Dipendenza affettiva: l'altra faccia della manipolazione

Dipendenza affettiva: l’altra faccia della manipolazione


Nell’articolo Sai difenderti dai manipolatori affettivi? abbiamo esplorato il mondo del manipolatore e le strategie che utilizza per attrarre le sue prede, generando in loro una vera e propria dipendenza affettiva.
Ma cosa spinge una vittima a cadere nel gioco sadico del suo carnefice?
Si tratta, generalmente, di persone terrorizzate dall’idea di vivere al di fuori di una relazione, che viene preferita all’alternativa della solitudine anche a discapito della serenità interiore.
La paura più grande della vittima è proprio quella di rompere il legame, condizione da evitare anche a costo di sopprimere i reali bisogni, i valori e il benessere personali.


 

Dipendenza affettiva: l’altra faccia della manipolazione

 

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Le caratteristiche di personalità appena descritte fanno parte della cosiddetta sindrome della dipendenza affettiva.

Una persona che soffre di dipendenza affettiva mostra sintomi quali:

  • il terrore dell’abbandono e della separazione dall’altro
  • l’evitamento dei cambiamenti
  • l’incapacità di tollerare la solitudine
  • la ricerca di una relazione di totale fusione
  • gelosia e possessività morbose, ossessioni riguardanti il partner e l’essere lasciato
  • la devozione estrema verso l’altro (cerca di soddisfare tutti i suoi bisogni)
  • la mancanza di interesse per la propria vita, la rinuncia ai propri bisogni e interessi
  • la paura di essere se stessi e l’auto-annullamento
  • ansia e panico di fronte al minimo segnale che possa essere interpretato come un’incrinatura della relazione
  • un profondo senso di colpa unito a rabbia repressa

La dipendenza affettiva è uno stato patologico a tutti gli effetti, in cui il rapporto amoroso è vissuto come una condizione indispensabile, senza la quale vivere sarebbe praticamente impossibile.

Il dipendente è a sua volta un manipolatore: esercita un fine controllo sul compagno, comportandosi in modo da accaparrarsi la sua vicinanza e mettendo in atto ogni sorta di espediente per non perderlo.
Non è difficile capire come un manipolatore affettivo possa essere attratto da una personalità che si presta a subire prevaricazioni e abusi; d’altra parte, egli, così sicuro e brillante, si rivela il partner ideale per il fragile dipendente.
Carnefice e vittima si invischiano perfettamente in un circolo vizioso che porta il primo a scegliere un compagno delicato e bisognoso a cui provvedere e su cui poter facilmente dominare; l’altro, sedotto da tante grandi speranze, non può che concedere fiducia totale, ma si ritrova ben presto screditato, impaurito e ancora più insicuro.

 

 

 

Dipendenza affettiva: l’altra faccia della manipolazione

 


Il triangolo di Karpmann e la codipendenza

 

Sono state individuate 7 diverse categorie di dipendenti affettivi, di cui parleremo in modo approfondito nel prossimo articolo.
Per ora,  soffermiamoci sul tipo “codipendente”.
Karpmann fa notare come il rapporto fra vittima e persecutore comprenda in realtà anche un altro ruolo, che viene assunto alternativamente da entrambi: quello del salvatore.
All’interno del “triangolo drammatico” si innescano relazioni disfunzionali di codipendenza fra i diversi personaggi, che, spesso inconsapevolmente, cercano di soddisfare le proprie esigenze l’uno a discapito dell’altro.
È difficile stabilire chi sia il vero detentore di un ruolo poiché, come già accennato, ognuno manipola la relazione servendosi di una strategia differente e ciascuno di essi può passare da un polo all’altro a seconda dei momenti e delle circostanze.

 

    • Il salvatore
      Chi incarna questa parte è insicuro, dominato da sensi di inferiorità e colpa, crede di poter essere accettato solo mostrandosi utile nell’aiutare l’altro. 
      È attratto da chi è debole, da qualcuno a cui dedicare attenzioni e premure, in modo da potersi elevare a suo salvatore e innalzare la propria autostima.
      Le cure esagerate hanno la funzione di controllare e vincolare la persona che le riceve, la quale non potrà più rinunciarvi.
      In rapporti patologici, il salvatore è un carnefice mascherato, che intende comprendere le debolezze del partner, offrirsi come sostenitore e risolutore assoluto per guadagnare la sua devozione e, infine, esercitare indisturbato la sua brama di potere.
    • Il carnefice
      Adesca chi è facilmente soggiogabile per scatenare indisturbato la propria potenza.
      È in realtà governato da un’autostima bassa, per cui ha bisogno di maltrattare e porsi al di sopra degli altri per sopravvivere.
    • La vittima
      Auto-svalutante e insicura, tende a legarsi al salvatore, dal quale può ricevere protezione totale.
      Nei casi peggiori può incorrere in un persecutore mascherato da salvatore, che lo colpevolizzerà per le proprie mancanze, aggravandone la già eccessiva insicurezza. Anche una vittima può diventare carnefice nel momento in cui rifiuta l’aiuto del salvatore, ad esempio richiedendo l’impossibile, frustrando ogni suo tentativo così da renderlo impotente.

Si parla di codipendenza in quanto ogni personaggio si definisce in merito alla sua controparte e il gioco disfunzionale viene mantenuto dal perpetrarsi di bisogni irrisolti; non si può parlare di amore fino a che sussistono dinamiche infantili (per lo più inconsce) improntate sull’egocentrismo e sul narcisismo, che rendono la persona incapace di vedere realmente l’altro.
Per non essere coinvolto nel pericoloso meccanismo della dipendenza affettiva, ognuno di noi dovrebbe diventare consapevole del proprio stile dominante, del modo in cui considera se stesso e gli altri, di cosa cerca di ottenere da loro, di quali sono le ferite d’amore che porta con sé fin dalla tenera età.
Potrebbe rendersi necessario un percorso di sostegno psicologico, per affrontare la comprensione di tematiche tanto delicate con l’aiuto di un professionista.

 


E tu, hai mai sperimentato una condizione di dipendenza affettiva?

 

Dott.ssa Claudia Casalboni

 

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Arbor Vitae Rimini
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Utilizzo strumenti di arteterapia, in particolare la scrittura e il teatro. Colloqui individuali di sostegno psicologico, laboratori di gruppo di scrittura espressiva e teatro interiore a Rimini.

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