Intelligenza emotiva: esercizi per allenarla - Psicologia del Cambiamento

Intelligenza emotiva: esercizi per allenarla


Nella prima parte dell’articolo abbiamo parlato dell’utilità dell’intelligenza emotiva per il raggiungimento degli obiettivi e nelle relazioni sociali. La sola intelligenza intellettuale non basta per avere successo nella vita, mentre le emozioni controllate e messe al servizio della ragione possono farci raggiungere risultati sorprendenti. Vediamo ora qualche esercizio pratico per allenare l’intelligenza emotiva.


 Intelligenza emotiva: esercizi per allenarla

 
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Ognuno di noi possiede un certo livello di intelligenza emotiva ed è potenzialmente dotato delle componenti che la determinano, di cui abbiamo parlato nella prima parte dell’articolo.
Non basta possedere un talento, essere specializzati in un campo e aver acquisito competenze tecniche o intellettuali se non si riesce a collaborare con gli altri e non si è in sintonia con se stessi. Una buona conoscenza e gestione delle emozioni è fondamentale in ogni aspetto della vita, dal lavoro ai rapporti di coppia.
Di seguito, ecco alcuni suggerimenti per allenare l’intelligenza emotiva.
Per svolgere alcuni di questi esercizi consiglio di tenere un “quaderno emotivo”, che aiuterà a prendere nota delle difficoltà, dei successi e dei cambiamenti.

 

Osservazione e conoscenza di sé

Ogni volta che dobbiamo prendere una decisione, i sentimenti ci guidano più della razionalità, grazie all’intuito e alle sensazioni viscerali che veicolano una sapienza profonda. Per questo motivo, è importante mettersi in contatto con le proprie sensazioni, desideri e bisogni, riconoscere i propri valori, capacità e limiti. Determinare cosa ci piace e ci motiva ci mette nella condizione di esprimerci in modo personale e creativo; questo serve a orientare le scelte e i comportamenti, ci aiuta a prendere decisioni in linea con ciò che vogliamo veramente e non spinti dall’emozione del momento…per poi pentirci in futuro!
(Leggi l’articolo: La verità oltre la mente e le emozioni)

Inizia con l’osservazione di te stesso nelle situazioni che ti suscitano forti emozioni, positive o negative. Scrivi sul tuo quaderno quello che hai provato durante e dopo l’evento, i pensieri e le reazioni collegate.
Questo esercizio è utile per prendere confidenza con i propri meccanismi emotivi, osservandoli a freddo e da una prospettiva esterna più neutrale.

 

Auto-motivazione e stato di flusso

Lo “stato di flusso” è la condizione in cui siamo letteralmente rapiti da quello che stiamo facendo, le chiacchiere mentali restano sospese e ci sentiamo in armonia con noi stessi nell’attimo presente. In questo stato riusciamo a dedicarci ad attività soggettivamente piacevoli e stimolanti, con la massima concentrazione e il minimo sforzo.

Ognuno di noi dovrebbe scoprire quali interessi e occupazioni gli permettono di entrare in questo stato di pura connessione, che suscita emozioni positive e autostima. Dedicarci ad attività che motivano e hanno un significato per noi, ci fa sentire entusiasti e fiduciosi verso il raggiungimento di un obiettivo; ne consegue che non saremo facilmente scoraggiati e riusciremo a persistere nonostante le avversità.
Qui puoi trovare un esercizio per Scoprire lo scopo della tua vita.

 

Resistenza alla frustrazione e agli impulsi

Per andare avanti anche di fronte alle sconfitte, è importante il modo in cui si reagisce all’evento, più che l’evento in sé. Alcune semplici strategie per sopravvivere a un insuccesso sono: inquadrare l’evento in una cornice più ampia, concentrarsi sugli insegnamenti che si possono trarre trarre da ciò che è andato male, aprirsi nuove strade per andare avanti.
Non possiamo controllare il mondo esterno, ma possiamo imparare a giostrare i nostri stati interiori.

