Manipolatori affettivi: tipologie e caratteristiche psicologiche

Manipolatori affettivi: tipologie e caratteristiche psicologiche


La manipolazione emotiva è un fenomeno largamente diffuso, ma spesso difficile da riconoscere ed arginare.
È un delicato gioco fra due attori con caratteristiche complementari: da una parte il carnefice, guidato dalla necessità di avere ragione e potere per confermare la propria forza; dall’altra la vittima, insicura e bisognosa di amore e approvazione.
Esistono diverse tipologie di manipolatori, che possono differire fra loro anche in modo radicale.
Scopriamole insieme nell’articolo.


 

Manipolatori affettivi: tipologie e caratteristiche psicologiche

 

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La relazione manipolatoria (che sia di amicizia, con il partner, i colleghi o i familiari) è un circolo vizioso, in cui i partecipanti giocano su due livelli diversi: al piano superiore vi è un individuo a cui piace imporre le proprie volontà e la propria visione del mondo, in basso, intrappolata nei suoi tiranti, una persona che accetterebbe di tutto, pur di non perdere l’altro.
Il manipolatore è rigido, pieno di sé, può essere aggressivo ed umiliante, non prova sensi di colpa ma sa sedurre e raggirare per ottenere vantaggi personali. Per conquistare il controllo, individua e colpisce i punti deboli dell’interlocutore, critica, colpevolizza, cerca di distruggerne l’autostima, evitando ogni confronto e messa in discussione di se stesso.
La vittima è emotivamente fragile ed insicura, ma non necessariamente in ogni ambito della vita. La paura di essere abbandonata e rifiutata, la volontà di non deludere l’altro e di soddisfarne i bisogni, la rendono dipendente nelle relazioni strette; è molto sensibile, desidera evitare i conflitti e dare un’immagine positiva di sé, può addirittura rinunciare ai propri bisogni per non perdere il compagno che ha idealizzato.(Leggi anche: Sai difenderti dai manipolatori affettivi?)
A seconda delle caratteristiche psicologiche, sono state individuate differenti tipologie di manipolatori affettivi. In particolare, Cinzia Mammoliti, esperta in materia di violenza psicologica e di genere, ne ha isolate 10.

 
L’elenco che segue potrà aiutarti a riconoscere la presenza di queste persone (sia uomini che donne) nella tua vita.

 

Misterioso

Si presenta come una persona curata, sicura di sé e in qualche modo speciale. In seguito, diventerà sfuggente e avaro, ma pretenderà, al contempo, disponibilità assoluta da parte della compagna, senza mai ricambiare; rifugge il controllo, rispondendo aggressivamente a richieste ed attenzioni e soppesa con cura i momenti in cui rendersi disponibile.

 

Salvatore

Sensibile, protettivo e comprensivo, appare equilibrato ma cela un’autostima megalomane, che lo rende incapace di provare empatia e comprensione per il dolore altrui. È molto abile ad esercitare una fredda violenza psicologica.

 

 

Manipolatori affettivi: tipologie e caratteristiche psicologiche

 

 

Finta vittima

Si lamenta sempre delle proprie disgrazie e delle ingiustizie subite; si isola e critica gli altri, che reputa incapaci di comprenderlo, ne sminuisce i problemi ma pretende il totale ascolto. Molto possessivo e geloso, finirà per coinvolgere la vittima in un rapporto simbiotico, impedendogli di condurre una vita propria.

 

Padre di famiglia

È il tipico uomo separato, in seguito ad una storia disastrosa con una compagna che definisce perfida e da cui ha avuto dei figli. Il suo scopo è avere una spalla su cui piangere, farsi compatire e procacciare consigli che non ascolterà mai; evita di coinvolgere la nuova compagna nella sua vita, a meno che non possa servirsene, e fugge dall’affrontare discussioni su un possibile futuro insieme.

