Manipolatori affettivi: come riconoscerli e difendersi

Sai difenderti dai manipolatori affettivi?


Sarà capitato probabilmente a tutti nella vita di incontrare alcuni manipolatori affettivi: soggetti incapaci di provare empatia, senso di colpa e genuino interesse per l’altro; individui privi di una reale personalità e perciò molto abili ad indossare costumi diversi a seconda della vittima prescelta e della strategia migliore per affascinarla.
Da principio attraente, gentile, apparentemente perfetto, l’esatto opposto di come viene caratterizzato un “mostro”, il MA dà l’impressione di essere brillante in tutto ciò che fa, inoltre sommerge di lusinghe, promesse e premure; potenzialmente, chiunque potrebbe cadere nella sua rete e rimanerne invischiato, trovando impossibile sfuggire alla cattura.


Ottenuta la complicità, lo scopo del manipolatore diviene chiaro: rendere l’altro dipendente, prosciugare la sua energia, proiettare il proprio senso di inadeguatezza, trasformando le attenzioni benevole in maltrattamenti e offese, al fine di assoggettare.
La perversità della relazione non è subito evidente, ma tende a degenerare man mano che le resistenze della vittima si assottigliano, fino a portarla ad assecondare ciecamente il manipolatore senza la possibilità di un confronto reale.

Continua a leggere per scoprire come identificare i manipolatori affettivi e come difenderti dalle trappole relazionali.

 

Sai difenderti dai manipolatori affettivi?

 

 

manipolatori affettivi riconoscerli e difendersi

 

Come riconoscerli

Una volta instaurato il suo dominio, il manipolatore cambia drasticamente, ma è necessario del tempo prima che la vittima riconosca e accetti la violenza, nonché le conseguenze psicologiche del rapporto.
Per smascherare un individuo di questo genere è necessario riconoscere le modalità e i comportamenti tipici.

 

1. Comunicano in modo inadeguato

Aggressiva o ambigua, ha lo scopo di destabilizzare l’interlocutore tramite continue interruzioni, capovolgimenti e silenzi; può essere sarcastico per celare l’ostilità o usare un linguaggio sofisticato per rendersi inafferrabile.
Essere ascoltati e ottenere un autentico scambio di vedute può risultare molto difficile.

 

2. Inducono sensi di colpa

Il manipolatore potrebbe presentarsi come una vittima indifesa, suscitando compassione per procurarsi attenzioni; si tratta, tuttavia, di un potente gioco che assicura l’instaurarsi precoce dell’intimità, in cui gelosia e senso di possesso sono alquanto comuni.
Lo scopo è quello di colpevolizzare l’altro mediante critiche aspre e continue, con la pretesa che migliori per soddisfare le sue insaziabili aspettative.

 

3. Non risparmiano menzogne, sotterfugi e raggiri

L’atteggiamento seduttivo dei manipolatori affettivi svanisce non appena la preda viene catturata. Da questo momento in poi, potranno avvicendarsi promesse, scuse e illusioni.
Il completo disinteresse nei confronti delle persone li spinge a non assumersi alcuna responsabilità e ad attribuire ogni colpa agli altri, per fare prevalere le proprie ragioni.

 

 

 

 

Sai difenderti dai manipolatori affettivi?

 

4. Esercitano violenza psicologica intermittente
Può mostrare un’aggressività passiva, rifiutandosi di fare qualcosa per l’altro e deludendone le aspettative, oppure può essere apertamente denigrante ed umiliante; è subdolo, altera i suoi atteggiamenti illudendo la vittima di essere cambiato per poi frustrarla nuovamente, generando in lei confusione e smarrimento.

 

5. Sono anaffettivi ed egocentrici
Per sottrarre dignità all’altro, i manipolatori affettivi non si interessa mai a lui: pongono sempre se stessi e i propri bisogni al centro dell’attenzione, inventano ogni giorno nuovi problemi sopravvalutandoli a discapito di quelli altrui; il rischio che la vittima venga risucchiata in esigenze non proprie, arrivando a rinunciare completamente alla propria vita.
L’obiettivo finale quello di è renderla dipendente, far vacillare la fiducia in se stessa e privarla dei suoi punti di riferimento, in modo da prolungare all’infinito il “gioco”.

 

Come difendersi dai manipolatori affettivi

Per uscire indenni dalla relazione con un manipolatore, la strategia migliore risulta sempre quella di fuggire.
È indispensabile saper riconoscere i segnali di pericolo ed è molto importante sviluppare consapevolezza e distanza emotiva, per non essere feriti dalle incessanti colpevolizzazioni e svalutazioni.
È bene tenere sempre a mente che le proprie esigenze e la propria dignità sono prioritarie: sentirsi costantemente inadeguati, angosciati, arrabbiati o frustrati nei confronti di una persona potrebbe essere l’indicatore di una relazione perversa.
Inoltre, è importante non giustificare mai comportamenti ambigui, scusanti dubbie o continue promesse: interrompere la comunicazione e smettere di cercare inutili spiegazioni si rivela, in definitiva, l’unico espediente per sopravvivere.

 


Conosci o hai mai conosciuto uno o più manipolatori affettivi?
Come ti sei difeso?

Dott.ssa Claudia Casalboni

 

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

93 Commenti

  1. Buongiorno Dr.ssa,
    avrei bisogno di un suo consiglio, non riesco a trovare una risposta da sola.
    Vivo da 18 anni con una persona che sospetto essere un manipolatore, ho vissuto e vivo una vita difficile con lui tra menzogne, sensi di colpa, frustrazione e altro che non mi dilungo a raccontare. Premetto che lui ha sempre deriso apertamente e preso in giro ogni forma di religione e chi la professa, definendo povera gente chi crede in qualche cosa. Ora, qualche giorno fa l’ho beccato in ginocchio davanti ad una statuetta di legno che abbiamo in casa (che rappresenta uno specie di santo) che stava pregando (?). Come si spiega questa cosa? Qualche tempo fa mi era parso che l’avesse anche baciata, ma quando gli avevo chiesto se avevo visto bene, lui aveva negato.
    Credo di avere a che fare con una persona che mi nasconde la sua vera personalità.
    Perchè negare la sua fede se di fede si tratta?
    Grazie
    Michela

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  2. Buongiorno dottoressa, mi sono imbattuto quasi casualmente sulla sua pagina mentre ero alla ricerca di risposte a quello che mi è capitato, e credo di averle trovate!
    Mi sembra di capire che un manipolatore affettivo non debba per forza avere le caratteristiche di violento (sia a parole che a gesti) ma possa essere inquadrato anche in qualcosa di più “soft”, intendo con questo dire che questi personaggi possano racchiudersi in una cerchia che va da un minimo (dove trovi magari quelli quasi inconsapevoli di esserlo) ad un massimo (appunto i violenti fisici) della manipolazione. E’ secondo Lei giusto quanto sostengo, mi corregga se sbaglio? Poi passo a raccontare brevemente la mia esperienza!

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  3. Buongiorno, mi sono convinta da un po’ di tempo che una mia (fino a qualche tempo fa) cara amica sia una manipolatrice di questo tipo e ho iniziato piano piano a distanziarmi da lei e a farla uscire lentamente dalla mia routine; dopo tanti scontri, litigi e sotterfugi, adesso ci sentiamo una volta ogni tanto e ci vediamo pochissimo (un paio di volte in sei mesi) perché rendendomi conto della sua instabilità e del suo modo di essere, ho solamente provato tristezza nei suoi confronti e avrei voluto aiutarla in qualche modo.
    Ma non penso di poterci realmente riuscire, adesso sono due settimane che dopo esserci viste ad un pranzo con tanti altri amici, questa “amica” non mi rivolge più la parola e non risponde ai messaggi se non a monosillabi… conoscendola ormai ho capito che ci deve essere stato qualcosa che l’ha infastidita ma non ho idea di cosa sia e non so bene cosa fare. All’inizio pensavo di poter far finta di niente e andare avanti ma adesso mi domando se non sarebbe il caso di affrontarla e in che modo eventualmente. Consigli?

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  4. Mi sono imbattuto in questo argomento perché… Che domande, ho incontrato sul mio cammino una manipolatrice! Vi risparmio i dettagli, il racconto sarebbe troppo lungo, lo riassumo per fasi: Adulazione, finzione di intesa e di interesse, recita del personaggio indifeso in cerca di protezione. Poi i primi segnali, ma allora non ero in grado di leggerli: senso di colpa instaurato, comportamenti scorretti ed irrispettosi verso di me e verso i miei amici, alternanza di dimostrazione di affetto e desiderio sessuale con allontanamenti. Instabilità sempre più forti, promesse mai mantenute, abusi psicologici vari, vittimismo ed instaurazione di sensi di colpa sempre più forti. La captatio benevolentiae verso la mia migliore amica: “Lui mi piace, ma sono ancora confusa” Alla mia prima reazione, dopo vari mesi di angherie, andò a fare la vittima dalla mia migliore amica, la quale mi chiese spiegazioni, indotta a credere che io avessi potuto “esagerare”. La cosa è proseguita con mistificazioni della realtà, fuga da responsabilità, bugie. Sono stato ricoverato, per aprirle la porta ho avuto un’emorragia. Quando sono stato dimesso, alla prima telefonata mi disse: “Non sei nemmeno uscito dall’ospedale e già rompi il c**** per vederci?”. Le scrissi una nota (4 pagine in word) per chiedere spiegazioni su tanti episodi che avevo subito. “Sei meschino – piangeva per telefono – non si parla così ad una donna, chiedilo alla tua migliore amica”. La mia amica non trovò nulla di male in quanto scritto: del resto non vi era alcuna ingiuria, bugia o offesa, solo la narrazione obiettiva e neutrale degli episodi. Ricevetti una prima minaccia telefonica “non ti scordare che dietro di lei ci sta una famiglia che potrebbe prendere provvedimenti”. Ancora un avvicinamento. Poi in me il dubbio che potesse esserci un altro, avevo visto una figura simile alla sua accompagnarsi ad un uomo, una notte, ma alle domande negava con veemenza: “Devo morire ora se sono stata con un altro, voglio stare sola, io non vedo nessuno! Tu non fai per me, non sei un uomo, mi offendi meschinamente!” instaurando in me il senso di non discernimento della realtà. Ma il dubbio fu poi confermato andando sotto casa sua di notte. Aspettai nell’ombra per non farmi vedere e vidi un suv Mercedes nero arrivare. Dentro vi era una coppia, ed ho visto tutto ciò che accadeva in quell’abitacolo, lei che lo masturbava dopo averlo provocato strusciando intensamente le parti intime su quelle di lui. Alla fine, andando via, ma facendomi vedere per dimostrare che avevo visto tutto e che i miei sospetti erano fondati, fui anche minacciato ed aggredito dal nuovo “principe azzurro”, certamente imbeccato da lei, che mi avrà certamente additato come un molestatore. Il primo colpo me lo diede a tradimento, in maniera vile, mentre avevo la mano tesa. Il secondo colpo l’ho parato facilmente e restituito. Hanno fatto seguito nuove minacce telefoniche, la cui registrazione conservo per tutela personale.
    Rabbia, tristezza, angoscia, poi finalmente la realizzazione che io non ho mai amato questa persona, ero solo stato soggiogato con abili artefatti. Ma “inciampare e sbattere il muso a terra” mi ha fatto riflettere sui miei bisogni. Ho intrapreso un percorso di life coaching per poter affrontare le “negoziazioni” interpersonali in maniera costruttiva, senza agire per condizionamento e per stimolo-risposta, mantenendo il pallino del gioco in mano. Cosa utile in ogni rapporto interpersonale.

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    • Ciao, solidarietà amico mio per quello che ti è accaduto. Anche io per tanti anni sono stato sotto l’effetto di una manipolatrice, un po’ meno pericolosa della tua ma altrettanto abile a destabilizzare una persona e a renderla infelice.
      Che dire, quando finalmente ce ne siamo liberati di codeste persone è come rinascere, una vita nuova, migliore con tanta esperienza in più.

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    • Salve, inutile spiegare perchè scrivo qui, ho sposato un manipolatore, da cui ho anche avuto un figlio, ancora adesso non riesco a credere come abbia potuto manipolarmi così bene di decidere e guidare ogni mio passo, in tre anni l’ho conosciuto, iniziato una relazione, sposato e ci ho fatto pure un figlio, ora ci stiamo separando dopo 2 anni di inferno in cui ho subito violenze psicologiche di ogni tipo culminate poi in fine in violenza vera e propria, ma io non mi libererò mai di lui perché abbiamo un figlio e lui se ne serve per tornare alla carica a volte alterne. Non so come farlo smettere come liberarmi della sua presenza e dei suoi insulti. Il mio inferno non finirà mai.

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      • Ciao
        Se ti può aiutare ti consiglio una pagina fb
        I serial killer della nostra anima
        Contatta l’indirizzo email, ti aiuteranno…

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  5. Buongiorno,
    Io volevo in particolare rispondere al commento di Anna, la ragazza di 20 anni che ha pubblicato il 17 luglio.
    Anna, complimenti per la tua maturitá e la tua capacitá di riflessione. Sai io quando avevo la tua etá, ho avuto molti problemi in casa ma non ero affatto capace di comprendere la situazione come invece sei riuscita a fare tu. Sei sulla buonissima strada per non diventare mai come tuo papá. Non lo diventerai prima di tutto perché avendo avuto un esempio come lui, sai cosa vuoi diventare.
    Secondo perché ti analizzi e riesci a comprendere cosa sta succedendo e che non é colpa tua. Appena finirai gli studi ti allontanerai da lui e riuscirai ad avere una vita migliore, piu´felice. La tua posizione nei suoi confronti cambierá e lui non avrá piu´alcuna influenza su di te. Certo é tuo padre, ma potrai perfino dirgli cosa pensi di lui e dei suoi comportamenti una volta fuori da casa .Ora non ti consiglio di farlo perché purtroppo secondo la sua visione, se sei sotto il suo tetto stai alle sue regole. Ti consiglio di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta per acquistare pui´fiducia in te stessa (anche se sei giá sulla buona strada come ti ho giá detto).
    Io il tuo percorso l’ho fatto in tanti anni.. ora ne ho 30 e la mia vita e´cambiata ma mi sarebbe piaciuto avere le tue capacitá di riflessione quando ero piu´giovane.
    Un abbraccio e coraggio, vedrai che ce la farai!

