Il problema dell'infelicità: come prevenire ansia e depressione

Il problema dell’infelicità: come prevenire ansia e depressione


Insoddisfazione è correre freneticamente da un punto all’altro, senza godere del viaggio, dell’arrivo, del successo: l’infelicità è un paradosso.
La maggior parte di noi sente l’urgenza di colmare un vuoto e spesso il rimedio è accampare impegni per non pensare, senza riuscire mai a raggiungere la fine né a fermarsi per una sosta.
Nell’articolo, vedremo nel dettaglio in cosa consiste “il problema dell’infelicità”.


 

Il problema dell’infelicità: come prevenire ansia e depressione

 

problema infelicità ansia depressione

 

Essere produttivi è l’imperativo della società, non fare significa essere inutili; consumare è l’altra legge che regola le nostre vite, l’illusione dell’abbondanza è una fragile trappola sistemata sopra il pozzo senza fondo della nostra fame.
Ma…fame di cosa? Lo chiedo a te, vediamo se sei in grado di rispondere.
Ti senti insoddisfatto, nulla ti basta, vorresti altro…ma cosa?
Hai mai provato a domandartelo, sei mai giunto ad una risposta definita?
Sentirsi incompleti è un’altra sensazione assai comune. Cerchi la metà della mela, ne assaggi tante che lasciano l’amaro in bocca o avvelenano e non capisci perché, ti accanisci contro la tua solitudine, condanni te stesso, la tua intera vita.
Questo è il quadro del problema dell’infelicità e parla da solo, senza il bisogno di spiegazioni: la soluzione è all’interno, non è in qualcosa di altro, non è fuori.
Ansia, depressione, stress, insonnia, dolori, malattie sono spie di un malessere profondo, radicato nel nostro modo di vivere, pensare e agire.
Siamo intimamente sconnessi da noi stessi e, di conseguenza, dagli altri e dal mondo.

 

Per quale motivo sopraggiungono ansia e depressione?

 

Il tono dell’umore è soggetto ad oscillazioni naturali e la stanchezza è una risposta normale dell’organismo; ma quando diventiamo incapaci di rilassarci e di recuperare le energie anche dopo aver abbondantemente riposato, quando il malumore domina gran parte della nostra vita…è il segnale che qualcosa deve cambiare o verremo ben presto risucchiati nel vortice dell’infelicità.
Non è vita quella che ci obbliga a tirare avanti facendoci largo fra doveri e responsabilità, senza concedere spazio alla calma o alla gioia.
Sentirsi esausti, senza scopo, è sintomo che qualcosa dentro di noi si è spezzato: anche se ciò non sempre si risolve in un disturbo ansioso o depressivo, può rappresentarne un pericoloso precursore.

Osserva il tuo atteggiamento nei confronti della vita:

  • Hai la sensazione di essere inghiottito dal tempo, che non ti basti mai?
  • Ti senti apatico, come se nulla avesse senso?
  • Tendi ad isolarti e niente ti gratifica?
  • Ti senti come anestetizzato, come se tutto intorno a te fosse irreale?

In questi casi, si può reagire tipicamente in due modi: 

  • aumentando ancora di più la velocità, illudendosi di poter portare a termine tutti i compiti, per godere infine del meritato successo/riposo;
  • arrendersi allo sconforto, abbandonando ogni impegno e lasciando se stessi alla deriva , in attesa che passi la tempesta.

Nel primo caso, non faremo altro che incrementare la tensione, le preoccupazioni e l’irritabilità: nel tentativo di restare a galla sperimenteremo una condizione di ansia cronica, che potrebbe sfociare in sintomi di panico.
Nel secondo caso, l’esaurimento ci spingerà giù nel gorgo e vissuti depressivi ci faranno perdere la forza di affrontare la quotidianità.
In entrambe le situazioni, il risultato è un penoso senso di infelicità, che pervade ogni sfera dell’esistenza.