 

Mentore

Cinico, moralista e arrogante, ha un senso di sé grandioso, vanta ricchezze e capacità fuori dal comune; è così sicuro di se stesso da non interessarsi agli altri, ma odia essere contraddetto, in quanto reputa ogni persona inferiore.

 

Dipendente

Reclama attenzioni ma non è così disposto a concederle: può sparire senza motivo, a causa del suo umore labile, che lo fa oscillare fra atteggiamenti affettuosi e momenti di malinconia, aggressività e isolamento; può avere dipendenze di vario genere e vivere “allo sbando”.

 

Altruista

È disponibile, generoso, benevolo e comprensivo, sommerge di offerte ed inviti…ma guai rifiutare! Potrebbe rivelarsi estremamente permaloso e aggressivo, forzando il partner ad accettare tutte le sue richieste, anche quelle che non vorrebbe soddisfare.

 

Cybervampiro

Adesca le sue vittime su internet, le corteggia esibendo un’immagine di successo; diviene ben presto onnipresente, ma solo in campo virtuale, gli incontri dal vivo sono accuratamente evitati. Profondamente insicuro, si rivelerà ben diverso rispetto alle aspettative da lui stesso create.

 

Parassita

Il suo scopo è trovare una compagna che possa letteralmente mantenerlo. Può adescarla su internet o dal vivo, inondandola di attenzioni e devozione; una volta ottenuta la complicità, cercherà di incutere compassione per la propria condizione economica, inducendo la partner a provvedere al suo sostentamento.

 

Bugiardo patologico

Ha una vita segreta che non rivelerà mai, ma un attento osservatore potrebbe sospettarne l’esistenza: nasconde aspetti di sé e del suo ambiente, inventa storie assurde o catastrofiche, sparisce, ritarda o sposta gli appuntamenti, ma non tollera il confronto diretto e la richiesta di spiegazioni.

 
Oltre alle tipologie appena illustrate, Robin Stern ha identificato altre 3 categorie di manipolatori:

 

Bravo ragazzo

È il tipico passivo-aggressivo: si dimostra affidabile e disponibile, ma solo all’apparenza; accondiscende verbalmente alle richieste, ma si comporta in maniera del tutto opposta; manifesta freddezza e disappunto che puntualmente nega, spostando la responsabilità sulla vittima.

Seduttore

Si presenta in modo impeccabile, perfetto: le sue numerose attenzioni e premure, sorprese e proposte, sono in realtà finalizzate a soddisfare se stesso e non tengono conto delle preferenze della vittima, che inizierà a sentirsi esclusa e non ascoltata; il manipolatore risponderà alle sue proteste accusandola e colpevolizzandola.

Intimidatore

Minaccia, aggredisce e colpisce la vittima nei suoi punti deboli, allo scopo di ferirla e disapprovarla.
Può offenderla in maniera plateale, per poi punirla con un silenzio distanziante, oppure può metterla in difficoltà nelle situazioni in cui è difficile replicare.

 


Osserva le persone della tua vita: quanti manipolatori riconosci? A quali tipologie appartengono?
Lascia un commento e scopriamo quanti sono!

Dott.ssa Claudia Casalboni
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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

12 Commenti

  1. Questo è il mio ragazzo ..si comporta da finto bravo ragazzo all’ apparenza con gli altri e con i miei ..dice sempre sisi , mentre con me si rivela L’ opposto.. rinfacciando pure le cose …

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  2. Il bravo ragazzo in apparenza che poi è tutto il contrario

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  3. Finta vittima, parassita e bugiardo patologico… Questo è il ragazzo di cui mi sono innamorata in un periodo davvero delicato della mia vita…tra noi non è successo niente oltre un bacio una sera…prima mi diceva che non mi avrebbe mai lasciata andare e che voleva rendermi felice, faceva progetti (piccole cose, niente di speciale), poi dopo quella sera mi ha detto che non provava nulla nei miei confronti…che era attratto da me ma che non voleva illudermi…nonostante ciò ho provato a restare al suo fianco come amica… ora non lo vedo più e limito i messaggi e le chiamate…ma è difficile stargli lontana, perché il mio problema sta nel fatto che vedo (o mi ostino a vedere anche se non c’è) del buono in lui, e trovo la sua compagnia piacevole…mi sento stupida nel provare ancora certi sentimenti…