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  6. Ho avuto una storia durata 14 anni .sposati entrambi.io all inizio non ero presa da lui lo vedevo come un semplice amico .ma è stato talmente bravo a marcati con regali presenze assidue, telefonate , messaggi .questo per 5 anni fino a quando in un momento di mia debolezza , mi son legata a lui. Non l avessi mai fatto!. E incominciato con lo scomparire se andava fuori con la moglie. Non mi avvertiva non mi chiamava. Ed io disperata pensando fosse successo qualcosa . Poi tornava e mi dava dell ansiosa . Ha incominciato così ed ogni qualvolta che io mi lamentavo , io ero l ansiosa. Poi chiuso sembrava avessi un muro se si parlava sempre del più o del meno ma se l argomento era noi due , spiava sempre in qualche modo. Io sentito che non mo amava e lui diceva che io nella mia mente facevo solo film . Fino a quando a gennaio mia mamma si aggrava e lui scompare per tre giorni . Io ci rimango male .piano piano lo sentivo freddo . Lo incitano a parlare ma eri sempre io con i miei film. Poi il suoc’ero e stato male e dopo la sua morte pur avendo io mia mamma ancora grave , lui è scomparso dall oggi al domani negandomi telefonate e messaggi. Non mi ha bloccato su watsapp ma se gli invio un sms non lo.legge. ci son rimasta malissimo anche perché mi ha colpito in un momento brutto per me. Io non so se il suo comportamento sia dovuto al fatto che lui è un Po succube della moglie . Dipende in tutto e per tutto dalla moglie anche bel lavoro. Per la moglie faceva di tutto e di più se io ci chiedevo un sms o degli auguri nelle feste comandate , si arrabbiata. Lui diceva che la moglie era la sua socia.ed io l ho sempre attaccato su ciò. Ad una socia non ci si mette a zerbino . Ci sto ancora male ma mi è servito come lezione per guardare ad un futuro con la mia famiglia. Ho 58 anni una bella età

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  7. Buongiorno,sono una ragazza di 20 anni e in questi anni crescendo e ossrvando i comportamenti di mio padre ho notato che si comporta come un manipolatore narcisista. Si è comportato così per tutta la vita ma solo ultimamente mi sono resa conto della sua vera natura. È una persona incapace di provare empatia verso gli altri, fredda ,insensibile,non è in grado di riconoscere nemmeno i bisogni degli altri ( un esempio banale,in casa non alza un dito , se manca qualcosa a casa non pensa a fare la spesa ma prende solo le cose per se; se abbiamo bisogno di qualcosa come per esempio alimentari o cose per la casa ci dice che non manca niente e che siamo degli spreconi. Qualsiesi cosa che ci ha dato ci è stata rinfacciata e se noi figli ma anche mia madre gli abbiamo chiesto qualsiesi cosa siamo stati persuasi da lui a pensare che in realtà non ne avessimo bisogno e a sentirci in colpa per qualsiesi cosa chiedessimo, per es l’abbonamento del treno o i soldi per una cura dentistica ecc… e non per degli effettivi problemi economici. ) Pensa di essere perfetto e non gli si può fare una critica ma lui pontifica su tutto e tutti ed è un continuo criticare gli altri e sottolineare le mancanze degli altri. Inoltre usa continuamente il sarcasmo per velare le denigrazioni verso gli altri e spesso e volentieri mette il muso a mia madre senza motivo e diventa irrascibile da un momento all’altro. Da 6 anni ormai è disoccupato e vive facendosi mantenere da mia madre passando le sue giornate a suonare la chitarra e a fare dei lavoretti occasionali di falegnameria( fino ad ora l’unica vera fonte di reddito è l’eredità lasciatagli da mio nonno paterno) . Mi dispiace se mi sono dilungata molto ma era per dare un’idea generale,anche perché credo che a volte per una persona esterna sia difficile capire queste situazioni e comportamenti dato che spesso queste persone si comportano così solo con i famigliari più stretti(come nel caso di mio padre) . A dir la verità credo che sia difficile anche per chi vive a stretto contatto con queste persone; fino a pochi anni fa non capivo perché mio padre fosse così ed ero convinta di avere io qualcosa che non andava anche perché lui non è sempre così e ci sono dei momenti in cui sembra relativamente ‘normale’Mia mamma purtroppo non si separa da lui sia perché non è indipendente economicamente sia perché è stata manipolata da lui in tutti questi anni e forse anche se si rende conto di che persona squilibrata ha accanto non riesce a staccarsi. A me dispiace molto per lei e per i miei fratelli, sia noi che i famigliari proviamo sempre a farla ragionare ma finché non parte da lei la decisione secondo me non si può fare molto. Per fortuna sto lavorando per pagarmi gli studi e essere più indipendente possibile , vorrei andare via di casa ma al momento non riuscirei a mantenermi completamente. In questi anni per non impazzire ho imparato che mio padre non è capace di amare qualcuno , per cui ho smesso di chiedergli qualsiesi cosa e di aspettarmi quasiesi cosa da lui e fare riferimento su di lui. Mi rendo conto però che i suoi comportamenti influiscono sul mio essere. Per esempio sono una persona molto indecisa nella vita e faccio difficoltà a fa capire agli altri i miei bisogni; faccio difficoltà anche a esprimere le mie emozioni ,anche nelle relazioni sentimentali,oppure ho notato che ho intrapreso delle relazioni con dei ragazzi ‘sbagliati’ ( uno era un ragazzo problematico e molto appiccicoso e l’altro invece ,anche se era un bravo ragazzo , educato , con delle belle qualità e degli obiettivi nella vita , non mi dava attenzioni e alla fine non era veramente interessato a me. Io però ne ero davvero attratta e il fatto che non mi desse attenzioni mi attraeva ancora di più, forse anche perché mio padre è sempre stato così. Io stessa nelle relazioni amorose tendo a fuggire e a essere distaccata a volte, e a volte mi capita di essere così anche con i miei amici. Inoltre faccio difficoltà ad ammettere i miei errori e sono molto orgogliosa. Adesso sto con un ragazzo fantastico , che è maturo premuroso ,gentile,alteuista. Abbiamo molto in comune e sto molto bene con lui ma noto che a volte mi arrabbio con lui senza motivo o penso che non sto bene con lui anche se non c’è niente che non va, anzi abbiamo un rapporto bellissimo. Crescendo ho preso più consapevolezza di me e delle situazioni che mi circondano e ho paura di diventare come mio padre e soprattutto di essere destabilizzata dai suoi comportamenti o di non riuscire a riconoscere una maniera sana di amare gli altri. Appena me lo potrò permettere voglio andare da uno psicologo per cercare di parlarne ma volevo chiederle,com’è possibile difendersi e tutelarsi da queste persone e come non diventare come loro? Come si può essere immuni da queste persone?potrebbe consigliarmi dei libri validi?grazie mille

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  8. Buongiorno, sono la mamma di una figlia diciottenne, probabile vittima di un manipolatore, lo supponiamo in famiglia visto il totale allontanamento dalla vita sociale e familiare, assai strano per una ragazza così giovane. La domanda che le pongo è: come facciamo a fugare questo tremendo sospetto? E’ ovvio che noi in famiglia ci faremo aiutare da un terapeuta ma chi aiuta vittima e carnefice?

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    • Buongiorno rituzza, l’allontanamento dalla vita sociale potrebbe essere, in questo momento, un bisogno della ragazza, le cui motivazioni andrebbero approfondite. Potrebbe essere un periodo, una scelta, al di là della persona identificata come manipolatore.
      Andare da un terapeuta in un momento così delicato può essere utile per voi genitori per capire, con un aiuto professionale, se si tratta di manipolazione, se vostra figlia ha bisogno di aiuto e come comportarvi.

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      • Buongiorno Dottoressa, le scrivo per chiedere aiuto. Da due anni sono spiata giorno e notte da una psicopatica belga che apparentemente fa la manager in una casa farmaceutica, ma in realtà il suo lavoro è spiare e fare la taglia teste. Questa narcisista anoressica psicopatica depressa mi sono resa conto che all’inizio la scusa era la gelosia del compagno,ma andando a fondo e leggendo vari testi mi sono resa conto che questi psicopatici hanno bisogno di spiare le persone normali. Ho provato a denunciarla alla polizia postale ma usa un metodo sofisticatissimo per spiarmi detto dal marito anche e spia anche mia figlia minorenne il marito è ridotto ad uno zerbino io l’ho anche diffamata ma niente continua a spiarmi per favore come posso eliminare dalla mia vita questa famiglia di spioni? Che grande tristezza grazie,Catia

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  9. Buongiorno
    purtroppo appena da qualche tempo ho intrapreso una relazione con un uomo che s’è dimostrato un maniaco del controllo. Fortunatamente mi sono accorta “presto” della sua problematica e ho chiuso la storia anche forte del fatto che si tratta di una persona molto attenta al suo apparire brillante ed in carriera.

    La questione che mi preoccupa è che nell’ultimo episodio ha dimostrato un certo livello di mancanza di controllo delle proprie emozioni, manifestato da urla inconsulte, lancio di oggetti vari (non sembrava avesse l’intendo di colpirmi..) e dei lievi sussulti agli arti inferiori…
    Ora questa persona continua a contattarmi nella speranza che io ritorni nei miei passi e ha organizzato delle occasioni (non riuscite) d’incontro nella speranza di vedermi (la vedo più come l’ennesima imposizione a ciò che sapeva sarebbe stato un rifiuto…combinata ad un mix di disperazione).
    Il punto è, posto che ho appreso che in passato ha avuto degli episodi di violenza (non femminile, ma la cosa non mi sembra una grande consolazione!), come fare per indurlo a rassegnarsi?

    Vorrei seguire uno dei Suo consigli e sparire immediatamente nel nulla, ma temo che ciò possa scaturire in episodi di violenza a mio carico…
    Sempre seguendo i Suoi consigli, al tel. con lui mi sono dimostrata sicura di me e ho definito delle regole su come sentirci ed eventualmente vederci.
    Le amiche mi consigliano di non rispondere più ai msg e alle tel. ma le mie paure sono legate alle conseguenze che una tale “brusca” sparizione potrebbe generare atti di violenza…che fare? continuare su questa strada rispondendo alle tel oppure non rispondere più? o rispondere per un certo tempo (quanto?!) e poi sparire???
    Quel tremore agli arti inferiore deve farmi pensare a qualcosa di neurologico più che psicologico?

    Mi sorprendo di quanta gente folle sia nascosta dietro abiti e sembianze di persone per bene…

    help!

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    • Buongiorno, da quello che scrivi sembra che tu abbia un’adeguata consapevolezza e padronanza di ciò che sta accadendo.
      La perdita di controllo accompagnata da azioni aggressive e manifestazioni fisiche (le crisi di rabbia provocano tremore, agitazione, reazioni impulsive), può essere l’estremo tentativo di riprendersi ciò che considera un suo possesso, in modo simile al capriccio di un bambino che cerca di spaventarti scagliandoti addosso la sua paura.
      Premesso che non si può prevedere con certezza il comportamento di una persona, cerca di rimanere salda nelle tue decisioni: se non ti dà modo di instaurare una conversazione alla pari, se non te la senti di vederlo e trovi sia inutile continuare questa relazione, non farlo. Spiegagli le tue motivazioni con obiettività e distacco emotivo, non cedere ai ricatti e alle promesse o gli darai modo di pensare che può fare ancora qualcosa per manipolarti; se rimarrà senza appigli, non gli resterà che arrendersi e probabilmente sarà lui ad allontanarsi per andare in cerca di una vittima più “facile”.
      Qualora ti sentissi in pericolo, non esitare a rivolgerti alle forze dell’ordine.

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      • Grazie 1000; sto seguendo i suoi consigli ed effettivamente (ed incredibilmente!!), notata la mia razionalità e la fermezza il suo comportamento è cambiato totalmente e adesso si limita a inviare soltanto msg…sinceramente spero prosegua in questo modo.
        Per dovere di cronaca Le dico che, nonostante lo abbia giurato e spergiurato, non credo che stia andato da uno psicologo (come gli avevo diplomaticamente consigliato).
        Quanto detto da Lei e quanto osservato in base a queste esperienza, spero sia da aiuto, per quante, prese dalla paura (che in certi momenti è davvero tanta!), cedono a comportamenti compromissori rinunciando a una fetta della loro vita e della loro autonomia. Grazie e…speriamo bene!

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  10. Buonasera, sono sposata con una vittima di un’abile manipolatrice:la madre.Situazione che influenza negativamente il nostro rapporto di coppia, mi è capitato di ascoltare conversazioni telefoniche in cui lei gli faceva credere di essere caduto in una trappola sposandomi “tu povero amore mio, l’hai sposata ingenuamente pensando di poter cambiare quel suo brutto carattere e ora sei rimasto in questa trappola. Purtroppo avrei voluto aiutarti anche economicamente ma visto che andrebbe a vantaggio anche di lei, mi spiace ma io non ti darò mai niente”. Per 5 anni di matrimonio ho cercato di fargli capire che il loro è un rapporto malato, che deve farsi aiutare per cercare di tenere la sfera della famiglia di appartenenza staccata da quella della sua nuova coppia. Ma non vuole accettare la cosa e quando è in preda a una forte manipolazione mi accusa di non amarlo perché non amo la madre, che, mi creda, continua a dire e fare cose incredibili e cattive a mio discapito. Un periodo mi accusava, ovviamente alle spalle, di aver ingannato il figlio omettendo una mia sterilità e incastrandolo così ad una vita senza figli. Cose da Soap opera. E in tutto questo ora vi è la pretesa che io abbia un bel rapporto con lei. Consideri che di recente ho subito un aborto spontaneo e in questo momento lei sta facendo di tutto, riuscendoci, per farci lasciare. “o vai da mia madre, che crede tu abbia qualcosa contro di lei, oppure ci lasciamo perché significa che non mi ami”. Mio marito sembra drogato, ho provato a fargli capire che io non ho ancora superato la perdita del bambino ma ha avuto il coraggio che quelle erano cose vecchie (sono trascorsi 2 mesi) e che quindi devo andare ad ascoltare le pazzie della madre. Ora proverò con percorso di psicoterapia perché non reggo più questa situazione ma lei crede che se lo convincessi ad affrontare un percorso di psicoterapia di coppia servirebbe a qualcosa? Oppure devo lasciare che le cose prendano il loro corso. Grazie. Sara.