 

Il problema dell’infelicità: come prevenire ansia e depressione

 

Trascini la tua vita come fosse l’ingranaggio di una macchina, sempre identica, con qualche sussulto che non modifica la struttura generale.
Ti sembra di lavorare per un obiettivo, ma dimentichi che senza un tuo progetto, una tua ragione, affaticarti per lo scopo di un altro non potrà che farti sentire sterile e stanco.
Solo tu puoi scoprire il senso della tua vita, ciò per cui vale la pena alzarsi, sforzarsi, combattere.
Solo trovando la sintonia con ciò che sei, la tua inclinazione, i tuoi reali desideri, l’insoddisfazione potrà lasciare spazio alla ricchezza interiore.
Non puoi riuscirci se dichiari guerra a te stesso!
Sei così gentile, comprensivo, affidabile con gli altri e a te riservi le peggiori pene. Non è assurdo?
Non puoi accogliere l’agognata felicità con la pistola puntata contro ogni tua azione o pensiero; non puoi sperare che altri rimangano a lungo vicino a te, in un ambiente così poco accogliente.
La soluzione è nel problema: impara ad essere gentile con te stesso!

Smettere di essere il tuo peggior nemico è il primo passo: come fare?

 

  • Impara a riconoscere ed accogliere le tue emozioni, in particolare quelle negative.
    La loro esistenza è naturale, non trattarle come problemi da risolvere, non evitarle.
    Le emozioni vanno provate, comprese e accettate così come sono.
    Dai loro il tempo di esaurirsi spontaneamente, non cercare di liberartene ma di conoscere ciò che stanno cercando di comunicare.
  • Dai dei chiari limiti a te stesso e agli altri.
    Non puoi fare tutto, non puoi essere sempre presente.
    Ricorda: se ti senti stanco, insistere e sovraccaricarti di lavoro non ti farà guadagnare nulla, al contrario. A lungo andare diventerai incapace di rilassarti e di recuperare la stanchezza accumulata, perderai energie e concentrazione, sarai sempre più affaticato e improduttivo.
    Impara a selezionare ciò che è indispensabile, imposta le tue priorità, ottimizza i tempi e concediti delle pause.
  • Vivi il momento presente
    Sembra scontato, eppure è molto difficile metterlo in pratica: presta attenzione a ciò che hai già, trova sollievo nelle piccole cose.
    Concentrati sul viaggio più che sulla meta. La vita che stai vivendo non può essere in nessun modo diversa da ciò che è in questo momento.
    Accetta quello che è il presente e, nello stesso tempo, agisci per migliorarlo.
  • Riserva tempo e spazio di qualità per te stesso
    Sacrificare le proprie passioni, i momenti di svago, la vita sociale in favore di impegni e doveri è la maggiore causa dell’infelicità.
    Possiamo far fronte alle responsabilità in modo migliore se vengono compensate da attività piacevoli e appaganti. 
    Quando ti senti esaurito domandati: di cosa ho bisogno per me in questo momento? Cosa potrebbe farmi sentire meglio?
  • Ricordati di congratularti con te stesso
    Ogni volta che si porta a termine un’attività è bene fermarsi un attimo per assaporare il senso di soddisfazione che ne deriva.
    Dobbiamo abituarci a farlo per tornare a godere delle gioie che la vita ci regala!


Qual è la tua idea di felicità e cosa pensi sia necessario per raggiungerla?

Se vuoi, condividi la tua opinione!

The following two tabs change content below.

Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

1 Commento

  1. Buongiorno un’informazione: io sto affrontando un periodo di ansia e stress, (premetto che già di mio sono un tipo ansioso). Sono spesso giù di morale!!! Sto affrontando la strada dell’inseminazione (purtroppo ho l’endometriosi), e questo mi sta facendo agitare molto!!! Ora sono convinta di essere depressa, anche se magari non e’ così, perché quello che fino ad ora mi ha fatto soffrire molto e’ il fatto che ancora non ho figli ( vedo mia sorella che e’ felice e ne ha 2 e mi sento un po’ gelosa). Dovrei essere contenta perché magari tra un po’ realizzerò il mio sogno, ma purtroppo non ci riesco!!! Cosa devo fare? Grazie mille!!!

    Scrivi un commento

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Copyright © 2017 - A cura della Dott.ssa Claudia Casalboni, Albo Psicologi Emilia Romagna, n° 8141/ sez. A - Tutti i diritti riservati. claudiacasalboni.psicologa@gmail.com