Iniziamo ad allenare questa abilità impegnandoci a resistere agli impulsi, ovvero a rimandare la gratificazione a un momento successivo. Se uno stato di tensione insorge, siamo convinti che non staremo meglio finché non lo avremo soddisfatto, ma questa convinzione è un’illusione.
Lasciare scorrere un impulso, vedendolo per quello che è (ovvero un bisogno momentaneo che porta a una soddisfazione momentanea) e imparando a distogliere l’attenzione, ci fa capire che non era poi così indispensabile; sforzarci di resistere nei primi minuti in cui si presenta la pulsione, riduce considerevolmente il suo impatto. Oppure possiamo trovare un compromesso con noi stessi, promettendoci, ad esempio, di non agire subito ma di farlo in un secondo momento. Si noterà che spesso questo bisogno si estingue da solo ed è comunque un buon allenamento per imparare a rimandare la gratificazione.

Prendi nota sul tuo quaderno delle occasioni in cui sei riuscito a dominare un impulso o ti sei risollevato dopo un esito negativo. Puoi descrivere le strategie che hai impiegato e quanto sono state funzionali. La prossima volta che incontrerai difficoltà simili, potrai prendere esempio da te stesso e ciò ti farà sentire più capace di fronteggiarle.

 

Capacità di calmarsi ed essere i migliori amici di se stessi

Essere coscienti significa anche poter decidere cosa fare con l’emozione che ci attraversa, senza esserne travolti ma trovando un modo per sfogarla o per utilizzarla in vista di un obiettivo.
Un atteggiamento comprensivo verso se stessi è fondamentale per riuscire tranquillizzarsi e confortarsi, in modo da poter controllare la durata e l’intensità dell’emozione prima che essa annebbi la mente. Il passo successivo è intervenire sui pensieri negativi, mettendo in discussione le proprie convinzioni e trovando alternative più positive.

Puoi provare a scrivere questi pensieri appena si presentano, questo ti aiuterà a confutarli e inquadrarli in una cornice più costruttiva.
La distrazione è uno dei metodi più efficaci per smettere il prima possibile di auto-alimentare l’emozione fuori controllo: una camminata o esercizio fisico di altro tipo, prendersi cura di sé, leggere, guardare un film, vedere un amico o un familiare…è solo questione di come indirizziamo la nostra energia, a cosa concediamo la nostra attenzione. La distrazione spezza la catena dei pensieri e dell’escalation emotiva.

 

Empatia e connessione con gli altri

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni dell’altro, sentire quello che lui sente, senza perdere di vista i propri bisogni e la propria persona.
Esercitarsi a leggere le proprie emozioni accresce l’abilità di intuire quelle altrui. Allenandoci all’osservazione di noi stessi e degli altri, prendiamo confidenza con il linguaggio non verbale, che comunica molto di più delle sole parole. Gli indizi non verbali possono aiutarci a cogliere i messaggi ambigui, comprendere le intenzioni e gli stati d’animo altrui e rispondere in maniera adeguata.
(Leggi l’articolo: Giù la maschera! Alla scoperta del linguaggio non verbale)

Coltivare la calma interiore è il primo requisito per decifrare i messaggi emotivi degli altri e controllare la trasmissione dei propri.
Le sensazioni fisiche e intuitive danno indicazioni su come ci si sente con un’altra persona e su come comportarci con essa, se avvicinarci e aprirci o prendere le distanze e non fidarci.

Un modo facile ed efficace per entrare in sintonia con gli altri è praticare l’ascolto attivo, un ascolto non giudicante e realmente interessato a ciò che la persona sta comunicando. Sapersi connettere con gli stati d’animo altrui e riconoscere come si sentono, permette di entrare più facilmente in relazione e intimità.
Una persona empatica capirà se state fingendo o se siete autentici, perché ha imparato ad osservare e comprendere le proprie emozioni, controllarle e indirizzarle come sostegno alle proprie azioni; soprattutto, si comporta con gli altri così come vorrebbe essere trattato.


Dott.ssa Claudia Casalboni

 

 

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