Benessere psicologico

Problemi e terapie


Insoddisfazione è correre freneticamente da un punto all’altro, senza godere del viaggio, dell’arrivo, del successo: l’infelicità è un paradosso.
La maggior parte di noi sente l’urgenza di colmare un vuoto e spesso il rimedio è accampare impegni per non pensare, senza riuscire mai a raggiungere la fine né a fermarsi per una sosta.
Nell’articolo, vedremo nel dettaglio in cosa consiste “il problema dell’infelicità”.


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Molte persone sono convinte che il segreto per assicurarsi rapporti stabili, duraturi e senza problemi, sia evitare i conflitti.
Quella che potrebbe essere una strategia di sopravvivenza in alcuni casi, in molti altri significa sacrificare le proprie idee e i propri bisogni in nome di una pace solo apparente.
Inoltre, la paura del rifiuto può ostacolare la libera espressione di pensieri ed emozioni.
Come superarla?


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Preoccuparsi può essere di aiuto per prepararsi a sfide e problemi che il futuro ci riserva, ma molto spesso semplici preoccupazioni diventano pericolosamente simili ad ossessioni.
Quando abbiamo un problema tendiamo a cercare una soluzione, analizzandolo accuratamente o cercando di eliminarlo.
Queste modalità non fanno che peggiorare la situazione.


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Gli allucinogeni non sono da considerarsi semplici droghe ricreative, in grado alterare le cognizioni, le percezioni e lo stato di coscienza; usate per millenni a scopo religioso e spirituale presso le civiltà di diversi continenti, si sono diffusi in occidente negli anni ’60, durante il periodo di forte ribellione e sperimentazione infiammato dalla controcultura hippy.
Già all’epoca, gli studiosi condussero estese indagini in merito agli effetti sul cervello e alle possibili applicazioni cliniche degli psichedelici, ma nei primi anni ’70 le pressioni politiche e culturali costrinsero la cessazione di tutti i progetti.


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L’ansia può essere considerata un disagio tipico della nostra società, una risposta disadattiva ai ritmi, agli obblighi, alle prestazioni, ai condizionamenti, alle aspettative che il sistema e la cultura impongono.
La nostra mente è continuamente impegnata in congetture per lo più inutili.
Al contrario, la paura è un’emozione primordiale necessaria per la sopravvivenza: in che modo differisce dall’ansia? 


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-Sono un fallito, non avrò mai successo… 
-Va tutto male…e andrà sempre peggio.
-Non ci sono speranze, è tutta colpa mia.
-Non dovevo farlo. Avrei dovuto fare diversamente!

Quelli appena elencati sono solo alcuni dei pensieri tipici di una persona che non stima se stessa. Possono comparire in alcuni momenti o perseguitare la sua vita, a seconda della rilevanza che viene loro assegnata, della flessibilità dell’individuo e della conoscenza di se stesso.


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La timidezza rappresenta per molte persone un ostacolo insormontabile, al punto da rendere difficile o impedire la comunicazione e la relazione con gli altri.
I vissuti che ne derivano sono un penoso senso di inadeguatezza, tristezza e sfiducia in se stessi, fino ai casi estremi in cui l’ansia legata all’esposizione arriva a dominare la mente dell’individuo, immobilizzandolo e costringendolo all’evitamento di molte situazioni.
Scopriamo nell’articolo quali sono le potenzialità del teatro, come strumento di aiuto per superare la timidezza.


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Procrastinare, ovvero il classico “rimandare a domani ciò che si può fare oggi”, è un’abitudine assai diffusa e invalidante.
La procrastinazione è definita come “il comportamento di chi rimanda un impegno importante o faticoso, scegliendo di dedicarsi ad azioni più piacevoli o meno rilevanti, pur essendo consapevole delle conseguenze negative di tale atteggiamento.”
In questa condizione, la persona si trova di fronte ad un blocco psicologico ed emotivo: nell’iniziare un compito, proseguirlo o portarlo a termine, nel prendere decisioni, pianificare il futuro e gestire le attività.


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Negli articoli Il linguaggio segreto delle malattie 1, 2, 3 abbiamo imparato a decifrare i messaggi che l’organismo comunica attraverso le manifestazioni sintomatiche.
Il corpo è tutt’altro che una macchina e non basta seguire le istruzioni per aggiustare le parti che lo compongono e per sistemare i processi che lo animano.
La moderna medicina fatica tuttora a riconoscere il ruolo fondamentale che emozioni, sentimenti e pensieri hanno nell’insorgenza della patologia e nel cammino verso l’ autoguarigione.


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Chi non ha mai sentito parlare di Training Autogeno alzi la mano!
Conosciuto anche come lo Yoga occidentale, è attualmente una delle tecniche di rilassamento più utilizzate e diffuse in campo medico e psicologico.
Venne sviluppato negli anni Trenta dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, nell’ambito dei suoi studi sull’ipnosi, durante i quali ebbe modo di osservare la capacità umana di auto-generare uno stato di rilassamento psicofisico mediante la concentrazione mentale.
Continua a leggere per scoprire in che modo il Training Autogeno potrebbe migliorare la qualità della tua vita.


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Nei precedenti articoli abbiamo esplorato le tecniche di meditazione ed i benefici che è possibile ottenere grazie ad una pratica costante.
Il fine della meditazione è quello di calmare la mente, attraverso l’osservazione passiva del flusso dei pensieri e mediante la totale concentrazione sul momento presente; in questo modo, possiamo imparare a conoscere e a controllare contenuti e processi mentali.
E per quanto riguarda il nostro corpo? È possibile acquietarlo?
Esistono numerose tecniche di rilassamento: dalle più antiche, derivanti dalla tradizione Yoga, alle più moderne, riadattate per essere fruite dall’uomo occidentale.