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    • Buongiorno Sara, una terapia di coppia può permettere a te e tuo marito di confrontare i punti di vista e i vissuti di entrambi in un’ottica costruttiva, ma non è sempre facile coinvolgere il coniuge.
      Intraprendere un percorso di psicoterapia potrà giovare certamente a te, che ti trovi a dover convivere all’interno di una situazione ambigua in cui le dinamiche fra madre e figlio probabilmente si trascinano da molto tempo prima del vostro matrimonio.
      Il terapeuta saprà fornire l’intervento più adeguato al fine di aiutarti a gestire le problematiche e il disagio che stai vivendo.

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  11. Gentile Dottoressa,
    lei ha analizzato il problema dal punto di vista della vittima, ma quella del carnefice?
    Non ne sono certa ma credo di essere io una manipolatrice affettiva e davvero non so come comportarmi. Quando mi pongo il dubbio, o mi viene fatto notare dall’altra persona è già troppo tardi.

    come devo comportarmi?

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    • Buongiorno Saracc, spesso le persone che mettono in atto comportamenti manipolativi non ne sono consapevoli (si differenziano dai manipolatori perversi, che agiscono con l’intento di imporsi sugli altri).
      La tua presa di coscienza è un buon punto di inizio per comprendere quali bisogni e circostanze innescano questi comportamenti nei rapporti.
      Tendiamo a relazionarci con modalità istintive, che si sono cristallizzate in seguito alle esperienze di vita, ai rapporti familiari e alle aspettative a cui siamo stati condizionati; dipendono da come abbiamo ricevuto amore e dalle strategie apprese per difenderci dal dolore.
      Osservarsi senza giudicarsi è di grande aiuto per comprendere i propri meccanismi automatici, ma può rendersi necessario il supporto dello psicologo per affrontare questo delicato processo. Se senti di aver bisogno di aiuto, suggerisco la possibilità di rivolgerti a un professionista per intraprendere un percorso di sostegno psicologico.

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    • Saracc hai tutta la mia stima giá solo perché cerchi di metterti in discussione e ti accorgi di alcuni tratti della tua personalitá. Ho notato che è difficilissimo che un narcisista riconosca e ammetta di avere questo problema.
      Io ne sono figlio, quindi vittima e dipendente dalla nascita purtroppo, con danni emotivi e una vita adulta che ancora fatica a sbloccarsi…
      Ti auguro di imparare a riconoscere ed esprimere i tuoi bisogni affettivi ed emotivi per non avere bisogno di indurre altri a soddisfarli attraverso i meccanismi manipolatori inconsci..
      A me auguro di uscire dai tentacoli di mia madre e guarire.
      Auguri!

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  12. Sono vittima anche io di un manipolatore che ho sposato e dal quale è nato un figlio di 5 anni all’inizio sembrava un uomo perfetto poi dopo il matrimonio e la nascita del bambino è iniziato pian piank a far cadere la maschera. Non comprendevo la sua crudeltá mi raggirava facendomi passare per l isterica su tutto fin quando ho iniziato ad avere disturbi psicofisici ansia attacchi di panico disturbo dell alimentazione ho perso 10 kg non dormivo piu avevo dolori diffusi alla testa capelli che cadevano. Lui diceva che io ero esaurita io allora ho iniziato a chiedermi perchè ed ho aperto gli occhi e ho visto che mostro avevo difronte anche perche ho fatto molte analisi tutte negative e i medici mi parlavano di stress. Adesso mi stk separando e ha iniziato a farmi stalking a colpevolizzarmi in tutti i modi a minacciarmi a ricattarmi a mettere contro di me il bambino che anche lui ha traumi ed è iperattivo. L ho denunciato la giustizia non fa niente nemmeno gli assitenti sociali e intanto dice al bambino che mi deve uccidere e il bambino fice che il padre lo picchia in faccia e i pazzi siamo io e il bambino perchè se non hai lesioni gravi loro pensano che mi invento tutto per vendetta.Ho iniziato un percorso di sostegno psicologico per me e ho chiesto di far seguire anche il bambino ma la psicologa mi ha detto che le sedute con il bambino non servono mi ha mandato dalla neuropsichiatra infantile che visiterá fea qualche mese la quale mi ha detto che puo riscontrare un problema ma non si prende certo responsabilitá di dire la causa. Dottoressa come si puo dimostrare tutto questo? Come si può tutelare un bambino. Come posso rompere le catene? Lui genera conflitti inesistenti capovolgendo la violenza per farmi passare per cattiva e si usa del bambino. Aiuto

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    • Ciao Lara
      Anche io mi trovo con il tuo stesso problema con il mio compagno dopo 9anni e due figli piccoli da un giorno all’altro …. in altra persona uno sguardo differente assente….. è sempre stato aggressivo con gli altri ora di più ha detto di essere impulsivo senza badare alle conseguenze non ha sensi di colpa e non prova colpa … un passato di droga pesante con qualche comportamento antisociale …..ha tolto la maschera quando gli ho negato acquisti che voleva facessi con i miei soldi macchina ristrutturazione casa….ha preso una pausa di riflessione ……per poi tornare dettando leggi….. non lo riconosco più ed inizio ad avere paura …. come è possibile cambiare così non riconoscere più il tuo compagno …… sono psicologicamente devastata …..

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      • Ciao Titti stessa storia, nn riesco ad uscirne sono psicologicamente distrutta …

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        • Gentilissima dottoressa
          Ora mi guarda il telefono mail mi controlla in tutto addirittura ha coinvolto un amico a chiamare un numero non registrato … mi minaccia per ora abbastanza scherzosamente di volermi tirare una mazza da baseball in testa … e intanto ne ha ordinata una!!! Mi fa paura ….. poi con tutto quello che si sente in giro!!! Alterna attenzioni e irritabilità … ogni sera ha un malessere differente che magicamente scompare se arriva qualcuno o se deve andare in palestra oppure dallo stare malissimo dopo 10 minuti inizia a cantare come un matto ad alta voce …. per poi riannullarsi nuovamente …. con respiro affannoso….. giusto per mettere ansia!!! Dottoressa ma questi comportamenti possono essere inquadrati come psicopatico manipolatore? Insieme al mio messaggio precedente dove ho elencato i sintomi che lui mi ha confessato di avere ….. Se si allora potrebbe diventare un attore holliwoodiano perché mi creda in 9 anni mi è sembrato una persona diversa non così crudele e questo fa ancora più male!!! La ringrazio per un suo consiglio
          Titty

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          • Buongiorno Titty, i comportamenti descritti fanno pensare a una personalità antisociale (in passato definita psicopatica o sociopatica): noncuranza delle regole e delle conseguenze delle trasgressioni, impulsività, aggressività, sfruttamento degli altri per ottenere vantaggi personali, assenza di sentimenti di colpa, irresponsabilità, abuso di alcol e sostanze, comportamenti manipolatori (fra cui menzogne e raggiri). Questa ipotesi dovrebbe essere approfondita con una valutazione diagnostica accurata.
            Persone che presentano tratti di personalità antisociale difficilmente ammettono di avere un problema e accettano la terapia, mantenere una relazione con loro può indurre crescenti sensazioni di disagio e pericolo.
            Alla luce di questo, solo tu puoi sapere quanto sei disposta a tollerare questa situazione che provoca in te paura e sofferenza, tenendo presente che non potrai cambiare lui, nonostante gli sforzi. Mettere te stessa in primo piano, capire cosa ti tiene legata a lui e come porre dei limiti, per il tuo benessere e la tua incolumità, chiedendo il sostegno di uno psicologo se necessario.

      • Ciao
        Se ti può aiutare ti consiglio una pagina fb
        I serial killer della nostra anima
        Contatta l’indirizzo email, ti aiuteranno…

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    • salve
      anch’io sono vittima di un manipolatore da troppi anni ormai
      vorrei capire come farne ad uscire

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      • Salve Adriana, una volta riconosciuto di essere intrappolati in una relazione tossica, è importante comprendere il proprio contributo nell’innesco e nel mantenimento del circolo vizioso.
        La “vittima” ha di base una bassa autostima e diventa facilmente prigioniera della dipendenza emotiva. Paradossalmente, anche di fronte al dolore e alle violenze, continua la ricerca straziante di apprezzamento e amore che, in simili condizioni, diventano ben presto mete illusorie.
        Ogni disagio vissuto nasce da uno squilibrio interiore e quando esiste da molto tempo può essere difficile uscirne senza avvalersi di un aiuto specialistico.
        Consiglio di lavorare su te stessa ed eventualmente di richiedere sostegno psicologico per rafforzare la tua autostima, per fronteggiare e prevenire gli effetti deleteri della dipendenza affettiva.

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    • Gentile Lara, la situazione è complessa e richiederebbe un’indagine più approfondita. Consiglio di rivolgerti al centro antiviolenza più vicino a te, che puoi contattare gratuitamente. In questi centri collaborano diverse figure professionali che offrono assistenza legale, psicologica e sociale, al fine di fornire ascolto, sostegno e orientamento alle vittime di violenza e ai loro figli.
      Ecco un elenco dei centri diviso per regioni: http://www.direcontrolaviolenza.it/i-centri-antiviolenza/
      Posso indicare, secondo la mia conoscenza, lo sportello antistalking e antiviolenza Prometeus di Rimini per un colloquio telefonico.
      Il primo passo per rompere le catene è rafforzare l’autostima e la resilienza (ovvero la capacità di far fronte a eventi traumatici e riorganizzare positivamente la propria vita). Durante il percorso di sostegno psicologico potrai acquisire modalità e strumenti adeguati, con la guida della psicologa.

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    • Ciao
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  13. Salve Dottoressa, da due giorni leggo e rileggo articoli su questo tema, ogni parola è perfettamente ciò che mi è accaduto, sono stato dipendente da una donna per circa tre mesi dalle 4 del mattino fino a notte fonda nuovamente, una specie di convivenza, tranne le ore in cui dovevo andare a lavoro (e molte volte mi sono assentato anche per lei). Sono stato studiato e trattato come meglio lei aveva capito per farmi innamorare. Sin dall’inizio, cosa che ancora mi sconvolge, mi fece un elenco delle sue esperienze passate, ponendo nella norma rapporti con due, tre o anche più uomini, dicendomi di averne avuti 40, lasciando possibile intendere che si riferisse a tutti insieme. Ad ora che ho compreso la sua seconda vita, dove parte con l’aereo i weekend come se sparisse, e a me aveva dato indicazioni su cosa stava per accadere in un luogo dove da tutta Italia sarebbe stato facile raggiungerla, in tutto questo è presente in maniera alternativa il suo partener, con cui vive un rapporto…non mi prolungo su questo, tranne che usare la parola “abominevole” . La famiglia di lei è stravolta anch’essa, per la perenne lotta, il padre ha palesi sintomi di malessere fisico che a loro dire cercano di curare, ma a mio avviso è una degenerazione somatica di un malessere indicibile. Indicibile come la storia della sua vita che pian piano mi raccontava e che ora mi rosica la testa ogni secondo.

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    • Buongiorno borg, venire a conoscenza della seconda vita di questa donna dev’essere stato sconvolgente e doloroso. Anche se potrà volerci del tempo per riprenderti, sei riuscito ad aprire gli occhi e salvarti, un passo tutt’altro che facile.
      Ti auguro il meglio per il tuo futuro :)

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  14. Ciao non so nemmeno da dove iniziare… praticamente io conoscevo questa persona da quando facevo la 5 elementare ero una ragazza normale sempre positiva sorridente che dava un po di gioia a tutti .
    Comincio a crescere e a diventare adulta e già dalla 5 elementare conoscevo questo Padre di famiglia che stranamente  ha un figlio adottato e una moglie che non bada affatto ci parlavo spesso e poi ci siamo ritrovati quando avevo 12 anni nello stesso ambiente , quando ho cominciato ad avere 16 anni mi cominciava a scrivere tutti i giorni mi chiamava 4 volte o anche di più al giorno e poi voleva uscire sempre con me e inizialmente a me sembrava solamente un semplice  e buon amico … poi andando  avanti dopo aver compiuto i 18 anni mi trattava come se fossi la sua ragazza nonostante avesse già una moglie e un figlio diceva di volermi bene come una figlia che ero la seconda figlia che avrebbe sempre voluto avere anche se i suoi comportamenti erano tutti tranne che da padre .
     Una signora molto gentile ha cominciato a capire che qualcosa non andava in me e in lui e cercava di capire finché  a 20 anni mi ha detto che era un manipolatore le prime volte non ci credevo ma andando avanti ho cominciato a capire che era così.. una volta dopo 4 giorni che non gli ho scritto lui mi ha chiesto se poteva chiamarmi e dove stavo appena ho risposto mi ha detto mi manchi e mi ha fatto stare malissimo , mi faceva sentire in colpa lui era quello bello e intelligente e io no cominciava a prendermi il cellulare con la forza e a salvarsi tutte le conversazioni con whats app entrava sul mio account su facebook nonostante ho provato a cambiare la password 3 volte senza alcun risultato … lui faceva con me le 4 o le 5 di notte mi diceva quando dovevo andare a dormire  e se non lo facevo si arrabbiava  e nonostante ciò la moglie aveva gli occhi foderati di prosciutto .
    Mi aveva tolto tutte le amicizie strette e non parlavo più con nessuno io ero il suo cagnolino ogni cosa mi diceva che dovevo fare io la facevo senza dire mai di no e quando ci provavo si inalterava tantissimo e non voleva neanche che uscivo con il mio ragazzo dovevo stare solo e unicamente con lui.
    Io non so spiegare questa cosa però  e come se mi dava una dose giorno per giorno e io ero la vittima che aveva sempre bisogno di lui mentre lui no mi diceva che ero la sua figlia preferita mi voleva bene mi baciava sulla guancia mi abbracciava mi accarezzava mi portava al lavoro da lui andavo in piscina con lui andavamo ai concerti mi organizzava feste a sorpresa mi veniva a prendere la sera di nascosto con la macchina era un rapporto ossessivo e morboso , io lo idolatravo credevo che fosse un supereroe ma alla fine era solamente un mostro .
    La cosa che mi incuriosiva di e che lui un giorno in macchina si diceva da solo ma quanto sono bello quanto sono bello , soprattuto se gli dicevo portami dallo psicologo diceva di no che lui era apposto.
    Oppure mi parlava che da piccolo i genitori non se lo filavano e che la sua famiglia era perfetta quella del MULINO BIANCO
    Per concludere la moglie ha scoperto tutto e ha fatto finta di nulla dando la colpa a me e non so cosa si sia sinceramente inventato il marito fatto sta io alla moglie gli ho detto tutta la verità ma lei non mi ha creduto io e da gennaio che non parlo più con lui ma questa cosa ancora non mi è passata mi manca