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  4. Salve dottoressa sono sposata da 20 anni e ho due figli di 18 e 16 il mio matrimonio e andato avanti per merito mio perché sono stata sempre succube di un marito militare grande ! Ma da 5 anni e cambiati tutto .Per circa un anno e mezzo mio marito mi ha fatto impazzire ho perso 14 kg perché mi ha fatto credere che aveva una relazione con u a collega di 26 anni ma non era vero niente non si sono mai neanche parlati ,lei e stata trasferita grazie ad un aiuto Alto che ho avuto .Sembrava tutto quasi risolto ma mi va via di casa 2 volte portandosi tutto di se anche i quadri attaccati al muro ,scopro che non andava al lavoro per andare a giocare alle macchinette naturalmente ha negato tutto con chi ho a che fare ? Non e mio marito questo ed ho paura non so cosa fare intanto e a casa con noi come se nulla fosse accaduto Mha! Se vuole può rispondermi in privato grazie mille un abbraccio

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    • Buongiorno Ida, suo marito potrebbe essere scivolato nella dipendenza da gioco. È un disturbo paragonabile alla dipendenza da una sostanza, i comportamenti insoliti e assurdi potrebbero essere tentativi di nascondere il problema, forse anche a se stesso.
      Considerate che può sentirsi spaventato e fuori controllo, per cui questa dipendenza va affrontata il prima possibile, mediante un percorso di riabilitazione e sostegno psicologico.
      Consiglio di rivolgervi al SerT (Servizio per le dipendenze patologiche delle Aziende Usl) che si occupa di diagnosi e cura del gioco patologico; inoltre esistono in tutta Italia associazioni di giocatori anonimi, gruppi di mutuo aiuto che offrono sostegno anche ai familiari (http://www.giocatorianonimi.org/familiari-e-amici-di-giocatori.html).
      La situazione è difficile anche per voi cari, quello che potete fare è incoraggiarlo a diventare consapevole del problema e a farsi aiutare, ma non trascurate voi stessi e chiedete aiuto se ne avete bisogno.

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  5. Gentile Dott.ssa,
    sono stata con un manipolatore con tantissime delle caratteristiche da Lei elencate. Mi ha attirato facendo la vittima. Vittima di una ex compagna tiranna e malvagia. Poi ha iniziato lui ad alternare momenti di cattiveria assoluta in cui mi ha denigrato in tutti i modi possibili e impossibili, a momenti di dolcezza da non sembrare neanche vero. Mi imponeva di fare ciò che voleva lui con giochi subdoli e alla fine mi ha liquidato sempre lui per un’altra donna dicendomi che non era mai stato realmente interessato a me. Inoltre trattasi di bugiardo patologico che ha vissuto e vive nella menzogna quotidiana. Ne sono uscita a pezzi da questa situazione. Cosa mi consiglia di fare per riprendere in mano la mia vita? ora ho anche il terrore di lanciarmi verso altre relazioni.

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  6. Buonasera Dorteressa, sto con un ragazzo da circa due anni e, nei suoi atteggiamenti, riconosco il comportamento di un manipolatore misterioso dalla personalità narcisistica. Non sono un’esperta in materia ma non posso non ammettere di avere serie difficoltà a gestire il rapporto. Sento di non avere alcuna voce in capitolo, ci vediamo solo se è lui a deciderlo, litighiamo solo se è lui a deciderlo….tutto ciò che viviamo è sempre e solo frutto di una sua decisione. Apparentemente è amorevole, un continuo di “ti amo mi manchi amore mio e vita mia” ma i fatti e le parole non sempre combaciano. ho bisogno di qualcuno che mi insegni letteralmente a combatterlo. Ho bisogno di recuperare la mia luce…ormai offuscata dalla sua oscurità. Resto in attesa di un suo suggerimento. A presto e grazie. C.

