Manipolazione emotiva: 10 strategie per proteggersi

Manipolazione emotiva: 10 strategie per proteggersi


Negli articoli Sai difenderti dal manipolatori affettivi? e Manipolatori affettivi: tipologie e caratteristiche psicologiche abbiamo osservato il delicato gioco delle parti fra “vittima” e “carnefice” e i meccanismi perversi che guidano le relazioni fra i due attori.
Manipolare significa influenzare il comportamento di una persona, intenzionalmente o inconsapevolmente, mediante azioni o parole, che possono essere difficili da smascherare.


 

Manipolazione emotiva: 10 strategie per proteggersi

 

manipolazione emotiva strategie proteggersi
Chi subisce la sottile e potente forma di controllo denominata “manipolazione emotiva”, può sentirsi svuotato, privo di energie, frustrato e inerme, tanto da trovare difficile mantenere un equilibrio psicofisico adeguato.
Potenzialmente, ognuno di noi può cadere nella trappola della manipolazione emotiva.
Scopriamo allora come schermarci dall’energia negativa delle persone, ricordando che abbiamo sempre la nostra parte di responsabilità nel rendere possibile questa subdola forma di sfruttamento.

 

1) Riconosci i sintomi del sovraccarico emotivo


Presta attenzione alle tue sensazioni e alle tue reazioni.
Ti senti stanco e senza più forze in seguito all’interazione con una determinata persona?
Ti senti ansioso, depresso, frustrato? E il tuo corpo come sta? Osserva il tuo respiro, ascolta le tue emozioni e i segnali del tuo fisico.
Potresti avvertire un senso di oppressione, costrizione o perfino dolore.
Identifica quale atteggiamento o quale discorso tocca la tua sensibilità e qual è la fonte del tuo malessere: potrebbe originare semplicemente dal tuo interno e non essere indotto da chi hai di fronte.

 

2) Trova l’equilibrio dentro di te


Medita per ritrovare la tua centratura interiore e lascia andare le emozioni nocive; passa del tempo immerso nella natura, fai attività fisica e cura la tua alimentazione; circondati di persone positive e dedicati ad attività creative e benefiche.
Sei tu l’unico responsabile della tua vita e la prima persona che conta, non lasciare agli altri il potere di decidere per te.

 

3) Crea uno scudo immaginario


È molto importante predisporre una “barriera mentale” che possa schermarti dalla manipolazione emotiva.
Concentrati sul respiro: inspira serenità, visualizzandola come una luce brillante che penetra in te ed espira negatività, come fosse una nebbia cupa o un agglomerato di rifiuti che sgorga dal tuo corpo; respira profondamente e lentamente, focalizzando la tua attenzione sul diaframma, fino a che non ti sentirai completamente calmo.
In alternativa, visualizza una bolla di luce benigna intorno al tuo corpo e immaginala come uno scudo che blocca il passaggio di ciò che è dannoso, permettendo unicamente al positivo di filtrare.

 

4) Metti in atto strategie di coping


Cerca di comprendere i tuoi confini e i tuoi limiti, impostali e mantienili costantemente durante il tempo dell’interazione con la persona “tossica”.
Impara a dire di no quando è necessario, in modo da rimanere all’erta e in controllo di te stesso.

 

 

Manipolazione emotiva: 10 strategie per proteggersi

 

5) Riconosci i manipolatori affettivi nella tua vita e corri ai ripari


Possono essere colleghi, amici, familiari, persino il partner; se la relazione con queste persone è molto intima, può essere difficile ammettere il proprio disagio, ma è importante riconoscerlo e correre ai ripari.
Prova a parlargli: spiegagli come ti fa sentire e chiedigli gentilmente di interrompere il comportamento che ti turba, facendogli notare quanto sia dannoso per entrambi.

 

6) Evita i litigi

Sei su un campo di battaglia e non stai combattendo ad armi pari. Il litigio è un potente strumento di controllo e viene utilizzato per scatenare nell’altro una reazione.
Impara a mantenere la calma, rispondi con educazione e contegno, non abbandonarti agli impulsi del momento: in questo modo non darai adito a battaglie, che sarete entrambi destinati a perdere.

 

7) Nota se usa la compassione e l’affetto come strumenti di ricatto


Esistono persone che non fanno che autocommiserarsi, cercando la compassione degli altri per persuaderli a soddisfare particolari bisogni o aspettative.
Nota se ti senti costretto ad acconsentire alle richieste di qualcuno e cosa succede quando le rifiuti.
Cerca di ricattarti con reazioni estreme, quali pianti, grida ed esternazioni teatrali?
Oppure si finge malato, debole e bisognoso?
È sempre ben disposto a dare, ma alla prima occasione non esita a farti sentire in debito?
O ancora, ti ricatta mettendo in dubbio l’affetto che provi verso di lui?