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    • Gentile Eleonora, non dev’essere facile dimenticare questa persona dopo tutti gli anni passati insieme, è comprensibile che tu ne senta la mancanza.
      D’altra parte, ora hai capito che il vostro rapporto non era sano e che è meglio per te staccartene, per poter vivere la tua vita.
      La ferita che questa storia ti ha lasciato può essere faticosa da rimarginare. Valuta se è il caso di chiedere aiuto a uno psicologo che possa sostenerti in questo delicato percorso, per elaborare la perdita e trovare nuove prospettive.
      Un caro saluto,
      Dott.ssa Claudia Casalboni

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  15. Gentile Dottoressa
    ho lasciato mio marito anche se non ho ancora proceduto legalmente, nonostante gli volessi ancora molto bene. Negli ultimi tempi, oltre alle caratteristiche “standard”, ovvero un egocentrismo spropositato, un orgoglio incommensurabile e le sue esigenze innanzi a tutti, ha iniziato, a suo dire per contrastare il mio cambiamento, a comportarsi, a volte con grande durezza, reagendo con rabbia di fronte a mie opinioni divergenti, pretendendo le scuse a oltranza, fino a chiudersi in silenzi punitivi anche per giorni.
    Ammetto alcune mie responsabilità, come quella principale di essergli andata incontro in modo incondizionato adattandomi a tutte le sue abitudini e assecondandolo quasi in tutto. Quando cercavo di porre le mie esigenze, queste sono state tacitate in un modo o nell’altro, sempre con argomentazioni razionali.
    Perdipiù la sua misantropia ci ha condotti verso una vita priva di relazioni sociali, benché dopo lui abbia affermato di non avermi mai proibito di vedere altre persone. E’ vero, ma mi faceva pesare ogni cosa che facessi fuori casa.
    Il punto è che è anche capace di grandi affettuosità e io so che mi ha amata, ma non è capace di comprendere la sofferenza interiore (a me ha detto che era un problema mio) né mia né degli altri. Insieme abbiamo realizzato un progetto ed io in particolare ho realizzato un mio sogno al quale adesso, se ci separeremo, dovrò rinunciare.
    Io gli voglio ancora bene ma non vedo di buon occhio l’idea di convivere di nuovo con lui..
    sto molto male, non riesco a prednere una decisione e mi sembra di perdermi in questo vuoto che mi sta consumando.
    Ritiene che una terapia di coppia potrebbe aiutarci?
    Cosa pensa di quello che le ho raccontato?
    grazie

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    • Gentile Teresa, le tue parole fanno pensare alla necessità di compiere una scelta, ma la paura di mettere a repentaglio il sogno che tu e tuo marito avete realizzato ti blocca, come fossi in mezzo a due fuochi.
      Una terapia di coppia potrebbe aiutarvi a ridefinire il vostro rapporto e a trovare una nuova sintonia, ma dipenderà soprattutto da voi, dal sentimento che vi lega e dalla volontà comune di trovare compromessi e nuovi equilibri.
      Potreste scoprire modi diversi per gestire “il sogno” e appurare che non è necessario rinunciarvi se le cose fra di voi cambiano. L’affetto e i progetti comuni possono sopravvivere anche dopo la fine di una storia d’amore, assumendo nuove forme e adattandosi ai cambiamenti inevitabili che ogni persona, prima o poi, si troverà a vivere.

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      • Vorrei porre all’attenzione della Dottoressa Caludia le seguenti riflessioni:

        A parte il fatto che questo genere di manipolatori affettivi non sono necessariamente solo maschi, ma possono anche essere donne.
        Però ovviamente almeno di solito, sono maschi…e quindi parliamo di loro.
        Questo frenomeno si verifica prevalentemente in ciò che noi chiamiamo SEDUZIONE, e quindi nei rapporti di coppia.

        Ritengo indispensabile puntare l’attenzione su un elemento:
        Mentre per le donne il sedurre gli uomini può risultare cosa tutt’altro che difficile, o perlomeno relativamente facile, per i maschi non è affatto così.
        Le donne sono consapevoli che a parte casi del tutto eccezionali, quando vogliono un uomo bastano anche solo pochi accorgimenti che non richiedono chissà che qualità particolari e chissà che impegno:
        1 ) – Basta che mostrano a lui la propria disponibilità, preferibilmente in maniera chiara e non contraddittoria;
        2 ) – Basta che hanno un aspetto fisico se non da strafiga, almeno da lui considerabile nei limiti della passabilità;
        3 ) – Basta che non hanno pretese assurde (tipo pretendere regali costosissimi, oppure pretendere che quello lascia moglie e figli per fuggire via con lei);
        4 ) – Basta che lui non abbia preferenze sessuali che non riguardano le donne, o che lui non sia un superfedelissimo della donna con la quale sta insieme.

        Quindi, mentre possiamo dire che per le donne la seduzione è un qualcosa di abbastanza facile, o comunque perlomeno di non troppo difficile, e che raramente richiede l’applicazione di strategie particolarmente elaborate, per gli uomini dobbiamo dire che non è affatto così, o che perlomeno molto raramente è così.
        I maschi, quando vogliono sedurre/conquistare una donna, non basta mostrare loro la propria disponibilità, non basta avere un aspetto perlomeno passabile, e non basta il non avere pretese assurde… ma si rende necessario e indispensabile ricorrere a delle strategie che in non pochi casi, richiedono una certe elaborazione e capacità di applicazione.

        Le caratteristiche riportate per quanto riguarda il MANIPOLATORE AFFETTIVO, io direi che rientrano abbastanza perfettamente in quelle che purtroppo, ho dovuto riscontrare essere le caratteristiche vincenti dei maschi in fatto di seduzione, di conquista, di rimorchiaggio, nei confronti delle donne.
        Quindi il Manipolatore Affettivo sarà pure una persona spregevole, sarà pure uno che ha dei problemi di vario genere, però bisogna riconoscere che si tratta di un MASCHIO VINCENTE, il quale riesce a fingersi in un certo modo, per poi dare la bastonata quando lo ritene opportuno.

        Questo modo di comportarsi, io non posso negare che è un metodo che risulta altissimamente vincente con le donne.

        Anzi, ho avuto più volte modo di constatare che questo tipo di uomo, non solo le donne se lo litigano pure tra di loro, ma se tu in qualsiasi maniera le parli male di lui, lei lo difende a spada tratta, e se sei una donna ti accusa di essere invidiosa del fatto che lei sta con lui, e se sei un uomo ti accusa di essere un porco maniaco pervertito depravato che vuole provarci con lei.

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    • Gentile dottoressa, mesi fa ho conosciuto un uomo con il doppio della mia età (io ne ho 24) che si è innamorato di me e ha maturato una certa ossessione nei miei confronti. Ho vissuto un periodo di grandissima crisi perché lui mi faceva molte pressioni e io, invece, mi sentivo bloccata e allo stesso tempo non riuscivo ad allontanarlo. Mi prospettava un futuro meraviglioso insieme ma non mi ha mai convinto, non so perché. Io vivevo sempre in agitazione, piena d’ansia, e quando provavo a prendere le distanze da lui mi faceva sentire in colpa e mi insultava. Sono riuscita ad allontanarlo e quando, ogni tanto, mi scrive, si dimostra inizialmente gentile e se poi non rispondo ai suoi messaggi viene subito fuori la sua aggressività. Come devo comportarmi? Grazie, Claudia

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      • Gentile Claudia, l’ossessione, le pressioni e l’aggressività minano i rapporti dalle fondamenta, rendono impossibile fidarsi e lasciarsi andare.
        Evidentemente questo uomo non può sopportare il fatto che ti sia allontanata da lui, tanto da usare anche la gentilezza come mezzo per riprendere potere nella relazione.
        Penso che tu abbia già fatto la tua scelta quando hai deciso di allontanarti, per proteggerti dalle sensazioni negative che hai vissuto nel rapporto; se questa è la tua intenzione, è giusto che tu prosegua su questa strada!

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  16. Gent.ma Dott.ssa, nelle sue risposte afferma sempre con convinzione che i manipolatori sono persone da cui fuggire perchè il rapporto con loro è irrecuperabile. Ciò mi mette molta tristezza. Se una persona è “disturbata” e sta male, non voglio lasciarla, ma vorrei aiutarla. Sono arrivato su questa pagina cercando informazioni legate a comportamenti che ho osservato in una mia amica che in parte sono quelli del manipolatore. Dico in parte perchè, per fortuna, nessuno ancora ha sofferto troppo se non Lei stessa che non riesce ad avere un’amicizia duratura con nessuno. Lei è bella, instancabile, istrionica, ammaliatrice, lusinga le persone e le fa sentire importanti… dopo un po’, però, esce la sua dispatia, ci si accorge che non è sincera, ma affettata negli entusiasmi e le persone si allontanano da lei. Io la conosco da un paio d’anni e le sono amico, non sono neanche io vittima in quanto da subito, per non so quale intuizione, ho voluto mantenere un certo distacco e ho iniziato a frequentarla gradualmente e solo per motivi di lavoro. Volendo mantenere tale distacco all’inizio rispondevo alle sue lusinghe facendole capire che erano esagerate per il poco che ci conoscevamo. L’ho, come dire, disarmata e quando notavo affettazione di sentimenti la interrogavo cercando di vedere sotto quello che diceva per compiacermi e affascinarmi, cosa ci fosse di sostanza.
    Un po’ ci sono riuscito, ma non sono mica tanto sicuro. Temo anzi di averla solo costretta ad un gioco più sofisticato…visto che anche questa “sostanza” che ho fatto emergere, non è per niente tale…ma mutevole, probabilmente di facciata.
    Se all’inizio osservavo con divertimento tutte le sue incongruenze, i facili entusiasmi per tutto e il contrario di tutto volti solo ad apparire simpatica a quello o a quell’altra, oggi mi trovo ad essere stanco e deluso da lei, anche io ingannato. Per fortuna o sfortuna ora Lei vive lontano e da un anno ci vediamo una volta ogni 6 mesi, scrivendoci solo qualche volta. Nonn serve dire che delle persone che frequentava un anno fa io sono l’unico ad esserLe rimasto amico, a volerla rivedere quando torna e a mantenere i contatti.
    Ripeto che non credo sia una manipolatrice perversa al 100%, perchè del suo atteggiamento per ora è solo Lei la vittima e soffre. La sua sofferenza si manifesta nel fatto che, a dispetto della sua perenne allegria e apparente forza, è una persona “disturbata”. Tale disturbo si concretizza in una magrezza al limite dell’anoressia. Difficoltà nel cibarsi adducendo gastriti, intolleranze, nausee etc… Io voglio bene a questa persona, c’è qualcosa che posso fare per aiutarla?

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    • Salve S., ogni caso è diverso e va valutato nella sua specificità.
      In alcuni casi, la manipolazione si spinge fino alla violenza, motivo per cui tagliare i ponti rimane l’unico modo per salvarsi e per smettere di subire i maltrattamenti.
      Un manipolatore non è sempre un violento, spesso è inconsapevole della natura dei propri comportamenti e del danno che possono arrecare agli altri. Si può aiutare una persona a divenire cosciente degli effetti delle proprie azioni, facendo come da specchio: cercando di comprendere le sue motivazioni, parlando in modo non colpevolizzante, mantenendo un’adeguata distanza emotiva.
      Le persone generalmente si aprono quando si sentono ascoltate e soprattutto non giudicate, questo potrebbe aiutare la sua amica a prendere consapevolezza del proprio disagio e a considerare l’eventualità di rivolgersi ad uno psicologo.

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  17. La mia storia è simile a quelle sopra descritte e quindi non mi ripeto. Ansia,frustrazione, deliri liti e tutto il marcio possibile e immaginabile, depressione, cadute e riprese. 27 anni di convivenza da calvario, credetemi. In tutta questa lunga vita da incubo però, sono nati due bellissimi figli, e tutto si complica per la paura di fare loro del male, disgregando la famiglia, ma io sono sfinita e non so più in quale direzione voltare. Prego qualcuno di darmi suggerimenti prima di impazzire.

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    • Provi a capire cosa farebbe stare meglio lei…la serenità di un genitore influenza considerevolmente il benessere dei figli.
      Per quanto sia difficile, delicato, compiere una scelta per se stessa, che andrebbe ad influire su tutta la famiglia, il suo sfinimento e il desiderio di voltare pagina parlano chiaro.
      Consiglio di avvalersi del supporto di uno psicologo, di un consulente di coppia o di un mediatore familiare che possano aiutarla gestire la situazione, qualora decidesse di affrontare un percorso di cambiamento.
      Spero possa esserle di aiuto!

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  18. Salve, ho letto ormai di tutto su questi manipolatori però ancora non ho trovato una caratteristica peculiare che aveva quello con cui io ho avuto a che fare: era profondamente religioso, frequentava gruppi religiosi con cui faceva dei ritiri, aiutava nelle parrocchie i bisognosi. Questo modo di comportarsi mi è sempre sembrato anomalo con le caratteristiche di un manipolatore e di un bugiardo narcisista. Saprebbe darmi una spiegazione. Grazie Adriana

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    • Salve Adriana, il fatto che una persona si prodighi per aiutare gli altri non deve trarre in inganno…anche sotto una facciata di bontà si possono nascondere segreti.
      Esistono diverse tipologie di manipolatori, Cinzia Mammoliti nel libro “Il manipolatore affettivo e le sue maschere” ne ha identificate 10, fra cui annovera il profilo dell’ “Altruista” e quello del “Salvatore”. Sono manipolatori subdoli, ma non dimentichiamo che il loro obiettivo è sempre quello di ottenere potere e approvazione. Non è quindi scontato che ad un’immagine sociale di generosità e altruismo (strategie utilizzate dal manipolatore per ottenere riconoscenza da parte degli altri) corrispondano una personalità e una vita privata altrettanto immacolate.