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Immaginare è l’atto creativo più naturale che possiamo compiere per modellare e inventare la nostra realtà.
L’immaginazione ha la facoltà di convogliare in superficie una grande quantità di emozioni e contenuti rimossi. Per questo motivo, le tecniche immaginative vengono ampiamente utilizzate in psicologia e nelle sedute di counselling, allo scopo di esplorare le emozioni e i vissuti radicati nel corpo, per contattarli e riviverli nel momento presente.

Ma in quale modo l’immaginazione può essere utilizzata in terapia?


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L’arte è da sempre considerata un’importante risorsa per la salute di anima e corpo (si pensi al potere catartico della commedia greca), ma solo grazie all’avvento della psicanalisi ha potuto riacquistare la giusta attenzione, divenendo, nel tempo, un metodo terapeutico riconosciuto a tutti gli effetti.
La scrittura terapeutica, al pari di pittura, musica, teatro, danza, fotografia, scultura ha il merito di stimolare la creatività insita nell’essere umano, aiutando la persona ad affrontare il tortuoso percorso della crescita e, nei casi più estremi, della guarigione dalla malattia.


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Prima di esporre gli innumerevoli effetti benefici della meditazione, è bene sottolineare che non si tratta solo di una tecnica per il trattamento o per la prevenzione di disturbi: coltivare la spiritualità è importante per realizzare la propria naturale armonia e condurre una vita sana, equilibrata, soddisfacente, in cui sia possibile esprimere le proprie potenzialità e sperimentare rapporti piacevoli; la meditazione viene infatti utilizzata, secondo forme e modalità differenti, in ogni disciplina che aspira all’evoluzione umana.
Praticarla regolarmente può stimolare cambiamenti positivi nella mente e nel corpo.

In seguito verranno analizzati i principali benefici della meditazione sulla salute psicofisica.


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Il senso di colpa è una difesa inconscia, utile per segnalare un disagio fatto di vergogna e non accettazione, che dobbiamo soffermarci ad ascoltare.
È un giudice che ci rimprovera quando agiamo contro il nostro codice morale e ci perseguita istigandoci a trovare un rimedio; è un’ossessione per il passato, riguarda qualcosa che potevamo fare o che non abbiamo fatto e ci spinge a rimuginare sui nostri errori allontanandoci dal momento attuale.

Il senso di colpa ha aspetti positivi e negativi. Continua a leggere per saperne di più!


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I volti sotto cui la depressione può nascondersi sono molteplici e variano a seconda della rilevanza assunta dai diversi sintomi all’interno di uno specifico quadro clinico.
La classificazione che segue rispecchia le categorie diagnostiche contenute nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali): il numero di sintomi, la tipologia, l’intensità, la durata, la persistenza variano da persona a persona, in base all’influenza di fattori personali e ambientali.

In questo articolo prenderemo in esame le diverse tipologie di depressione, per imparare a riconoscerne le manifestazioni tipiche e intervenire ai primi segnali di allarme.


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Il significato psicosomatico dei disturbi può essere decifrato, comprendendo il messaggio inconscio che i sintomi portano alla superficie.
Negli articoli Significato inconscio della malattia: il linguaggio segreto dei disturbi (PARTE 1) e Interpretare i sintomi: il linguaggio segreto dei disturbi (PARTE 2) abbiamo indagato il significato inconscio della malattia nelle manifestazioni patologiche che interessano i diversi apparati del corpo umano.

Nel presente articolo ci occuperemo del linguaggio del sistema immunitario, endocrino e nervoso.


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Interpretare i sintomi di particolari disturbi non è un compito impossibile, una volta compreso il ruolo dei meccanismi psicologici nella produzione e nel mantenimento di qualsiasi stato di malessere.
Nell’articolo Significato inconscio della malattia: il linguaggio segreto dei disturbi (PARTE 1) abbiamo indagato il significato inconscio delle manifestazioni patologiche che interessano l’apparato cardiocircolatorio, respiratorio e locomotore.
Nel presente articolo ci focalizzeremo sui disturbi che colpiscono l’apparato digerente, tegumentario, escretore e genitale.


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Partiamo da questo assunto: si può indagare e comprendere il significato inconscio delle malattie, in quanto esse hanno sempre un’origine psicosomatica.
La concezione dell’essere umano come una macchina finemente strutturata, composta da una mente e da un corpo fra loro indipendenti e governato da forze meccaniche che rispondono a leggi di causa-effetto, è fortunatamente un’idea superata.
Secondo la prospettiva moderna, l’organismo e la psiche sono le facce diverse ma interdipendenti di una stessa unità funzionale, in cui lo stato di salute e la malattia sono il risultato della correlazione fra fattori fisici, psichici, genetici e ambientali.
Dietro ad ogni patologia si nasconde una componente psicologica che ha un contributo rilevante nell’insorgenza e nel peggioramento dei sintomi, ed è possibile rintracciare un significato specifico a seconda dell’organo o dell’apparato sofferente.


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Copyright © 2017 - A cura della Dott.ssa Claudia Casalboni, Albo Psicologi Emilia Romagna, n° 8141/ sez. A - Tutti i diritti riservati. claudiacasalboni.psicologa@gmail.com