 

8) Individua quando cerca di colpevolizzarti


Attribuire colpe è il mezzo più astuto di cui un manipolatore può servirsi per controllare l’altro.
Accusa senza domandare, inducendo velatamente ad eseguire le sue volontà; esprime critiche e giudizi di valore, anche indiretti, spesso facendo confronti con altre persone; rinfaccia errori e aspettative insoddisfatte, conducendo la conversazione senza concedere diritto di replica.
La miglior risposta è quella che rompe lo schema: riportalo alla realtà, fagli capire che ti manca di rispetto e ignoralo quando cerca di farti sentire in colpa.

 

9) Identifica i comportamenti passivo-aggressivi


Presta molta attenzione all’aggressività celata: il manipolatore può mentire per ottenere vantaggi e favori, fingere di dimenticare i propri impegni, esprimere ostilità non apertamente, ma attraverso critiche e pettegolezzi su altre persone.
Non si assume responsabilità, può improvvisamente sparire o continuare a rinviare appuntamenti e accordi.

 

10) Cerca di evitarlo quando puoi


Se il tentativo di confronto con un manipolare non produce risultati soddisfacenti, l’ultimo baluardo di salvezza è ignorarlo. A nulla serve reagire e lottare, mentre discutere può invischiarti in un circolo vizioso infinito, da cui è molto difficile uscire.
Quando frequenti una persona del genere, impara ad analizzare gli schemi comportamentali che tendono a ripetersi, così da prevedere le sue azioni e predisporre in anticipo un’adeguata auto-protezione.


E se invece il manipolatore affettivo fossi tu? Ci hai mai pensato?
Scrivi un commento per avere una risposta ai tuoi dubbi!

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

9 Commenti

  1. Dottoressa salve , il mio problema invece e che ho frequentato per 4 anni un uomo sposato che ha fatto trascorrere il tempo riempendomi di bugie , dopo il primo anno di legame gli chiesi che intenzione aveva e lui testimoniava che era in fase di separazione aspettava la maggiore eta’ maggiore eta’ della figlia , ne ha solo una . la figlia ha compiuto la maggiore eta’ ma mi trova altra scusa e cosi via fino al raggiungimento di totale anni 4 . sono scoppiata , mi sono recata casa sua ma non ho avuto il coraggio di entrare lui era fuori , sapendo che io ero li’ nuovamente mi convince , ma sua figlia ci scopre , torna a casa e poi cosa fa ? sta nascosto senza chiamarmi , mi convoca la mattina dicendomi amore ho bisogno di stare da solo con mia figlia per capire , ma….. capire cosa sono passati 4 anni mi dici che stai bene con me mi ami che sono la tua vita etc etc. fatto sta mando un sms alla moglie , silenzio assoluto ma , mi contatta la figlia dicendomi che dovevo lasciare stare suo padre ero una puttana suo padre non mi voleva , io ribadisco che suo padre si reca casa mia pranza e cena con me e venuto alla comunione di mia figlia alla cresima al matrimonio di mio fratello , ma non riesco parlare con lui si e nascosto dietro una figlia . manipolatore al 100% , io sono distrutta , ero una donna solare felice mi ha rovinato l esistenza .

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  2. Salve Dott.ssa. ho bisogno di aiuto. Ho 40 anni, sono sposata da 9 anni ed ho un bimbo di 7 anni. Con mio marito siamo ai ferri corti. Lui ha abusato in passato di sostanze stupefacenti e ora abusa qualche volta di alcol. Uomo affascinante , mi ha tratta da prima in inganno con il suo modo di fare, poi mi sono intrappolata da sola con la sindrome da crocerossina. Siamo stati anche un terapia, ma è molto difficile fargli accettare i suoi errori, riesce a manipolare le conversazioni con bugie nei miei confronti, ha una visione tutta distorta delle situazioni che realmente accadono e pur cercando di fargli vedere il bianco, se ci si riesce perchè ti parla sopra e non ti sta a sentire, la volta dopo ti ritira fuori il discorso riproponendolo nello stesso modo. Il modo è che, pur essendo un nullafacente, che abusa di alcol, che ha perso i suoi contatti con la famiglia, che perde tutti i lavori volotariamente per poltrire tutto il giorno in un letto, bugiardo cronico, aggressivo , denigratore, pur tutto questo sono io che sono una merda, pazza, rottura di scatole e sono io che ho rovinato il matrimonio. Per colpirmi attua uno schema che non riesco più a sopportare, mi denigra davanti agli altri con delle scenette di basso livello. Se passiamo una giornata con gli amici non fa altro che prendermi in giro, parlare male di me. Se qualcumo parla di una moglie che non ha pulito il bagno, lui porta il discorso su di me “che sono 4 settimane che non pulisco il bagno” “non rifà mai il letto” quando poi c’è sempre lui dento a poltrire, “devo sempre cucinare io” ma io lavoro se lui è in casa , facesse qualcosa , visto che di aiutarmi con le faccende non se ne parla.insomma io che lavoro, pago ogni cosa, penso alla casa e a mio figlio, io non faccio niente. Quando poi , fa le scenette e mi fà prendere in giro da mio figlio , cado nel baratro. Ecc ecc.a La cosa ideale era non sposarsi, ma ora che sono in trappola e c’è mio figlio che adoro, cosa posso fare? Che strategia posso adottare per fermarlo davanti agli altri? A volte mentre mi prende in giro io ci rido e ci scherzo, ma starmi sempre a giustificare, non ce la faccio più. Forse avrei bisogno io di un po di terapia, visto che ho provato diverse volte ad obbligarlo ad andarci altrimenti lo avrei mollato e lui non è voluto venire. Ho bisogno dei suoi consigli. Esistono terapie on-line?