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  19. Io ho avuto una relazione con un soggetto simile. La nostra relazione è durata troppo, 7 anni, dalla quale è nata nostra figlia. Purtroppo non mi sono accorta della sua vera personalità se non a seguito della nascita della bambina, quando ha incominciato a fare tutte le cose descritte sopra. Dopo 7 anni e per motivi molto seri (io ho anche un altro figlio nato dal mio precedente matrimonio) ho troncato la nostra relazione, uscendo io da casa nostra. Lui mi ha giurato, davanti a testimoni, di farmela pagare e lo sta facendo da 3 anni ricattandomi ed usando la bambina. Da tre anni la nostra vita è diventata un inferno di ansia psicologica costante nella quale fa piombare tutti ma soprattutto nostra figlia. Il problema con questo tipo di soggetti è che sanno manipolare le situazioni così bene a loro favore che la verità viene storpiata e le loro vittime vengono da lui trasformate agli occhi degli altri come i mostri. Come si combatte una situazione del genere? Come uscirne? Ma soprattutto, come difendere i propri figli?

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    • Salve Monica, quando un manipolatore esercita la propria influenza sui figli, a maggior ragione se minorenni, purtroppo la situazione si complica ulteriormente.
      Creare un clima di tensione e ansia è la strategia migliore attuata da queste persone per tenere gli altri sotto controllo e annientarne le difese. Non si deve assecondare il loro gioco, mostrandosi vulnerabili e impauriti dall’imprevedibilità dei loro comportamenti, perché non aspettano altro che attaccare il punto debole e dominare la situazione.
      Sono individui immaturi o patologici, sperare che cambino da soli o per opera di terzi è vano. L’unica strategia attuabile è delimitare i propri confini, dettare le proprie regole con fermezza per indebolire la loro influenza, il che significa creare una distanza psicologica, che permetta di analizzarne i comportamenti in modo oggettivo e diminuire man mano l’intensità del coinvolgimento emotivo.
      Il manipolatore semina terrore dove trova terreno fertile, ovvero quando trova persone insicure, che hanno difficoltà a farsi rispettare.
      Certamente non è facile, consiglio un supporto psicologico per lavorare sulla fiducia in se stessa e apprendere strategie per gestire le emozioni e la relazione manipolatoria. Di riflesso, anche sua figlia ne beneficerà.
      Se la situazione si dovesse aggravare, potrebbe divenire necessario ricorrere a vie legali per tutelare la bambina, rivolgendosi ad un avvocato o agli assistenti sociali presenti sul suo territorio.

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      • Gent.ma dottoressa,
        Sbaglio oppure questi attori da oscar levano la loro maschera di normalità dopo che si sposano oppure hanno figli perché?

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  20. Gentile dottoressa,
    Anche io ho scoperto di essere vittima di un manipolatore.Nel mio caso..la mia sorellastra di15anni piu grande di me!
    Probabilmente mi odia da sempre e mi manipola da quando sono nata e ora,a30anni, ho ben presente quanto sia crudele e sn distaccata da lei affettivamente.
    Purtroppo xo mi ricatta moralmente usando mia mamma,che è una persona anziana e fragile,economicamente non autosufficiente:l’assurdo è ke mia sorella è parassitata a me tramite nostra madre!
    E nn posso farci nulla,xe mia madre subisce e nn prende posizione!mia sorella si è separata ed è tornata a vivere in casa nostra(casa sua l’ha affittata x comodita),mette zizzannia,chiede continuamente soldi e in piu ruba l’oro in casa o i soldi nei ns portafogli.mi ha rubato ricordi preziosi di mio padre(morto quando io avevo16anni) negando l’evidenza con storie fantascientifiche.in piu,è un continuo sparlare di noi con amici e parenti.
    Sta in casa a scrocco e ha pure da lamentarsi!
    Ora io vorrei andare a convivere col mio ragazzo e sono letteralmente terrorizzata!ho paura di fare il mutuo xe poi saro piu debole economicamente e quella pazza ne approfitta e soprattutto ho paura di lasciare mia mamma nelle sue grinfie e nella sua ipocrisia maligna!
    Io nn la voglio nella mia vita ma nn posso fare a meno di avercela tra i piedi!tutto questo è assurdo!

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    • Salve Laura, è veramente una situazione soffocante, specialmente per il fatto che si verifica in famiglia e allontanarsi diventa ancora più problematico.
      Quello che posso suggerirti è di prendere in mano la situazione, ponendo condizioni, mettendo la tua sorellastra davanti a tutte le sue malignità, smettendo di assecondarla.
      Non so come tu reagisca, ma probabilmente sente che hai paura e che può dominarti, proprio come un parassita: fino a che subisci, continuerà a succhiare sangue.
      Immagino che se il suo potere si è allargato a tal punto, è perché pensa di poterla fare sempre franca.

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  21. Dottoressa ha centrato il punto. in molti mi chiedono la stessa cosa. fino a poco tempo fa mi rispondevo ( e nascondevo) dietro un innato crocerossinismo: salverò il mondo! oggi, mi guardo allo specchio, e posso solo dire che si tratta di paura: del cambiamento, delle reazioni, del dolore… ma sempre più spesso mi dico ( anzi, mi grido) che ho il diritto alla serenità ed ad una vita vera… sto anche pensando di ricorrere ad un aiuto qualificato..

    Grazie della sua risposta.

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  22. Ottimo articolo.. io vivo una relazione affettiva e professionale con una persona simile. i mezzi che usa sono il farmi sentire inadeguato e sempre in colpa, i silenzi ostinati, la freddezza glaciale, il rifiuto del confronto. ogni volta che provo a parlare, non c’è discussione ma solo un elenco dei suoi malesseri ( da me causati) e delle mie colpe e incapacità : non sai dirigere l’attività, non sai comandare, nos sai fare l’imprenditore, mi fai sentire solo, io mi son sacrificato per te, non hai rispetto, sei arrogante….e poi accuse spesso lanciate in presenza di altri. se siamo soli e dice queste cose, evita di guardarmi, non c’è è mai un segnale distensivo, una carezza, una parola. a demolito ogni persona del mio universo affettivo, da i miei familiari ai miei amici, non c’è persona che non abbia giudicato inetta o malevola, subdola o incapace… e a questo si aggiunge tradimenti fisici negati con storie da soap opera. mi sento idiota perchè non riesco ad uscire da questa ragnatela.. e mi cresce la rabbia e la frustrazione. grazie e scusate lo sfogo. Mauro

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    • Ciao Mauro, hai fatto bene a sfogarti se ne sentivi il bisogno! Mi sorge una domanda: al di là dei comportamenti manipolativi e dell’atmosfera tossica che respiri in presenza di questa persona, cosa ti tiene ancora legato alla sua ragnatela? Come mai non riesci a prendere le distanze dalle sue critiche? Per quanto possa essere importante per te, da come lo descrivi sembra venuto a meno ogni presupposto per una relazione (nel senso di un rapporto alla pari, di rispetto reciproco se non altro).
      Con il tuo continuare ad esserci nonostante tutto, è come se gli stessi dando il permesso di giudicare e sfasciare la tua vita…

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      • infatti, dottoressa… me lo sono chiesto e me lo chiedono persone a me legate.
        Fino a poco tempo fa, speravo nel cambiamento… illusione futile e autolesionista. oggi, più francamente, credo che la paura del cambiamento, e una certa scarsa autostima, facciano la loro parte.
        Ma, ovviamente ( razionalmente), sono convinto che non ha più senso. Ho comunque deciso di rivolgermi ad uno specialista…è l’ora di cambiare.
        Grazie per la risposta e la chiarezza!

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    • Ciao Mauro,
      come ti capisco … proprio la scorsa settimana…ho deciso di chiudere definitivamente con un manipolatore…dopo circa un anno, nonostante ne stia soffrendo tanto, ho deciso di pensare a me e sto cercando di riprendermi la mia vita! non è facile perché queste persone ti annientano…ti tolgono ogni energia…è proprio questo il loro gioco…

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      • ciao Raffaella..leggo solo ora il tuo commento!. spero tu sia riuscita ad uscire dalla ragnatela, e tu sia felice!

        Mauro

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  23. Salve dottoressa. Ho da poco preso coscienza di avere a che fare con uno di questi soggetti da ormai oltre tre anni, leggo il più possibile sull’argomento e praticamente tutti i sintomi corrispondono… La cosa peggiore è che non solo abbiamo una relazione ma conviviamo praticamente dagli inizi, e continuo a colpevolizzarmi per essermi trasferita da lui, ovviamente su sua insistenza, lontana dalla mia città, dai miei amici e la mia famiglia, con i quali tuttora cerca in ogni modo di non farmi avere rapporti quanto meno dal vivo se non sotto la sua supervisione, recitando il ruolo della vittima se un giorno voglio uscire sola con le mie amiche o accusandomi di tradimenti, di nascondere cose etc… La verità è che mi sono accorta fin da subito della sua ambigua personalità ma qualcosa mi ha trattenuta; già dall’inizio si prendeva la libertà di insultarmi, alzare la voce in una semplice conversazione esigendo di aver ragione, urlarmi contro per cose stupide come aver usato troppo sale in cucina, con una tale ira che manco avessi ammazzato qualcuno. Innumerevoli le volte in cui decideva di punto in bianco di farsi venire delle crisi accusandomi di essere strana, quando magari stavo disegnando, o facendo cose nella più assoluta tranquillità, cominciava ad imprecare, urlandomi addosso e senza neanche darmi la possibilità di replicare.
    Ogni cosa che mi regalava, ogni gentilezza, mi veniva rigorosamente rinfacciata, e non ho mai avuto la luna, credetemi. In tre anni non siamo quasi mai usciti di casa. Mi accusava di non pagare la mia parte d’affitto dopo neppure un mese di convivenza, neanche avessi avuto il tempo di trovare un lavoro, e ci tengo a precisare anche se sarò ripetitiva che fu lui a spingere perché mi trasferissi. Quando ho avuto un grave lutto e sono andata nella mia città qualche giorno per i funerali etc le sue telefonate non cessavano un minuto, insisteva per farmi tornare da lui accusandomi ancora di essere un’irresponsabile, una che nella vita voleva perdere tempo con gli amici senza mai evolversi. Avrei davvero infiniti aneddoti da raccontare, così tanti da riempire interi blog. Non sono uscita da questa situazione, ogni volta che ci provo, salta fuori qualcosa, o mi chiede scusa, con l’altra faccia, e non so più dove sbattere la testa. Ero una persona molto solare prima di conoscerlo, adesso sono apatica, parlo a stento e non so neanche più tenere una conversazione. I miei occhi spenti. Ho paura che nessuno possa aiutarmi, o credermi, considerando le sue performance da bravo ragazzo, inoltre andando via da qui perderò il lavoro, e dovrò cominciare tutto da capo, e non posso permettermelo.
    Terra bruciata attorno a me. Non so cosa fare.

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    • Buongiorno Anita, la situazione sembra davvero complicata anche solo dalla lettura di queste poche righe.
      Purtroppo penso che nessuno dall’esterno possa darti il consiglio giusto e non sarebbe nemmeno efficace. Tu vivi la tua vita, tu sola sai cosa è meglio per te, cosa potrebbe farti tornare il sorriso.
      Prova a pensare a come potresti ricostruire, passo passo, il tuo mondo: ad esempio ritagliandoti spazi e tempi per te lontana da lui, oppure anche restando in quella città a fare il tuo lavoro ma senza convivere con lui…in ogni caso sei tu che devi volerlo, agendo in ogni modo per far rifiorire questa terra bruciata, smettendo di farti sopraffare.
      Fino ad ora è stato lui a decidere per te, ora è il momento di riprendere le tue redini e il tuo malessere lo dimostra, te lo sta gridando.
      Quello che lui dice di te non è la verità, è solo un modo per farti crollare, sta a te decidere se credere a lui o in te stessa!