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    • Salve C., sono certa che tu sia la miglior esperta in materia delle tue sensazioni.
      Ti senti messa in ombra, come se tu non esistessi. Come sei arrivata a questo punto?
      Una relazione difficile ci pone davanti ai nostri limiti, può permetterci di comprendere la nostra responsabilità in ciò che stiamo vivendo.
      Combattere contro se stessi o il partner complica le cose. La lotta scatena ulteriore lotta, può portare a una resa da una parte o dall’altra ma non all’armonia.
      Forse lui decide tutto perché tu glielo hai sempre permesso e si è creato un circolo vizioso da cui è difficile uscire.
      Prova a chiederti come mai hai perso la tua luce, di cosa avresti bisogno per recuperarla…puoi farlo anche scrivendo una lettera a te stessa, è assai liberatorio!

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  7. Gentile dottoressa,
    ho conosciuto una persona via chat ; all’inizio lui era carino e disponibile, ma sfuggente; ci siamo poi incontrati di persona solo due volte, in cui ci siamo baciati ed abbracciati; lui poi si è sempre fatto negare nell’incontrarmi di nuovo; non chiama mai e scrive solo messaggi; mi dice che dai messaggi si capisce come sia fatta una persona, invece io al contrario sostengo che vada conosciuta di persona; lui alla domanda se gli manco oppure cosa sia io per lui reagisce molto aggressivamente e dicendomi che tali domande non devo farle perchè devono venire spontanee.
    Io ho retto poi sono sbottata perchè mi sono sentita presa in giro a questo la sua reazione è stata violenta da un punto di vista della scrittura; mi ha definita infame, falsa, egoista , testa di….., stalker , fuori di testa …tutte qualità che non mi appartengono perchè chi mi conosce non mi definisce così; l’ultimo episodio è stata l’accidentalità di richiedere per sbaglio l’amicizia ad una sua amica ( che lui definisce non esserlo) su internet , me ne sono accorta e l’ho tolta; questa tipa glielo ha riferito e lui il giorno dopo ….sempre scrivendo mi ha di nuovo definito con l’elenco di parole scritte sopra; io gli ho scritto che ho detto un ” bugia bianca ” a fin di bene perchè non volevo discutere e che la cosa è successa per sbaglio;
    lui continua a scrivermi che sono falsa che non sono sincera ecc….
    Io dottoressa mi sono difesa mantenendo la mia posizione e cercando di non farmi sminuire ; lui non mi ha chiesto scusa …mai per queste brutte parole; io non ho risposto con tali parole perchè non volevo alimentare questa inutile questione; a me pare di esser di fronte ad un manipolatore e vorrei staccarmene ….

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    • Si può capire se una persona ci sta manipolando ascoltando le nostre emozioni: sentirsi aggrediti, denigrati, soffrire, sono sintomi di una relazione “insana”.
      Provi a chiedersi quanto lei sia veramente disposta a investire in un tale rapporto, cosa la tiene legata a questa persona, quanta della sua serenità sta sacrificando nei vostri continui conflitti e quanta potrebbe riconquistarne rinunciando all’idea di lui come potenziale partner.
      Consideri però che ognuno ha la propria parte di responsabilità, perché a decidere le nostre reazioni non sono gli altri, ma le debolezze che toccano dentro di noi.
      La fine di una storia fa apparire tutto nero intorno e, soprattutto nei primi tempi dopo la separazione, il dolore sembra senza fine…ma questo momento può essere anche molto fertile, può essere l’occasione per tornare a concentrarsi su se stessa e per comprendere quale insegnamento trarre da questa relazione, un motivo per cercare di comprendersi nel profondo.

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  8. In tutto e per tutto il mio ex! Alla fine della relazione stava affinando la parte di “Intimidatore”…per fortuna me ne sono liberata prima!

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