un lavoro o a una persona che crede faccia al suo caso, alimentando le proprie aspettative e impegnandosi attivamente verso l’obiettivo. Una volta conquistato, potrebbe accorgersi che le cose non vanno come previsto; invece di migliorare la propria condizione esistenziale, si ritrova imprigionato in una situazione che lo fa sentire nuovamente frustrato e infelice.
    Questo non significa che tutto dovrebbe essere idilliaco, una certa dose di sacrificio e sforzo sono necessari per conquistare ciò che conta davvero. Il punto è: ne vale la pena? Il rispetto verso se stessi dovrebbe essere sempre al primo posto.
  • Spesso mentiamo anche a noi stessi per evitare di vedere realtà scomode, perché in noi sono radicati modelli di pensiero e di vita che non ci appartengono; è così che finiamo per seguire percorsi e obiettivi socialmente accettati ma non allineati con la nostra personale verità. Da ciò derivano illusioni, doveri, necessità che a guardar bene sono distanti dalla nostra natura profonda.
    Nei casi illustrati, il bisogno di un lavoro o di una relazione stabile potrebbe nascondere una carenza di autostima. Essa può esprimersi nella paura della solitudine, dell’indipendenza o dell’imprevedibilità della vita; il desiderio non deriverebbe quindi da una reale volontà ma da una mancanza…che nulla sarà in grado di colmare, se non la fiducia in se stessi.
  • Portare alla luce e comprendere cosa è davvero importante per te, cosa ti spinge e motiva a combattere per un obiettivo, quali valori e scopi guidano le tue azioni, potrà permetterti di guardare oltre alle paure, ai bisogni e alle credenze che ti condizionano.
    Quando sarai in contatto con il tuo vero essere, quando sarai il migliore amico di te stesso, avrai una visione della realtà più nitida, più diretta ma anche più profonda. Non sarai più manipolabile e agirai nel rispetto delle tue inclinazioni, senza cedere a compromessi o a inganni allettanti.
    Ecco che il pensiero creerà i presupposti per “attirare” la realtà che desideri vivere, perché in linea con la tua vera natura.

Si tratta di un lavoro tutt’altro che semplice, che implica un processo di consapevolezza, selezione ed eliminazione del superfluo per cogliere l’essenziale, sia all’interno di sé che all’esterno, nella vita quotidiana.

Leggi la seconda parte dell’articolo

Dott.ssa Claudia Casalboni

 

 

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