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  24. Io invece ne sono uscita per fortuna! Un po’ da sola e un po’ con l’aiuto di una psicologa! Ma è stato il momento più buio e difficile di tutta la mia vita! Mi viene quasi da piangere a ripensarci, non so se per il sollievo o se per i ricordi che riaffiorano, perchè purtroppo quelli non ti abbandonano mai…
    Le dinamiche sono state quelle classiche descritte in questo sito e in altri: atteggiamenti subdoli e manipolatori, un’altra vita semi-nascosta (perchè ci godeva a farmi disperare), la cosa peggiore è che io sapevo tutto! Ero consapevole di quello che mi stava facendo e di tutte le sue conquiste, ormai avevo accesso al suo fb, alle email, al cellulare…eppure continuavo imperterrita a volerlo “salvare” da se stesso, a cercare di fargli capire che non doveva comportarsi così…ecc ecc solite cavolate! Ma non potevo dire a niente a nessuno perchè mi vergognavo! Continuavo a dire a me stessa che un uomo così intelligente (alla fine era solo acculturato, non intelligente), così sveglio, così (fintamente) sensibile non poteva comportarsi in quel modo, che ero io troppo analitica e asociale.
    Per fortuna però non mi sono mai dimenticata di come ero prima di stare con lui, e quindi piano piano ho cominciato anche io a fare il mio gioco e ad aspettare i momenti giusti per cominciare a smascherare tutte le sue bugie e manipolazioni. Sapevo che dovevo toccare il fondo il prima possibile, che era l’unico modo per me di risollevarmi e uscirne…e l’unico modo che avevo trovato era quello di portarlo all’esasperazione, o portare ME STESSA all’esasperazione!! Cominciarono litigi e sceneggiate!
    Ovviamente passavo per una pazza psicopatica maniaca e gelosa e per un po’ ho avuto il timore di esserlo veramente! Ma non mi importava…sotto sotto sapevo di non esserlo, e comunque più in basso di così non potevo scendere!
    Allo stesso tempo, ho cominciato a raccontare tutto, anche quello di cui mi vergognavo tanto, a tutti, anche sconosciuti! Dovevo liberarmi e sfogarmi!
    Sono andata anche da una psicologa: mi ricordo bene la prima seduta, ho pianto tanto (classico in quel periodo) e ho parlato di fila per 1 ora.
    Alla fine, dopo circa 8 mesi, ne avevo parlato talmente tanto che mi sono autovenuta a noia! Quella è stata la svolta!
    In quello stesso periodo ho cominciato un corso di yoga, che mi ha aiutato moltissimo e infatti avevo smesso anche le sedute. All’inizio era solo un momento in cui finalmente riuscivo a non pensare più a tutta questa storia, poi invece mi ha aiutata a prendere maggiore coscienza di me e delle mie capacità, anche il lavoro era migliorato.
    Ovviamente appena sono stata meglio sia psicologicamente che fisicamente (pesavo 46 alla fine della relazione malsana) l’aguzzino si è rifatto vivo, ma ormai ero abbastanza forte e fiera del mio percorso che sono riuscita a tenerlo a distanza.
    L’anno successivo poi ho conosciuto un uomo fantastico e ora aspettiamo una splendida bimba! A lui ho solo accennato della mia storia precedente, ma non volevo sapesse tutto perchè non era compito suo “aiutarmi a guarire”.
    Uscirne si può, basta ricordarsi dove abbiamo temporaneamente accantonato la nostra forza interiore (pensando in questo modo di aiutare l’altro….mai cosa più sbagliata!)
    La storia con lui è durata 3 anni (fortunatamente niente matrimonio e niente figli) + 1 anno per riprendermi.
    E’ importante chiedere aiuto a un terapeuta e parlarne con altre persone. Non c’è davvero niente di cui vergognarsi, non siamo noi ad avere dei problemi, ma loro. E lo psicologo e gli amici semplicemente te lo ricordano e ti aiutano a rifocalizzare il tuo punto di vista.

    La cosa incredibile è che a distanza di 1 anno e mezzo ogni tanto ricompare, piagnucolando ed elemosinando attenzioni, a me fa tanto ridere questa cosa. E mi chiedo come ho fatto a cascarci a suo tempo con uno così debole e senza un briciolo di orgoglio personale (quello buono). O è così senza scrupoli da provarci pure con me incinta di un altro uomo che amo tantissimo???

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    • Ciao Margherita, è bello leggere storie concluse in modo positivo, al di là di tutta la sofferenza provata.
      Ancor meglio del parere di un esperto, le vostre testimonianze dirette possono infondere speranza, essere di conforto e dare suggerimenti ad altre persone che stanno vivendo le stesse dinamiche delicate.
      Grazie e buona meritata nuova vita!

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  25. Io invece posso dire di esserne uscita definitivamente, per fortuna! Uscire da quella relazione è stato il momento più difficile della mia vita. A ripensarci mi viene ancora da piangere, non so se dal sollievo o se dai ricordi che ovviamente non si possono eliminare (ma quante volte l’ho desiderato).
    Non voglio dilungarmi troppo, ma vi posso dire che ero estremamente consapevole di tutti i suoi maltrattamenti psicologici, così sottili e subdoli. Ero a conoscenza di tutte le sue altre “conquiste”, leggevo tutto: il cellulare, fb, le email. Sapevo tutto ma non potevo dirlo a nessuno, per paura di sentirmi accusata di vittimismo. Ogni volta mi chiedevo come potesse comportarsi così, un uomo così intelligente (in realtà poi era solo molto acculturato, non intelligente), sveglio, così (fintamente) sensibile. E tentavo di fargli capire che non era quello il modo di fare, ecc ecc i soliti discorsi!
    Però io mi ricordavo bene di com’ero prima di incontrarlo! e quindi non mollavo e aspettavo pazientemente i momenti migliori per ribellarmi. Alla fine quella è stata la mia tattica di uscita: portarlo all’esasperazione, o portare ME all’esasperazione. Sapevo che dovevo toccare il fondo il prima possibile per potermi risollevare e uscirne prima che fosse troppo tardi. E così ho fatto! Ho cominciato a litigare, passando anche per una scema psicopatica (tanto peggio di così non potevo scendere), e soprattutto ho cominciato a parlarne CON TUTTI anche estranei, finchè non mi è venuto a noia il discorso (almeno per 8 mesi abbondanti). Sono andata anche da una psicologa per 3 sedute, la prima me la ricordo ancora: ho pianto (come sempre in quel periodo) e ho parlato per 1 ora di fila finchè poi mi sono autovenuta a noia. Quello è stato il primo passo vero e proprio. Poi mi ha dato da fare 2 o 3 esercizi di autostima, semplici ma molto utili.
    Altro elemento importante è stato iniziare a praticare yoga, da quel momento ho smesso con le sedute dallo psicologo. All’inizio era un momento in cui finalmente riuscivo a non pensare a tutto quello che era successo (che sollievo!). In seguito è servito proprio per riconquistare una reale coscienza di me stessa.
    Ovviamente appena ho cominciato a stare bene e a non calcolarlo più lui è tornato ma ormai ero abbastanza forte e orgogliosa del mio percorso che sono riuscita a tenerlo alla larga.
    Dopo qualche tempo ho conosciuto un uomo fantastico, al quale ho solo accennato riguardo alla mia precedente relazione perchè non era compito suo “aiutarmi a guarire”, ma era giusto che in parte sapesse. E ora aspettiamo una splendida bimba!
    La relazione malsana è durata tre anni, e ci ho messo 1 anno per uscirne, fortuna non eravamo sposati o con figli. Ho incontrato questo uomo fantastico l’anno successivo. Quindi è possibile uscirne e ripartire, direi anche più forti di prima. Bisogna trovare la chiave di volta. Io consiglio di rivolgervi a un terapeuta anche solo per un consiglio, non c’è nulla da vergognarsi!
    Non mi sono mai ritenuta debole emotivamente, tranne quando stavo con lui. La forza c’è, bisogna solo ricordarsi dove l’abbiamo temporaneamente messa.

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  26. Buongiorno dottoressa, le scrivo per chiarirmi un dubbio:una persona mi ha accusata di essere una manipolatrice, di pretendere che gli altri facciano quello che voglio io…non ho mai pensato di esserlo, nè voluto, e ho iniziato a mettermi in discussione per cercare di capire dove sbagliavo e migliorare. Mi sono sforzata di mostrare più empatia e non dare più consigli non richiesti. Eppure io non mi sento una manipolatrice, perchè non ho mai agito in cattiva fede e credo che un vero manipolatore invece sia molto consapevole di quello che fa e si comporta con astuzia. La mia domanda è: si può essere manipolatori inconsapevoli? Grazie

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    • Buongiorno Cristiana, quelli di cui si parla nell’articolo e nei commenti sono i cosiddetti “manipolatori perversi”, persone che abusano deliberatamente degli altri, per ottenere un vantaggio o per un istinto sadico, al fine di imporre il proprio potere.
      Tolta questa categoria, in un certo senso siamo un po’ tutti manipolatori inconsapevoli: ad esempio, pensiamo che una persona sempre disposta ad aiutare gli altri sia altruista, ma potrebbe, in realtà, nascondere il desiderio inconscio di sentirsi indispensabile o fare del bene perché è l’unico modo per avere riconoscenza e approvazione.
      Chi cresce in famiglie in cui affetto e attenzione si possono ottenere solo soddisfacendo le aspettative dei genitori, è costretto ad apprendere strategie per assicurarsi l’amore, che tenderà a riproporre inconsapevolmente nei rapporti successivi.
      In questo senso si parla di manipolazione, quando non ci si relaziona in modo sano ma per colmare una mancanza e dove ognuno si procura ciò di cui ha bisogno secondo il suo metodo, più o meno mascherato.
      Scoprirlo non è facile ma possibile, primo di tutto con una costante osservazione dei propri comportamenti, sentimenti e pensieri.

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  27. Vorrei esprimere,forse un po’per autoconfortarmi e confortare le altre persone,dando solo un mio modestissimo parere non professionale,che come me hanno ai noi,avuto la cattiva sorte di imbattersi in queste brutte persone,che loro ci hanno considerati deboli perche’portatori di qualita’interiori che loro non hanno,altrimenti non ci avrebbero degnati di uno sgurdo ,sono loro che avevano bisogno di noi della nostra forza di amarci e amare la vita,che loro saranno sempre e dico sempre piu’nella gabbia della loro finta grandiosita’,dell’assoluta fame di approvazione che saranno costretti a mantenere con la menzogna e con l’inganno per nascondere i loro sentimenti negativi e ostili che pervadono la loro esistenza,ma che non fanno parte della nostra,e piu’ne sono consapevoli piu’lo dovranno nascondere,bugie creeranno altre bigie per mantenere il livello,anche con loro stessi,e lo sanno di sicuro,noi abbiamo sofferto,ma per un po’,ma abbiamo avuto il coraggio di riconoscerli come persone malate e trovare la forza di andarcene,cosa che non hanno loro,se si riconoscessero come orribili cadrebbero sotto le macerie della loro pochezza!io dico sempre che per vivere come noi ci vuole il coraggio della verita’per loro ci vuole solo la memoria e prima o poi fara’ cilecca,percio’si ritroveranno soli a fare i conti con le loro ipocrisie e non ci sara’piu’nessuno ad applaudirli.tanto sono gia’vuoti e soli dentro,noi no.io so che da me non avra’piu’nulla e arrivero’all’indifferenza assoluta,trovo che anche il rancore sia un sentimento e prima o poi svanira’non merita neanche quello,non posso nonostante la paura e la sfiducia di addesso permettergli di cambiarmi,non voglio questa sua eredita’,la mia vita e’piu’importante e non la voglio pervasa da brutti sentimenti.ho ancora la speranza!del resto una persona che in un momento di confronto,di spiegazioni che chiaramente non ci sono stati perche’richiedeva un reale sforzo di maturita’e di verita’,pur di avere l’ultima parola ,perche’il tratto suo nascosto era l’aggressivita’,ma era l’aggressivo passivo,facile da riconoscere,fastidiosissimo e difficile da combattere e impossibile dal farglielo riconoscere,risponde ti disprezzo cosi’migliori,io mi fermo al ti disprezzo, nessuno si deve permettere di disprezzare nessuno dall’alto di un fantomatico piedistallo quello della sua immagine costruito sul fare buon viso a cattivo gioco?no, io ho scelto che qualsiasi cosa sarebbe migliorata lontano da tutto questo.
    Grazie dott..sa per questo spazio di confronto e per la sua attenzione.

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      • E’ la stessa identica cosa che ho provato io alla fine dell’incubo, non volevo diventare come lui, non volevo che quei sentimenti negativi di rabbia, rancore, paura, sconforto e sfiducia permeassero la mia vita.
        Credo di averlo quasi “perdonato”, ma di sicuro non ho intenzione di vederlo. Ma questo perdono serve a me per non essere logorata dallo schifo che mi ha fatto provare.
        Sono loro gli infelici e lo saranno sempre. Non è giusto farsi trascinare nel loro buco nero.

        Però, non so voi, ma io ho dovuto chiudere tutti i social, per non essere spiata e controllata quando è finita la storia, avevo anche bloccato il suo numero, ma è stato completamente inutile se non peggio perchè mi cercava in altri modi.

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  28. L’articolo corrisponde perfettamente alla mia esperienza. La testimonianza di Stefania lo conferma e somiglia molto alla mia esperienza, per quanto io abbia avuto la forza di uscirne dopo solo cinque mesi di relazione. Devo dire però che sono stati cinque mesi infernali, in un vero e proprio “dumping emotivo”: da un lato pretendere la legittimazione del rapporto, l’ufficializzazione, la presentazione in casa, il matrimonio ed i figli subito addirittura; dall’altro però continuare a vivere la propria vita facendomene sentire ai margini e denigrandomi continuamente perché era la mia – come diceva lei – ad essere una vita di m****. Si era pericolosamente insinuata anche nell’organizzazione della mia vita professionale, cominciando a mettere a repentaglio anche la mia onorabilità. Poi un condimento di bugie, sotterfugi, alterazione continua della realtà, ricatti, scenate, isterie le più assurde e sproporzionate per cose da nulla, ed un continuo espormi al paragone con altri uomini. E’ stata un’esperienza veramente brutta ed anche io devo dire che sono scivolato in una spirale di disistima che temo stia andando verso la depressione, dalla quale – nonostante abbia avviato un percorso di sostegno terapeutico – non riesco ad uscire ed a prendere le distanze. La cosa più incredibile – e che segnala la patologia – è non solo la vera e propria dissociazione dalla realtà (che in una formula una volta le rappresentai dicendole: “io ti pongo dei problemi e tu mi tiri fuori cose che non c’entrano niente…io ti parlo di zucchine e tu mi rispondi poponi…”), ma anche e soprattutto il fatto che non se ne rendano conto: ogni volta che io ho provato a dirle che secondo me avrebbe avuto bisogno di parlare con un esperto o perlomeno di considerare l’opportunità di farlo perché secondo me aveva dei comportamenti completamente sproporzionati alla realtà (in questo metterei anche la tendenza ad un eccesso nei comportamenti sessuali, che forse è più riconducibile alla patologia narcisista), la risposta è stata “tu mi stai offendendo”. Completa assenza di empatia e totale anaffettività completano il quadro. I traumi sono pesanti da superare ed anche io – come Stefania – adesso mi porto lo strascico di una vera e propria paura delle persone, soprattutto di nuove relazioni.

