Perdonare: lasciare andare il passato per essere felici

La cura del “perdono”: lasciare andare il passato per essere felici nel presente


Il percorso di evoluzione di un essere umano è potenzialmente infinito: siamo noi stessi gli unici a poterlo limitare, vietandoci esperienze o ripercorrendo strade già conosciute, frenati dalla paura di volgere lo sguardo altrove.
Ognuno di noi è in grado di costruire la propria felicità attivamente, senza scendere a patti con il diavolo, con il destino o con un’altra persona.
Nel perseguire l’obiettivo della felicità, il concetto di “perdono” ha un’importanza fondamentale, che non riguarda l’assoluzione religiosa dal peccato, ma la capacità di lasciare andare tutto ciò che provoca dolore, il passato che non serve più trattenere.

Nel seguente articolo approfondiremo il significato del perdono e i benefici di “lasciare andare”, per un approccio più positivo alla vita.


 

La cura del “perdono”: lasciare andare il passato per essere felici nel presente

 

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Pensiamoci bene: a cosa serve continuare a crogiolarsi nelle emozioni negative, nutrire sentimenti di insoddisfazione, paura, rabbia, isolamento?Tutto ciò che reprimiamo ci avvelena e non fa altro che proiettare l’esatto riflesso del mondo interiore all’esterno: se guardiamo la realtà da una prospettiva ostile, essa non potrà che apparirci ostile.

Ognuno di noi ha una diversa concezione della felicità, di ciò che procura piacere e soddisfazione in accordo con la propria personalità, le inclinazioni naturali, gli interessi; tuttavia molte persone perseguono ideali inadeguati, che le allontanano dalla completa pienezza che vorrebbero raggiungere.
C’è chi crede che sarà appagato solo quando avrà raggiunto determinati obiettivi e possedimenti o quando vincerà una competizione: queste persone sono molto sensibili al giudizio degli altri e non fanno che criticare e colpevolizzare; altri pensano che essere amati e benvoluti sia la soluzione a tutti i problemi, ma non tengono conto che gli stessi disagi si ripresenteranno quando l’amore verrà perduto.

La felicità è incondizionata quando si riesce ad accettare tutto ciò che succede come parte fondamentale della vita, si smette di lottare contro ciò che non può essere cambiato, si prova gratitudine per la semplice ragione di esistere.
Da questa prospettiva, gli avvenimenti negativi sono opportunità che ci segnalano cosa cambiare per poter evolvere.
Non dobbiamo più essere vittime degli eventi, ma dobbiamo sviluppare il nostro personale potere nei confronti della realtà.

Tutto ciò diviene possibile nel momento in cui impariamo a lasciare andare.

 

Cosa significa perdonare?

  • Significa liberarci da un’emozione, una persona, un attaccamento che ci danneggia;
  • è un atto utile a noi stessi e non una mossa nei confronti di qualcuno che speriamo di cambiare o riavvicinare;
  • non vuol dire essere indulgenti nei confronti del prossimo, ma fare un passo verso la propria indipendenza.

 

La cura del “perdono”: lasciare andare il passato per essere felici nel presente

 

Quando le emozioni diventano tossiche?

Le emozioni devono essere vissute, perché fluiscano e si esauriscano spontaneamente devono essere accettate e non contrastate; se uno di questi naturali processi è ostacolato, l’emozione può essere repressa, disconosciuta o fuoriuscire senza controllo, causando scompensi nel rapporto con se stessi e con gli altri.
In tutti questi casi è bene permettersi di provare la rabbia o il dolore, comprendere cosa stiamo proiettando, quali copioni stiamo ripetendo.
A lungo andare, emozioni trattenute o mal gestite possono generare sintomi somatici, creare tensioni e blocchi nonché malattie, per cui è molto importante saper leggere i messaggi manifestati dal corpo. (Vedi gli articoli: Il linguaggio segreto dei disturbi 1, 23)

 

Perché tratteniamo e reprimiamo?

Ognuno di noi possiede modelli di interpretazione della realtà derivanti dall’educazione ricevuta e dalle esperienze passate, mediante cui si configurano determinate risposte emotive.
Per comprendere i nostri copioni, dobbiamo osservare in quali situazioni e relazioni si attivano, le vicende del passato a cui si legano, le paure da cui scaturiscono, quali comportamenti e credenze originano.
Ad esempio, frequenti messaggi negativi, svalutazioni, pretese, rifiuti e rimproveri creano una base fragile, in cui il bambino frustrato nei suoi bisogni di accettazione e di stima diviene un adulto colmo di sentimenti di inadeguatezza e vergogna.

Questi vissuti interiori interferiscono nelle relazioni e incidono sulla qualità della vita, ma è possibile, in ogni momento, riscattarsi e superarli.

 

Cosa fare per lasciare andare?

Per lasciare andare ciò che turba l’equilibrio, il primo passo è abbandonarsi all’emozione: permetterle di scatenarsi in tutta la sua potenza, avvertire le sensazioni che provoca nel corpo, immaginare di sfogarsi completamente con le persone coinvolte, permettere ad ogni elemento represso di emergere e scaricarsi.
A questo punto sarà possibile analizzare la situazione consapevolmente, per comprendere la propria parte di responsabilità senza giudicarsi.
Solo allora potrà verificarsi un cambiamento di prospettiva, in cui diverranno evidenti credenze e automatismi disadattivi, aspetti irrisolti di sé, opportunità da sfruttare per evolvere.


Dobbiamo, “semplicemente”, riprendere il comando della nostra vita: dobbiamo smettere di auto-commiserarci e colpevolizzarci, possiamo riappropriarci della nostra facoltà di scegliere, sbagliare e cambiare!


Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo e fai sapere a tutti come essere felici!

Dott.ssa Claudia Casalboni

 

 

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Arbor Vitae Rimini
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Utilizzo strumenti di arteterapia, in particolare la scrittura e il teatro. Colloqui individuali di sostegno psicologico, laboratori di gruppo di scrittura espressiva e teatro interiore a Rimini.

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