L'immaginazione come strumento terapeutico

L’immaginazione come strumento terapeutico


 

Immaginare è l’atto creativo più naturale che possiamo compiere per modellare e inventare la nostra realtà.
L’immaginazione ha la facoltà di convogliare in superficie una grande quantità di emozioni e contenuti rimossi. Per questo motivo, le tecniche immaginative vengono ampiamente utilizzate in psicologia e nelle sedute di counselling, allo scopo di esplorare le emozioni e i vissuti radicati nel corpo, per contattarli e riviverli nel momento presente.

Ma in quale modo l’immaginazione può essere utilizzata in terapia?


L’immaginazione come strumento terapeutico

 

immaginazione strumento terapeutico

 

Le immagini mentali, come i sogni, sono simboli emergenti dall’inconscio e possono essere indagati e compresi.
Immaginare non è così semplice per tutti: in alcuni casi la produzione può essere eccessiva o disordinata, in altri carente o problematica.
“Rieducare l’immaginazione” ha il potere di modificare il comportamento del soggetto nella realtà.

Il terapeuta guida la visualizzazione all’interno di situazioni metaforiche per esplorare i simboli inconsci; stimola il paziente a rievocare eventi per riviverli e comprenderli; lo esorta a creare proiezioni della sua vita in un futuro desiderato, in modo da raffigurare soluzioni e cambiamenti positivi.

 

La visualizzazione ha diversi benefici:

  • è uno strumento terapeutico per la comprensione e la cura di disturbi psichiatrici
  • è una forma di dialogo con il proprio mondo interno, di ascolto dei propri bisogni, desideri e conflitti 
  • è un esercizio per contemplare altre prospettive, prepararsi al cambiamento e produrre nuove connessioni
  • nella riabilitazione neurologica o in seguito a infortuni e traumi, può favorire l’apprendimento e la progettualità creativa
  • in campo sportivo viene utilizzata per migliorare le prestazioni
  • in ambito clinico è efficace per desensibilizzare l’ansia o per superare le fobie

La mente non distingue la realtà dalla fantasia, per cui possiamo migliorare l’immagine di noi stessi, programmare in anticipo i comportamenti ottimali in una situazione, trovare come gestire al meglio le relazioni interpersonali.

 

 

Immaginazione attiva


Jung fu uno dei primi studiosi a cogliere le potenzialità terapeutiche dell’immaginazione.
Il metodo consiste nell’osservare il flusso delle fantasie che emergono spontaneamente, senza guidarle né criticarle, aiutando il paziente ad esprimerle in modo creativo.
Questo esercizio permette di esplorare i contenuti inconsci mantenendo il controllo razionale, per giungere ad una conoscenza più profonda di sé.

 


Sogno guidato da svegli


Robert Desoille ha definito, negli anni ’30, il metodo su cui si fondano tutte le psicoterapie immaginative.
Nella prima fase, il paziente raggiunge uno stato di rilassamento psicofisico a metà fra sonno e veglia; in quella successiva il terapeuta stimola la sua fantasia, guidandolo nella produzione di immagini; infine vengono analizzati i contenuti, i vissuti e le emozioni emergenti.
L’obiettivo è quello di integrare le parti conflittuali, sperimentando nuove possibilità e strategie operative.
La “Rêve Eveillé Dirigé” ha subìto diverse rielaborazioni nel corso degli anni ed è tuttora utilizzata in numerose pratiche psicoterapeutiche.


 

Oniroterapia


Nell’Oniroterapia di Andrè Virel, il soggetto ha il compito di creare una storia libera a partire da situazioni e personaggi simbolici suggeriti dal terapeuta. Durante il racconto si possono individuare sensazioni, immagini, conflitti inconsci, in un flusso che il conduttore controlla senza interferire.

 

 

L’immaginazione come strumento terapeutico

 

Terapia della Gestalt


La Gestalt lavora sui sogni spontanei e guidati: ogni parte di essi rappresenta un aspetto della persona e può fornire risposte significative che riguardano aspetti irrisolti della vita o della realtà interiore.
Il soggetto deve immergersi nei vari personaggi per riconoscerli, integrare le polarità interne e superare le contraddizioni, al fine di riattivare le risorse creative.


Psicosintesi


La Psicosintesi di Roberto Assagioli considera l’essere umano dotato di un centro profondo di coscienza e di volontà (il Sé). Esso ha il compito di dirigere la molteplicità degli aspetti personali, relazionali e ambientali in una sintesi armonica.
La sofferenza dipende dalla frammentazione della personalità e dalla perdita di contatto con il proprio centro.
Per mezzo dell’immaginazione, possiamo trasformare noi stessi e ritrovare l’equilibrio, poiché diventiamo letteralmente ciò che pensiamo: se ci concentriamo su un’immagine mentale positiva, essa può pervadere la mente fino a trasformarsi in azione; allo stesso modo, possiamo sostituire efficacemente i pensieri negativi con altri più costruttivi.

 

Training autogeno


Gli esercizi superiori del Training Autogeno sono fondati sulla produzione di immagini psichiche.
Ad esempio, si possono visualizzare oggetti, concetti astratti o persone, i cui contenuti vengono analizzati insieme al terapeuta.


 

Desensibilizzazione sistematica


È una tecnica immaginativa introdotta da Wolpe negli anni ’50 e impiegata nella terapia cognitivo-comportamentale per il trattamento dei disturbi d’ansia.
Il paziente viene incoraggiato a costruire una gerarchia di situazioni ansiogene, che dovrà passare in rassegna una volta raggiunto un adeguato stato di rilassamento; in seguito, per indebolire il legame fra l’ansia e lo stimolo che la provoca, si chiede di visualizzare un’immagine piacevole.
In questo modo, il rilassamento si intensifica e l’emozione invalidante si attenua.

 

Visualizzazione guidata


La visualizzazione guidata non ha necessariamente un fine terapeutico, ma consiste nella produzione di immagini mentali utili per il raggiungimento di diversi obiettivi.
I temi vengono suggeriti dal conduttore e possono riguardare viaggi in ambienti particolari (es. dentro una caverna o lungo un fiume), incontri con persone speciali, situazioni problematiche, ecc.
Viene utilizzata per produrre pensieri positivi e per “purificare” la mente da credenze, sentimenti e attaccamenti dannosi (es. ripulire un albero, immaginare un fuoco che brucia i rifiuti).

 


Quelli appena esposti sono solo alcuni dei molteplici utilizzi dell’immaginazione a scopo terapeutico o per la crescita personale.
E tu hai mai sperimentato le tecniche immaginative? Quale hai approfondito?

 

Dott.ssa Claudia Casalboni
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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

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