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    • Ciao Andrea, purtroppo queste sono persone che si nutrono come parassiti delle qualità degli altri, perché, in fondo, si percepiscono come mancanti, complete nullità.
      Hanno bisogno di annullare gli altri perché non tollerano il proprio dolore, derivante dall’incapacità di provare affetto per il prossimo e di instaurare legami sinceri.
      Pensa a quanto vuota può essere la loro vita, così egocentrici e divisi da tutti…sono proprio le persone sensibili le loro prede preferite, proprio perché hanno molto da offrire.
      So che questa può sembrare una magra consolazione in questo momento delicato, ma la sensibilità non è debolezza, al contrario! Può essere una grande forza, ma solo se impariamo a controllarla.
      Le esperienze negative servono per imparare i propri limiti, per non permettere più di essere calpestati…non lasciarti scoraggiare, ora sei tu la tua priorità e quando sarai nuovamente pronto a fidarti lo lascerai accadere senza paura!

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  29. Buongiorno dottoressa mi aiuti. Cercherò di essere il più breve possibile.
    Quattro anni e mezzo fa ho conosciuto un uomo. Io ero sposata da 11 anni ma purtroppo avevamo dei problemi che non sto qui a raccontarle. Conosciuto quest’uomo dopo cinque mesi ho l’occasione di passare con lui tre giorni. Dopo soli 10 gg dal “primo” incontro deciso di lasciare tutto per quell’uomo. Marito, casa, affetti deludendo tutti ma l’ho fatto. Inizialmente premuroso, comprensivo, gentile e pieno di attenzioni, appena lasciata casa iniziamo a litigare. Lui voleva che fossi felice ma io avevo bisogno di tempo per affrontare e metabolizzare il cambiamento. Mio marito veniva una volta la settimana a casa di mio padre a cena e se ne tornava a casa. Tenga presente che io e mio marito non ci siamo lasciati “male” ci vogliamo bene ma il nostro matrimonio era il cosiddetto “matrimonio bianco”.
    Ogni settimana litigavamo almeno tre quattro giorni perché il mio ex marito veniva a cena e spesso si litigava anche per cose futili.
    Siamo andati avanti un anno e mezzo così fino a quando non è morto mio papà (la mamma l’ho persa che avevo 20 anni). In quell’occasione gli dissi di non venire perché non sarei riuscita ad affrontare marito suoceri e lui, mi sentivo a disagio. Lui ha iniziato a infierire con mio padre nel letto dicendo che sarebbe venuto ed ha iniziato a chiamarmi incessantemente al telefono. Gli dissi che sarei tornata a casa perché non sapevo come altro fare in quel momento per uscire da quella situazione. Effettivamente i due gg successivi per non stare in casa con mio padre morto decisi di tornare a casa e poi mi feci forza e non so come ritornai nella casa di mio padre e della mia infanzia. Un turbine di ricordi mi soffocava. Il giorno del funerale di mio padre il mio compagno mi chiama e mi dice che gli ho rovinato la vita ed altre cattiverie su cui non mi dilungo. I giorni successivi continue telefonate e messaggi pieni di rancore e offese, di umiliazioni. Poi un giorno viene da me sembrava ci stessimo riavvicinando e il giorno successivo ancora offese e umiliazioni. Tenga presente che era anche Natale periodo già difficile dopo la perdita di mia madre.
    Questa altalena fino a quando non faccio un incidente in autostrada dove lui sembra tornare buono e gentile. Ma io in quel periodo ho avuto il sostegno solo di mio marito e mi ci sono aggrappata chiedendogli se voleva fare un percorso di coppia dallo psicologo. Lui ha tergiversato e qui però c’è un altro cambiamento. Avevo trovato un appartamento e mio marito mi aveva aiutato con il trasloco e ha abbiamo preso l’abitudine che si fermasse una volta la settimana. Nel frattempo Marco non mi lascia stare ma io sono molto sincera con lui e gli dico tutto, del percorso del fatto che mio marito si ferma a dormire etc. Io cedo purtroppo ancora alle sue lusinghe. Quindi mi ritrovo con mio marito con cui dormo ma non ho nessun avvicinamento di tipo sessuale e Marco che peggio di prima inizia ancora con offese, urla, litigate firibonde. Un altalena di abbandoni, massacri verbali e ritorni. Lui e mia zia (con la quale prima che lei conoscesse Marco avevo un rapporto quasi madre e figlia che piano piano si è andato sgretolando) mi fanno uscire “pazza” nel vero senso della parola. Mi dicono che sono depressa, confusa e che sragiono (questa è solo una parte di come mi sono sentita). Iniziò ad avere credo crisi di panico, di pianto, fino a pensare al suicidio. Ma Marco in tutto questo sembra uno spettatore, sembra non lo sfiori mimamente il fatto di vedermi stare così male e continua ad infierire tutte le settimane.
    Nel frattempo ero anche andata dallo psicologo prima che morisse mio padre per cercare di uscire dalla quella situazione. Io volevo solo un po’ di sostegno e di comprensione e sono sicura che ne sarei uscita. La prova è che solo due volte in quattro anni mi ha lasciata tranquilla senza litigare. La prima mentre andavo dalla psicologa per due settimane e io dissi alla psicologa che avrei dovuto trovare una soluzione con mio marito perché non potevo perdere Marco e l’altra un anno dopo e anche lì avevo dato dei segnali a Marco che eravamo sulla strada giusta. Mi mancava quando non c’era e volevo trovare una soluzione. Ma il periodo di finta serenità è durato solo un mese circa e poi tutto è tornato come prima.
    Io ormai ho paura a parlare perché qualunque cosa dico se non è quello che pensa lui sono litigate e insulti offese e umiliazioni. Qualunque sia il motivo della discussione lui lo riporta sempre al rapporto mio e di mio marito. Non ho più autostima mi sento costantemente sbagliata inadeguata e ho sensi di colpa che mi logorano tutti i giorni.
    In tutto questo il suo continui abbandonarmi massacrarmi e ritornare per poi ricominciare di muovo questa altalena mi ha annientata.
    Ora è dal mese di maggio che litighiamo, lui è tornato ancora tre volte per poi lasciarmi e massacrarmi il giorno dopo. Dovevamo partire per le vacanze ma io non me la sono sentita e ho prenotato la settimana prima di partire da un’altra parte.
    Ho letto il suo articolo sui manipolatori ma mi sono chiesta se sono io o è lui il manipolatore. Ora sto prendendo ansiolitici e peso 48 kg (sono alta più di un metro e settanta ) ho frequente tachicardia e sono agitata e confusa.
    Mi aiuti per favore come faccio a uscire da questa situazione? Mi aiuti la prego.
    Grazie

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    • Buongiorno Gaia, credo proprio tu abbia commentato sotto l’articolo giusto. Scrivi di un uomo inizialmente premuroso, gentile e attento che, non appena conquistata la tua fiducia, ha rivelato la sua vera essenza. Sono convinta che non esistano giustificazioni al comportamento di una persona che umilia e prevarica gli altri, in particolare se questa persona è il proprio compagno di vita.
      Non farti incantare da lusinghe e ritorni, come anche tu scrivi, sono solo passeggeri e non fanno che illuderti.
      Ciò che senti in questo periodo è perfettamente comprensibile ed è una reazione normale vista la situazione che stai vivendo. Offese e umiliazioni non fanno bene a nessuno, pensa al potere tossico che hanno su di te: sgretolano man mano la fiducia in te stessa, lasciandoti in un mare di domande e dolore, fino a che anche difenderti diventa impossibile.
      In casi come questi la migliore strategia è sempre quella di allontanarsi definitivamente, non c’è più ragione di tenere in piedi un rapporto malsano.
      Puoi rifarti una vita, come già sei riuscita in passato, tu non hai bisogno di lui!

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  30. Purtroppo ho capito il suo gioco infinito un po’in ritardo,ma l’ho capito e sono scappata,usando la sua stessa strategia il bastone e la carota per non offendere troppo ,uno cosi’non si sa mai come possa reagire,ma naturalmente fa ancora la parte dell’offeso!pazienza se ne fara’una ragione,ma io sto bene.

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    • Ottimo Stefania, allontanarsi e ricominciare è la soluzione migliore in questi casi!
      Persone del genere non cambiano e non apportano nulla di positivo, la priorità è sempre il tuo benessere :)

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      • Una sola domanda Dott.ssa ma prima o poi si ritornera’ad avere fiducia negli altri?A parte l’incredulita’dell’accaduto che mai e poi mai mi sarei aspettata da una persona adulta che oltretutto conoscevo da tanti anni,ma il suo modo di raggirare credo abbia davvero invaso da sempre la sua esistenza,ed e’una maschera usata con tutti,quello che soffro ,non e’il tempo buttato in una relazione finita male,ma il tempo buttato alla fiducia,alla fedelta’del rapporto e all’amicizia.E’un buco nero di cui non riesco a dare un senso e nonostante mi senta una persona sicura e equilibrata la scia di tutto cio’adesso mi tiene sulla difensiva,mi sto concentrando su di me e nuovi obbiettivi,tutti tranne relazioni con altri uomini,devo affrontare la fase di lutto,ma ho paura che la paura del raggiro e dell’inganno mi precluda altre possibilita’future.purtroppo so che una donna sola e apparentemente bisognosa di aiuto sia una facile preda,ma io tutt’altro voglio dare questa impressione,infatti motivo di scontro con lui era il rifiuto di perdere la mia autonomia e lasciargli liberta’di azione in tutto ,e cercare di colmare le mie difficolta’economiche perche’avevo capito che era una forma di ricatto e dominio.grazie se mi potra’rispondere

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        • Cara Stefania, delusioni del genere sono molto dolorose ed è comprensibile la tua chiusura, il tuo bisogno di pensare a te stessa e di smaltire le emozioni negative derivanti da questa relazione.
          Fidarsi, così come relazionarsi profondamente, ha una percentuale di attrazione e una di rischio. La tua paura di fidarti è coerente con ciò che è accaduto, ha la funzione di difenderti da altre potenziali delusioni che ora come ora non saresti in grado di sostenere.
          Questo non significa che sarà sempre così! Datti tempo e modo per riprenderti da questa brutta storia, per lavorare su di te e comprendere il motivo per cui sei caduta in una trappola del genere.
          Penso certamente che si possa tornare ad avere fiducia negli altri. Anche se ora ti sembra impossibile, non tutti sono manipolatori e puoi sfruttare questa esperienza per coglierne l’insegnamento: non permetterai più di mettere te stessa al secondo posto, qualsiasi persona avrai davanti; sarai molto più attenta a chi cercherà di imporre il suo potere su di te; sarai in grado di riconoscere chi ti sta raggirando, in modo da troncare il rapporto prima che sia troppo tardi.

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          • Grazie Dott.ssa ,sono ancora pervasa da sentimenti di rabbia e di rancore se potessi averlo sottomano e se mai una donna gli ha messo le mani addosso io lo farei,e’arrivato a rubarmi un gioiello a cui tenevo tantissimo di mio padre per poi farmelo ritrovare pur di avere motivo di insultarmi dandomi della stupida e della distratta l’avrei ucciso solo in nome di mio padre,sapevo di una ex considerata da lui psicopatica,insicura distratta che nascondeva tutto per paura e naturalmente da lui insultata percio’sinceramente dal momento della sua scomparsa nutrivo gia’un sospetto,io sono molto sicura di dove metto le mie cose,quando l’ho ritrovata si e’accesa la lampadina e tutto mi e’apparso chiaro,oltrtutto era in momento di delirio di onnipotenza e mi e’improvvisamente sembrato un mostro, e allontanarlo si e’reso urgente e necessario.mi sono rivolta anche a un centro antiviolenze per la donna.sono molto piu’tranquilla e non ho sensi reali di colpa verso me stessa per essermi fatta accalappiare,sono consapevole di tutto e me ne faccio una ragione,anche delle mie ragioni per cui e’riuscito ad entrare nella mia vita che erano infondo esattamente quelle che gia’mi intimorivano e lui lo sapeva benissimo e le ha ribaltate a suo vantaggio,percio’la fiducia degli anni di amicizia,falsa a qs punto,e la falsa credenza che lui che aveva molto piu’di me non avesse la necessita’di farmi del male,ora lo considero uno psicopatico e penso di avere ben memorizzato i segnali di allarme,quelli che anche con lui avevo messo in discussione,naturale senza possibilita’di un reale riscontro,il problema e’vedere raggiri ovunque ora e tutto mi mette in allarme!a conti fatti potrei scrivere un libro adesso che ho capito tutto il gioco malvagio e mi tornano tutti i conti.mi consola che sono fandonie che racconta a tutti pur di avere il suo vantaggio e giustificare lo schifo della sua vita.ed e’un medico figuriamoci!scusi per lo sfogo.

          • La ricostruzione è un processo lento e faticoso, va affrontata per gradi, ma sembra tu abbia già superato gli ostacoli più difficili: capire di essere stata una vittima e reagire con forza.
            Hai fatto benissimo a sfogarti Stefania, per te stessa e perché così anche altre persone potranno leggere la tua esperienza e trarne una preziosa lezione :)

    • Sono disperata! Mio figlio si è innamorato di una manipolatrice: prima ragazza della vita, prima esperienza sessuale, primo anno di università! Gli sta succhiando la linfa vitale e lo ha demolito come studente, figlio e ragazzo fantastico che era! E’ completamente soggiogato e non ha la forza di lasciarla perchè è innamorato, però non ha più una vita! Non sappiamo come aiutarlo anche perchè lui non vuole essere aiutato. Cosa possiamo fare noi genitori e cosa dovrebbe fare lui? Grazie. Laura

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      • Ciao Laura, la frase che hai scritto “non sappiamo come aiutarlo perchè lui non vuole essere aiutato” dà l’idea di tutto il dispiacere e la frustrazione che state provando in questo momento. Purtroppo è un’amara verità, il desiderio di cambiare la sua condizione, la decisione di smettere di soffrire, possono venire solo da lui.
        Ciò che potete fare voi cari è essergli vicini senza pressarlo, farlo sfogare rispetto ai sentimenti che sta provando e, se necessario, suggerirgli di rivolgersi ad uno psicologo per gestire il suo malessere. E’ importante farlo sentire compreso e supportato, qualsiasi siano le sue scelte.

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    • Carissima dottoressa.

