Intelligenza emotiva: definizione e caratteristiche - Psicologia del Cambiamento

Intelligenza emotiva: definizione e caratteristiche


Mai sentito parlare di intelligenza emotiva? Generalmente s’intende l’intelligenza come la capacità di risolvere problemi e adattarsi all’ambiente per mezzo di abilità logico-razionali. L’essere umano possiede, inoltre, una competenza emotiva, che viene definita come la capacità di monitorare i propri sentimenti e quelli degli altri al fine di raggiungere obiettivi.


 

Intelligenza emotiva: definizione e caratteristiche

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Peter Salovey e John Mayer, nel 1990, sono stati i primi a parlare di intelligenza emotiva, definendola come “la capacità di riconoscere, comprendere, utilizzare, gestire le proprie e altrui emozioni per orientare scelte e comportamenti.”
È una facoltà che può essere allenata e che produce benefici ad ampio raggio sui livelli di autostima, auto-determinazione, efficacia comunicativa, abilità sociali.
Sempre più spesso ci rendiamo conto di quanto le emozioni siano fuori controllo nella nostra società. I media alimentano la percezione di quanto rabbia, paura e dolore possano condurre a episodi di violenza e a un senso di disperazione sempre più diffusi.

 

Il problema non risiede nello stato d’animo in sé, ma in quanto è appropriata l’intensità dell’emozione e della sua espressione.
(Aristotele)

 

Le emozioni sono normali modificazioni psico-fisiologiche che si manifestano in risposta a determinati eventi e ci mettono nella condizione di reagire per fronteggiarli. Nessuna emozione è negativa in sé, ognuna ha un propria finalità e un significato ben preciso, perciò le emozioni possono essere grandi alleate per noi.
I problemi sorgono quando la durata, l’intensità e la modalità di espressione sono eccessive o difettose, al punto di creare squilibri interiori o nel rapporto con gli altri. A monte del problema, vi è l’incapacità (o una capacità limitata) di sentire e di esprimere le proprie emozioni oppure una lettura sbagliata di quelle altrui.

 

5 componenti dell’intelligenza emotiva

Salovey ha identificato 5 componenti dell’IE, che Daniel Goleman ha descritto nel libro “Intelligenza emotiva“:

  • Consapevolezza delle proprie emozioni

    Conoscere se stessi comprende il saper riconoscere i propri sentimenti nel momento in cui si presentano, facendo leva su di essi per guidare il proprio comportamento. In questo modo, le emozioni non ci schiacciano ma ci aiutano a prendere decisioni coscienti.

  • Controllo delle emozioni

    Modulare i propri stati d’animo significa saper controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione. Imparando a padroneggiare le emozioni, possiamo utilizzarle a nostro vantaggio, con l’aiuto della ragione.
    Sono esempi la capacità di calmarsi, di liberarsi da ansia, tristezza e irritabilità, di reagire efficacemente alle sfide della vita (resilienza).

  • Motivazione di se stessi

    Motivare se stessi e persistere nel perseguire un obiettivo, nonostante le frustrazioni, consente di focalizzare l’attenzione e mantenere la concentrazione. Entrare in uno “stato di flusso” mentre si svolge un’attività, è utile non solo per essere produttivi ma anche per liberare la creatività.

  • Riconoscimento delle emozioni altrui

    L’empatia, la sintonizzazione emotiva con l’altro e l’ascolto attivo sono essenziali per riuscire a leggere adeguatamente le emozioni altrui. Chi è empatico è più sensibile ai segnali non verbali delle altre persone, ciò permette di intuirne desideri e bisogni.

  • Gestione delle relazioni

    Rispondere in modo adeguato e saper dominare le emozioni altrui, significa vivere rapporti più equilibrati; inoltre, questa componente è alla base delle capacità comunicative e di leadership.

Q.I. e Q.E.

Un quoziente intellettivo sopra la media non garantisce successo ed equilibrio nella vita. Il solo esercizio dell’intelligenza logico-razionale non assicura all’individuo il dominio delle proprie emozioni.
Proviamo una reale soddisfazione quando la nostra vita è in armonia con i nostri sentimenti, quando sentiamo che l’esistenza ha un senso. La ragione può essere messa al servizio di una migliore comprensione di sé anche nell’ambito delle emozioni; esse possono servire da guida per i comportamenti, le scelte, le decisioni importanti.
Il test del Q.I. misura una gamma ristretta di attitudini che si riferiscono al tipo di intelligenza verbale e logico-matematica che, secondo Howard Gardner, sarebbero solo 2 delle 9 da lui individuate.
Le abilità dell’intelligenza emotiva possono essere allenate mediante training individuali o di gruppo nelle scuole, nelle aziende, ma anche in famiglia, nella coppia, nei gruppi sociali.  Sono strumenti che aiutano le persone a servirsi dei talenti che possiedono e che spesso non riconoscono.
Autocontrollo, auto-motivazione, entusiasmo, perseveranza, sono elementi indispensabili per perseguire i propri obiettivi ed essere soddisfatti di ciò che si fa. Fare scelte in linea con le proprie inclinazioni, interessi e sentimenti significa diminuire il rischio di andare fuori strada e di essere bloccati in una vita insoddisfacente e priva di senso.

 

Tutti noi siamo una miscela di abilità intellettuali ed emozionali. Tuttavia, delle due, è proprio la seconda che contribuisce di più alle qualità che ci rendono pienamente umani.
(Goleman)

Nella seconda parte dell’articolo vedremo alcuni esercizi utili per allenare l’intelligenza emotiva.



Dott.ssa Claudia Casalboni

 

 

 

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Arbor Vitae Rimini
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Utilizzo strumenti di arteterapia, in particolare la scrittura e il teatro. Colloqui individuali di sostegno psicologico, laboratori di gruppo di scrittura espressiva e teatro interiore a Rimini.

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