Meditazione facile: imparare a conoscerla e praticarla

Meditazione facile: imparare a conoscerla e praticarla


Meditazione facile è una piccola guida utile per comprendere aspetti e concetti della meditazione, imparare a conoscerla e praticarla con consapevolezza.
“Meditazione” è la parola del momento: tanto se ne discute, rischiando di perdersi fra terminologie ostiche e tecniche dai nomi bizzarri, che la fanno apparire tutt’altro che semplice; in realtà, che sia trascendentale, zen, mindfulness, vipassana o reiki poco importa, purché se ne comprenda il più vasto significato e il modo per utilizzarla nella vita reale.



La pratica viene largamente impiegata nelle religioni e nelle filosofie di ogni epoca e cultura; è lo strumento cardine di quel cammino spirituale che ha come fine la conoscenza del proprio essere interiore e il superamento della dolorosa separazione fra individuo e creato.
Gli orientali definiscono “illuminazione” lo stato di infinita consapevolezza di sé, che permetterebbe all’uomo di vedere al di là del proprio ego, vincere le apparenze e comprendere la reale natura delle cose.
In altre parole, praticando regolarmente la meditazione possiamo oltrepassare gli automatismi e i limiti mentali che ostacolano la nostra pace interiore, fino a ritrovare un senso di benessere ed efficacia in ogni ambito della vita.

Per praticare una “meditazione facile”, cerchiamo di comprendere meglio i concetti appena illustrati.

 

 

Meditazione facile: imparare a conoscerla e praticarla

 

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Consapevolezza di sé

Essere completamente coscienti di se stessi significa prestare assoluta attenzione al momento presente, concentrandosi su ciò che accade interiormente ed esteriormente.
La mente funziona riflettendo, ricordando, congetturando e il pensiero è costretto a saltellare fra le memorie del passato e le aspettative verso il futuro: in questo modo, nessun istante è veramente vissuto nell’unico spazio d’esistenza, il presente.
Essere testimoni della maratona di idee che continuano a rincorrersi incessantemente, osservarle senza seguirle né giudicarle, ci consente di separarci dai contenuti mentali e ritrovare la quiete naturale del nostro essere.


Ri-unione con la fonte della creazione

Alla base delle filosofie orientali (quali buddhismo, taoismo e induismo), vi è il concetto che l’intero universo sia un’enorme massa di energia, che si configura in corpi ed elementi diversi a seconda della particolare frequenza vibratoria.
A livello energetico, ogni forma esistente è collegata e compenetra l’altra, uomo compreso: realizzando la piena consapevolezza di sé, anch’egli può raggiungere l’unione cosmica. Si tratta di concepire che non c’è separazione fra il singolo essere vivente e il mondo, se assumiamo che ogni aspetto di esso esiste in quanto proiezione della coscienza, il dualismo, la distinzione fra bene e male non possono sussistere.
L’energia della pura creazione penetra in noi in particolare nello stato di sonno profondo e durante la meditazione, permettendo alla nostra coscienza di espandersi oltre i limiti fisici e di “fondersi con la totalità”.
È molto importante concedersi ogni giorno questo bagno di consapevolezza: l’energia a cui attingiamo rafforza la vitalità di mente e corpo, conferisce resistenza allo stress e alle tensioni, ristabilisce la salute e la pace interiore.

 

 

 

Meditazione facile: imparare a conoscerla e praticarla

 

La pratica della meditazione

La meditazione viene utilizzata in molte discipline come strumento evolutivo, nonostante le differenze che intercorrono fra le diverse tecniche.
Iniziamo dalla posizione da assumere: non esiste una posa migliore dell’altra, l’importante è che sia comoda e che non induca tensioni muscolari; si può spaziare da quella yogica del fiore di loto, con la schiena eretta e le gambe incrociate, a quella supina con gli arti leggermente divaricati, oppure si può praticare la meditazione in movimento (camminando, danzando…)
In ogni caso, per raggiungere lo stato di coscienza ideale per entrare in contatto con il proprio Sé, è necessario acquietare i sensi e volgere l’attenzione all’interno; per facilitare questo arduo compito, il miglior espediente è prendere coscienza del proprio respiro, seguendone il naturale percorso.
Successivamente, lo stato di rilassamento ottenuto può essere esteso grazie alla focalizzazione del pensiero (sul respiro, su parti del corpo) e alla visualizzazione consapevole di determinati oggetti (luci, colori, onde, forme geometriche, frasi, ecc.).
Mantenere la concentrazione sull’oggetto prescelto non è, tuttavia, il fine della meditazione: la coscienza dell’unità può essere raggiunta solo in uno stato mentale di vuoto perfetto, libero dai processi di pensiero logico e razionale e dalla percezione dei limiti spazio-temporali.

 

Imparare a meditare non è certo un’impresa facile e veloce, ma con l’esercizio costante (si può iniziare con 10 minuti al giorno) possono realizzarsi importanti cambiamenti: lo sanno bene gli psicologi, che sempre più spesso decidono di avvalersi delle tecniche di meditazione per trattare i disagi e i disturbi mentali.


E tu hai mai praticato la meditazione?
Quali sono state le difficoltà che hai incontrato e i giovamenti che hai ottenuto? 

 

Dott.ssa Claudia Casalboni

 

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Arbor Vitae Rimini
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Utilizzo strumenti di arteterapia, in particolare la scrittura e il teatro. Colloqui individuali di sostegno psicologico, laboratori di gruppo di scrittura espressiva e teatro interiore a Rimini.

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