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    • Buongiorno Stefania, si intuisce dal tuo sfogo che senti di essere arrivata al limite nel sostenere questa situazione familiare; il rapporto fra tu e tuo marito è ormai logoro e le dinamiche negative sono ormai consolidate. Trovare una soluzione rimanendo dentro la tempesta è difficile, perché la sofferenza annebbia e limita la visione di altre prospettive.
      Per questo il consiglio che posso suggerire è di concentrarti sul tuo malessere e di intraprendere un percorso per ritrovare il benessere interiore.
      Cerca aiuto per te piuttosto che insistere nella speranza di cambiare lui o insieme a lui. In questo momento non sembra possibile, nonostante tu abbia fatto tutto ciò che era in tuo potere per salvare la relazione; ma al di là di questa, ci sei tu.
      Ritrovando te stessa e rimettendoti al centro, potrai contare sulla tua forza per affrontare tuo marito e fare le scelte giuste per te e tuo figlio.
      Cercando sul web esistono diversi siti di psicoterapeuti che offrono terapie online, un esempio: https://www.onlinepsicologi.com/terapia_online.html
      Spero di essere stata di aiuto :)

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  3. Sono in fase di separazione,il mio ex oltre che manipolare me per anni ora lo sta facendo con i miei 2 figli più grandi ricattandoli sulle spese scolastiche.Egli me li aveva messi contro perché sapeva che erano il mio universo,ora lentamente hanno capito quale errore hanno fatto scegliendo lui perché era il debole della situazione.Dopo anni di attacchi di panico sono tornata a vivere,ma con lui non ho più alcun contatto perché ho sofferto dietro al suo vittimismo.È comunque difficile dimostrare ai miei figli ciò che è veramente.Cosa faccio?

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    • Salve Perla, la separazione è un momento difficile in particolare per i figli, che possono vivere sentimenti di colpa e impotenza.
      E’ preferibile essere chiari con loro riguardo ciò che sta succedendo, spiegando le difficoltà esistenti dal proprio punto di vista e cercando di ascoltare la loro sofferenza, senza tuttavia coinvolgerli nei conflitti, che potrebbero indurli, in modo più o meno indiretto, a prendere le parti di un genitore e allontanare l’altro.
      Questo è deleterio: la fine di una relazione non rappresenta la fine della coppia genitoriale ed è fondamentale trovare un accordo rispetto alle scelte educative e alla gestione dei rapporti con i figli.
      I percorsi di mediazione famigliare possono aiutare i genitori a trovare compromessi e affrontare le conflittualità, mentre un intervento psicologico di sostegno (individuale e/o famigliare) è consigliato alle persone coinvolte per affrontare il delicato processo di cambiamento.

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    • Salve Claudia, purtroppo è una situazione più frequente del previsto.
      Non tutti i genitori sono in grado di offrire amore incondizionato ai figli, alcuni possono soffrire di problemi psicologici o non avere raggiunto una maturità emotiva adeguata, indipendentemente da presunte responsabilità del figlio.
      I problemi e le ferite di queste persone si riflettono nelle relazioni, in particolare in quelle famigliari più strette, ma il comportamento manipolatorio non è sempre consapevole.
      Un supporto psicologico può essere di aiuto per imparare a gestire il rapporto, apprendere strategie utili a non cadere nella trappola della manipolazione, impostare e mantenere limiti personali fondamentali per la convivenza con un manipolatore affettivo.

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      • Buongiorno, io credo che il mio compagno faccia violenza psicologica su di me. Soffro di ansia, colite e ho avuto attacchi di panico anno fa. È una situazione difficile che vivo da 17 anni di convivenza. È diffide per me accettare questa cosa, ho mille dubbi. Ci sono delle domande che mi posso fare che comprovino che sono manipolata da questo uomo? Graxie

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        • Buongiorno Michela, niente più degli inequivocabili segnali di sofferenza del corpo e della mente possono darci informazioni sul disagio che proviamo dentro. Lei stessa mette in relazione il suo stato di malessere e la convivenza con il suo compagno.
          I suoi dubbi sono comprensibili, in quanto mettere in discussione un rapporto di coppia significa spesso stravolgere la propria vita.
          È una ricerca che spesso non abbiamo la forza di compiere da soli, ragione per cui consiglio di avvalersi del supporto di uno psicologo.
          Un abbraccio,
          Dott.ssa Claudia Casalboni

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