Manipolatori affettivi: come riconoscerli e difendersi

Sai difenderti dai manipolatori affettivi?


Sarà capitato probabilmente a tutti nella vita di incontrare alcuni manipolatori affettivi: soggetti incapaci di provare empatia, senso di colpa e genuino interesse per l’altro; individui privi di una reale personalità e perciò molto abili ad indossare costumi diversi a seconda della vittima prescelta e della strategia migliore per affascinarla.
Da principio attraente, gentile, apparentemente perfetto, l’esatto opposto di come viene caratterizzato un “mostro”, il MA dà l’impressione di essere brillante in tutto ciò che fa, inoltre sommerge di lusinghe, promesse e premure; potenzialmente, chiunque potrebbe cadere nella sua rete e rimanerne invischiato, trovando impossibile sfuggire alla cattura.


Ottenuta la complicità, lo scopo del manipolatore diviene chiaro: rendere l’altro dipendente, prosciugare la sua energia, proiettare il proprio senso di inadeguatezza, trasformando le attenzioni benevole in maltrattamenti e offese, al fine di assoggettare.
La perversità della relazione non è subito evidente, ma tende a degenerare man mano che le resistenze della vittima si assottigliano, fino a portarla ad assecondare ciecamente il manipolatore senza la possibilità di un confronto reale.

Continua a leggere per scoprire come identificare i manipolatori affettivi e come difenderti dalle trappole relazionali.

 

Sai difenderti dai manipolatori affettivi?

 

 

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Come riconoscerli

Una volta instaurato il suo dominio, il manipolatore cambia drasticamente, ma è necessario del tempo prima che la vittima riconosca e accetti la violenza, nonché le conseguenze psicologiche del rapporto.
Per smascherare un individuo di questo genere è necessario riconoscere le modalità e i comportamenti tipici.

 

1. Comunicano in modo inadeguato

Aggressiva o ambigua, ha lo scopo di destabilizzare l’interlocutore tramite continue interruzioni, capovolgimenti e silenzi; può essere sarcastico per celare l’ostilità o usare un linguaggio sofisticato per rendersi inafferrabile.
Essere ascoltati e ottenere un autentico scambio di vedute può risultare molto difficile.

 

2. Inducono sensi di colpa

Il manipolatore potrebbe presentarsi come una vittima indifesa, suscitando compassione per procurarsi attenzioni; si tratta, tuttavia, di un potente gioco che assicura l’instaurarsi precoce dell’intimità, in cui gelosia e senso di possesso sono alquanto comuni.
Lo scopo è quello di colpevolizzare l’altro mediante critiche aspre e continue, con la pretesa che migliori per soddisfare le sue insaziabili aspettative.

 

3. Non risparmiano menzogne, sotterfugi e raggiri

L’atteggiamento seduttivo dei manipolatori affettivi svanisce non appena la preda viene catturata. Da questo momento in poi, potranno avvicendarsi promesse, scuse e illusioni.
Il completo disinteresse nei confronti delle persone li spinge a non assumersi alcuna responsabilità e ad attribuire ogni colpa agli altri, per fare prevalere le proprie ragioni.

 

 

 

 

Sai difenderti dai manipolatori affettivi?

 

4. Esercitano violenza psicologica intermittente
Può mostrare un’aggressività passiva, rifiutandosi di fare qualcosa per l’altro e deludendone le aspettative, oppure può essere apertamente denigrante ed umiliante; è subdolo, altera i suoi atteggiamenti illudendo la vittima di essere cambiato per poi frustrarla nuovamente, generando in lei confusione e smarrimento.

 

5. Sono anaffettivi ed egocentrici
Per sottrarre dignità all’altro, i manipolatori affettivi non si interessa mai a lui: pongono sempre se stessi e i propri bisogni al centro dell’attenzione, inventano ogni giorno nuovi problemi sopravvalutandoli a discapito di quelli altrui; il rischio che la vittima venga risucchiata in esigenze non proprie, arrivando a rinunciare completamente alla propria vita.
L’obiettivo finale quello di è renderla dipendente, far vacillare la fiducia in se stessa e privarla dei suoi punti di riferimento, in modo da prolungare all’infinito il “gioco”.

 

Come difendersi dai manipolatori affettivi

Per uscire indenni dalla relazione con un manipolatore, la strategia migliore risulta sempre quella di fuggire.
È indispensabile saper riconoscere i segnali di pericolo ed è molto importante sviluppare consapevolezza e distanza emotiva, per non essere feriti dalle incessanti colpevolizzazioni e svalutazioni.
È bene tenere sempre a mente che le proprie esigenze e la propria dignità sono prioritarie: sentirsi costantemente inadeguati, angosciati, arrabbiati o frustrati nei confronti di una persona potrebbe essere l’indicatore di una relazione perversa.
Inoltre, è importante non giustificare mai comportamenti ambigui, scusanti dubbie o continue promesse: interrompere la comunicazione e smettere di cercare inutili spiegazioni si rivela, in definitiva, l’unico espediente per sopravvivere.

 


Conosci o hai mai conosciuto uno o più manipolatori affettivi?
Come ti sei difeso?

Dott.ssa Claudia Casalboni

 

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Arbor Vitae Rimini
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Utilizzo strumenti di arteterapia, in particolare la scrittura e il teatro. Colloqui individuali di sostegno psicologico, laboratori di gruppo di scrittura espressiva e teatro interiore a Rimini.

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