      Io sono un “ragazzo” gay.
      A 18 anni mi sono innamorato per la prima volta di un uomo di 20 anni piu’ grande di me. Cubano americano in carriera che viveva due settimane in Italia e due a New York.
      Ci siamo iniziati. A frequentare senza avere rapporti per quasi un anno e poi, emotivamente mi sono fatto coinvolgere,e’ stato bellissimo fino al momento in cui ho scoperto dopo tanto tempo che aveva un’ altra relazione con un suo coetaneo da 17 anni.
      Io ero distrutto non sapevo cosa fare, ho chiesto spiegazioni, mi disse che si stavano lasciando e che mi avrebbe portato con se in.America.
      Cosi’ non’è stato.
      Mi ha annunciato che doveva finire perché l’ altro.lo rivoleva con lui perché aveva scoperto la nostra relazione e durante il natale mi annuncio’ la.lieta notizia devo tornare in.america.
      Io ero.demolito in ogni.senso. moralmente fisicamente mentalmente devastato. A tutt’ oggi ancora penso a quelle giornate e a come sarebbe potuto essere ma so’ che non.dovrei.
      Lui per sensi di colpa mi ha iniziato a sostenere nel lavoro, ma come lo ha fatto mi ha nuovamente abbandonato ed io mi sono sentito perduto in tutti i sensi e annullato per un certo periodo. Il mio lavoro non’è andato piu’ bene. Mi chiamavano per la mia capacità e creatività, lui ne era rimasto.sconvolto pare, che stavo facendomi strada grazie alle mie capacita’, con solo un piccolo appoggio che lui mi aveva dato. Ma lo rese di nuovo scostante nei miei confronti. Fino al giorno in cui ci siamo reincontrati a Parigi per caso. Proprio sulla soglia dello stesso hotel.
      L’ attrazione a me era sempre rimasta sia mentale che fisica e affettiva, al che ho ceduto.
      Dopo un.mese da quel rapporto avuto senza.precauzioni ma che dichiaro la mia persona al 100% sana. Dopo un mese Lui mi chiamo’ al telefono accusandomi di avergli trasmesso una.malattia. Incolpandomi e attaccandomi il telefono in faccia per tutti questi anni. Ben 17 anni ora.
      Ne avevo 23 quando accadde ed io per forza di volonta’ volevo chiarimenti e sono.andato a trovarlo nei suoi uffici in new york, chiedendo.spiegazioni. il perché si è comportato cosi’ dopo due anni di relazione e poi di amicizia. Non mi meritavo.questo mi.sono sentito.violentao abusato e distrutto professionalmente da lui. Ricostruire la mia vita è stato un dramma e psicologicamente difficile.
      Venivo da una realtà povera e lui ha ribaltato la.mia esistenza e mi so n o.fatto strada da solo. Sino al momento in cui mi ha abbandonato anche professionalmente.
      Sto a tutt’ oggi ricreandomi una strada ma il suo comportamento non posso.negare che ha portato in parte alla mia autodistruzione. Molti amici mi hanno aiutato in.ogni.senso.
      Ero.diventato.apatico a tutto e cercavo spiegazioni. Il giorno che sono.andato a trovarlo spiegazioni non me ne ha date.
      Io ho detto.a lui” sono.qui davati a te, mi hai fatto.molto.male attaccandomi il.telefono.dicendomi che ti eri ammalato, ti vedo.qui.sano.e in ottimo.stato.con i tuoi.dipendenti, perché hi fatto.questo?”.
      ” mi.ha risposto, dove sei.qui a.new yorl? Lasciamo il tuo numero.e ti.chiamo”. .. . .
      Vorrei avere un parere di un’ altro esperto come.lei. di.questo.atteggiamento.
      grazie

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      • Buongiorno Marco, tutto quello che racconti caratterizza il tipico modo di agire del “manipolatore affettivo”: inizialmente brillante, pieno di fascino e premure, l’uomo ideale; ma la perfezione non dura e con il tempo si scoprono gli altarini: bugie, doppia vita, volubilità, promesse non mantenute, colpevolizzazione, ambiguità…probabilmente approfittando della tua giovane età e della differenza di esperienze, che gli hanno permesso di vederti come la vittima favorita per il suo gioco.
        Tu, giustamente, cerchi spiegazioni da lui, ma purtroppo non penso ne avrai: un manipolatore ha bisogno di imporre il suo potere e aspetta solo una vittima che glielo conceda e soprattutto non ha empatia, non prova senso di colpa per aver ferito un’altra persona, non riesce a mettersi nei suoi panni e a comprenderne il dolore.

        Tutto ciò puoi notarlo anche dalle tue reazioni. Sentirti distrutto, abusato, abbandonato ma non riuscire a rinunciare al forte coinvolgimento emotivo, come se fossi stato stregato da quest’uomo. Ma non indugerei sulle sue colpe, altrimenti sarebbe come rimanere impigliato nel passato.
        L’obiettivo ora, compreso l’inganno, è capire il motivo per cui tu hai avuto bisogno di questo tipo di persona e di relazione. Essere consapevole della trappola che, in parte, ti sei teso da solo, per evitare di ricaderci in futuro.

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    • Ho chiuso da una settimana un’amicizia con una manipolatrice durata anni. Da alcuni mesi mi diceva di non fare questo, non fare quello, mi faceva sentire incompetente in tutto, parlava sempre lei, non lasciando che io ribattessi. Negli ultimi tempi uscivo con un ragazzo e lei aveva mostrato la vera parte di sé. Soffrivo di insonnia (ancora adesso), la mia autostima stava vacillando e l’appetito era diminuito. Così mi ero allontanata di brutto, gridandole contro al telefono, chiudendole ‘in faccia’ la chiamata. L’avevo bloccata subito, ovunque, ma lei mi aveva diffamata via social e mi aveva insultata pesantemente. Le avevo detto che se non avesse smesso l’avrei denunciata per diffamazione e co.

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      • Ecco gli ultimi disperati tentativi del manipolatore di recuperare un potere ormai perso. L’unica soluzione è in effetti quella che hai scelto, chiudere tutti i contatti, smettere di rispondere, ricorrere all’aiuto delle forze dell’ordine, se necessario.
        Se non le darai più modo di attaccarti (o di giustificarsi), né terreno fertile per discutere, non le resterà che scomparire.

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        • Salve dottoressa, credo che anche io ho avuto a che fare con un uomo del genere… Quattro anni vissuti malissimo , soffrendo nel percepire che non avesse pietà di me. L ho conisciuto libero, dopodichè è torato a convivere con la ex moglie pur non avendo rapporti .. Diciamo un ritorno di comodo.. Mi teneva a guinzaglio ( per ma colpa ovviamente) mentendomi e arrabbiandosi quando chiedevo chiarimenti o intuivo che ci fossero anche altre donne di mezzo.. Per farla breve a maggio ad aprile 2016 ci allontaniamo molto. A giugno mi cerca e da li ” scoppia” il suo ” amore per me. 2 mesi bellissimi, mi ha detto di tutto, ha pianto , ha chiesto perdono, era un’altra persona. Dice di voler lasciare casa e questa relazione con la ex moglie . Lo fa. Da quando viene a casa mia peró nel giro di poco tutto cambia. É vero un po sono cambiata anche io. Non ero piu spensierata, da un giorno ad un altro mi sono ritrovata a convivere e di lui ancora non mi fidavo ( lui lo sapeva) ma lui ricomincia a farmi vedere degli atteggiamenti di cui io avevo il terrore. Se facevo domande si rifiutava di rispondere e mi maltrattava dicendo con aria arrogante ” ma non capisci?? ” , non faceva un passo indietro, mai un mi dispiace per… Inoltre mi sentivo sempre accusata di qualcosa. Dovevo sempre giustificare che la domanda l’avevo fatta per un motivo piuttosto che per un altro. Le conversazioni diventavano non so neanche come discussioni. Ha cambiato le carte in tavola. Comunque. Creare problemi che non c ermo con scuse assurde e guoi se io a me fiava poco quello che diceva .. ” lo ved come sei Nicoletta ecc cc” .alla fine ho pianto e si ghiozzato per quanto stavo male e mi ha detto ” non lo tollero”. Il giorno dopo se n è andato di casa.l ho deluso, pensava di stare bene ed stato ll inferno . Non importa se lui mi ha rispost male in varie circostanze. Abbiamo litigato e lui è stato male. Neanche a dirlo a vomte quando non sono razionale mi sento in colpa.. Ma cosa devo pensare??

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          • Salve Nicoletta, cos’altro pensare? Il tuo racconto offre un ottimo scorcio del dolore che hai provato in questa relazione, di cui sembri perfettamente consapevole. Le motivazioni che spingono a cercare partner che si rivelano instabili e manipolatori hanno radici profonde, che sarebbe utile esplorare. In questo modo potrai fare luce anche sul senso di colpa irrazionale che ti attanaglia.
            Un suggerimento per iniziare: prova a guardare la storia dal tuo punto di vista, mettendo te stessa al centro, il tuo vissuto, i tuoi pensieri, le tue responsabilità e non solo riferendoti a lui e raccontando le sue colpe. Scriverlo potrà esserti di aiuto!

    • Ho vissuto io prima persona x 2 anni.. un calvario e’ stato….

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      • Salve dottoressa, mi è successa una cosa simile con un amico. Abbiamo lavorato insieme per qualche anno.. ci siamo conosciuti così. Lui molto sicuro di se ma al contempo estremamente premuroso e presente nei miei riguardi che sono un ragazzo sensibile e un po’ insicuro con l’altro sesso. La forte religiosità ci ha uniti ancora di più.. lui per me era il mio mito nonostante facesse delle cose totalmente contrarie a quanto professava.. frequentava ragazze facilotte.. ne cambiava tantissime ma finiva sempre per distruggerle psicologicamente avendo la meglio.. diceva di non riuscire ad affezionarsi.. per scherzare si definiva un mostro. Con me in apparenza si comportava bene ma non sopportava avessi qualcosa in più.. una ragazza più bella.. un fisico migliore etc.. dovevo rimanere più basso. Poi quando ci siamo allontanati per lavoro.. ho sentito un grande senso di vuoto.. capendo di essere totalmente dipendente da questa persona. Da poco ho deciso di chiuderla per sempre.. perché anche il solo sentirci mi suscitava forti belle emozioni ma non appena mi feriva senza troppi scrupoli ignorando mie sensibilità o punti deboli mi risalivano angoscia e disperazione. Come interpreta la mia reazione in questo rapporto? Grazie, Carlo.

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        • Salve Carlo, penso che tu abbia già trovato l’interpretazione adatta. Questa persona era per te fonte di sicurezza e di stimoli, mentre essere considerato un mito nutriva il suo ego: entrambi riuscivate a soddisfare i bisogni dell’altro. La dipendenza che provi mostra quanto la vostra amicizia fosse condizionata da queste motivazioni profonde. Molto spesso si creano dinamiche di questo genere, i cui effetti divengono evidenti solo con il tempo.
          Fino a quando non si affronteranno i propri conflitti interiori e non si accetteranno le proprie debolezze, la possibilità di imbattersi in rapporti problematici sarà alta, poiché siamo portati ad avvicinarci a chi è in grado di compensare le nostre (percepite) mancanze.
          Tutti desideriamo essere apprezzati ma qui si nasconde la trappola: non si può aspettare che siano gli altri a farlo, dobbiamo essere noi i primi a credere nel nostro valore!

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          • Buongiorno.
            Ho un fratello omosessuale, la cui personalità aderisce perfettamente ai tratti da lei delineati.
            Io sono l’unica figlia femmina di tre. L’altro fratello fa vita a sé con un coinvolgimento solo temporaneo nelle vicende di famiglia (in questo momento per esempio, è presente giacché nostro padre è molto malato), mentre solitamente non partecipa affatto ai momenti in cui la famiglia si ritrova.
            Il fratello omosessuale, invece, è spesso presente, e nei miei confronti e in quelli di mio figlio, è molto arrogante e offensivo, giustificando questo suo modo di agire, come un sense of houmor che non siamo in grado di cogliere.
            Se gli si chiede di evitare tali atteggiamenti, scoppia in accessi di rabbia e diventa oltremodo aggressivo (mai fino alla violenza fisica).
            Recentemente, a seguito di una conversazione telefonica riguardante la malattia del papà, mi ha aggredita su un argomento che avevo trattato con l’altro fratello e di cui non sapeva nulla. Nonostante il tentativo di mantenere un atteggiamento pacato (non ho mai alzato la voce e non ho usato male parole) mi ha redarguita invitandomi a moderare i toni e ha più volte “rigirato” le mi affermazioni utilizzandole in modo del tutto strumentale.
            Per non arrabbiarmi ho chiuso la comunicazione semplicemente salutandolo.
            Le descrivo questa situazione, perché mi sono fatta l’idea che non siano possibili chiarimenti di nessun genere e che, per tutelare me stessa e, in parte, mio figlio, anche se sta diventando grande e comincia a capire, devo sottrarmi ad ogni discussione che, altro non è che un modo per aggredire.
            Preciso che questo atteggiamento non viene tenuto solo con me, ma con chiunque altro ritenga di poter colpire. Ho personalmente assistito ad un’escalation di provocazioni rivolte contro una zia anziana col puro scopo di farla esplodere (cosa che poi è successa) o verso il suo compagno che, di norma, lo spalleggia, ma che alle volte deve subire il nostro stesso trattamento.
            La domanda è: è corretto che io lo ignori? Posso sottrarmi agli insulti con un semplice,”non ho voglia di litigare”?
            O questo potrebbe renderlo più aggressivo?
            Grazie.
            Claudia

          • Salve Claudia, quello che hai portato è, giustamente, il tuo punto di vista. Puoi provare ad allargare la prospettiva per capire come mai tuo fratello si comporta in questo modo nei vostri confronti. Perchè ha bisogno di provocarvi? La malattia di vostro padre può avere influito, in qualche modo?
            Hai specificato che tuo fratello è omosessuale, è un elemento che incide sui rapporti familiari? Forse non si sente pienamente accettato e questo provoca frustrazione.
            Mi sembra di capire che gran parte della comunicazione sia finalizzata a difendere le vostre posizioni.
            Non so se ci sia stato un tentativo di comprendere quali siano le motivazioni profonde di questa rabbia, quali le questioni irrisolte fra voi.
            Solo tu puoi sentire se è meglio cercare di vivere un rapporto sereno con lui o prendere le distanze dal problema, in attesa che le acque si calmino da entrambe le parti.

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