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Siamo abituati a pensare all’intelligenza come ad una facoltà esclusivamente cognitiva, che prevede la capacità di risolvere problemi e raggiungere obiettivi, formulare ragionamenti logici o pensieri astratti, comprendere ed apprendere.
In realtà, questa definizione racchiude solo una delle manifestazioni dell’intelligenza: lo psicologo Howard Gardner ne ha identificate ben 9.
Scopriamole tutte nell’articolo.


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Insoddisfazione è correre freneticamente da un punto all’altro, senza godere del viaggio, dell’arrivo, del successo: l’infelicità è un paradosso.
La maggior parte di noi sente l’urgenza di colmare un vuoto e spesso il rimedio è accampare impegni per non pensare, senza riuscire mai a raggiungere la fine né a fermarsi per una sosta.
Nell’articolo, vedremo nel dettaglio in cosa consiste “il problema dell’infelicità”.


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Molte persone sono convinte che il segreto per assicurarsi rapporti stabili, duraturi e senza problemi, sia evitare i conflitti.
Quella che potrebbe essere una strategia di sopravvivenza in alcuni casi, in molti altri significa sacrificare le proprie idee e i propri bisogni in nome di una pace solo apparente.
Inoltre, la paura del rifiuto può ostacolare la libera espressione di pensieri ed emozioni.
Come superarla?


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Preoccuparsi può essere di aiuto per prepararsi a sfide e problemi che il futuro ci riserva, ma molto spesso semplici preoccupazioni diventano pericolosamente simili ad ossessioni.
Quando abbiamo un problema tendiamo a cercare una soluzione, analizzandolo accuratamente o cercando di eliminarlo.
Queste modalità non fanno che peggiorare la situazione.


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La Psicologia Positiva è una recente linea di ricerca in psicologia, che ha l’obiettivo di approfondire tematiche a lungo trascurate, fra cui benessere psicologico, qualità della vita e funzionamento umano ottimale.
Nell’articolo scopriremo in che modo si differenzia dagli altri approcci terapeutici.


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Negli articoli Sai difenderti dal manipolatori affettivi? e Manipolatori affettivi: tipologie e caratteristiche psicologiche abbiamo osservato il delicato gioco delle parti fra “vittima” e “carnefice” e i meccanismi perversi che guidano le relazioni fra i due attori.
Manipolare significa influenzare il comportamento di una persona, intenzionalmente o inconsapevolmente, mediante azioni o parole, che possono essere difficili da smascherare.


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Gli allucinogeni non sono da considerarsi semplici droghe ricreative, in grado alterare le cognizioni, le percezioni e lo stato di coscienza; usate per millenni a scopo religioso e spirituale presso le civiltà di diversi continenti, si sono diffusi in occidente negli anni ’60, durante il periodo di forte ribellione e sperimentazione infiammato dalla controcultura hippy.
Già all’epoca, gli studiosi condussero estese indagini in merito agli effetti sul cervello e alle possibili applicazioni cliniche degli psichedelici, ma nei primi anni ’70 le pressioni politiche e culturali costrinsero la cessazione di tutti i progetti.


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L’ansia può essere considerata un disagio tipico della nostra società, una risposta disadattiva ai ritmi, agli obblighi, alle prestazioni, ai condizionamenti, alle aspettative che il sistema e la cultura impongono.
La nostra mente è continuamente impegnata in congetture per lo più inutili.
Al contrario, la paura è un’emozione primordiale necessaria per la sopravvivenza: in che modo differisce dall’ansia? 


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Chi è immune dall’errare, cadere, fallire?
Smettiamo di considerare noi stessi come gli unici incapaci sulla Terra e diciamoci la verità: tutti compiamo errori, nessuno escluso.
Del resto, il controllo che possiamo avere sugli eventi è molto limitato, se non nullo. Casualità, connessioni imprevedibili, caos, doveri, inganni, manipolazione…tutto ciò può farci sentire veramente impotenti.
Ritrovare il proprio potere è possibile: ecco come.


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Perdonare fa bene alla salute: lo dimostrano evidenze scientifiche in continuo aggiornamento, nonostante la quantità di indagini disponibili in letteratura sia ancora modesta.
Realizzare il perdono dipende dalla capacità dell’essere umano di provare empatia; essere empatici comporta la facoltà di riconoscere l’altro come uguale a sé e non come un oggetto utile al raggiungimento dei propri fini o, peggio ancora, come un ostacolo da togliere di mezzo.
Ecco come il perdono può giovare alla salute di ognuno di noi.


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-Sono un fallito, non avrò mai successo… 
-Va tutto male…e andrà sempre peggio.
-Non ci sono speranze, è tutta colpa mia.
-Non dovevo farlo. Avrei dovuto fare diversamente!

Quelli appena elencati sono solo alcuni dei pensieri tipici di una persona che non stima se stessa. Possono comparire in alcuni momenti o perseguitare la sua vita, a seconda della rilevanza che viene loro assegnata, della flessibilità dell’individuo e della conoscenza di se stesso.


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La timidezza rappresenta per molte persone un ostacolo insormontabile, al punto da rendere difficile o impedire la comunicazione e la relazione con gli altri.
I vissuti che ne derivano sono un penoso senso di inadeguatezza, tristezza e sfiducia in se stessi, fino ai casi estremi in cui l’ansia legata all’esposizione arriva a dominare la mente dell’individuo, immobilizzandolo e costringendolo all’evitamento di molte situazioni.
Scopriamo nell’articolo quali sono le potenzialità del teatro, come strumento di aiuto per superare la timidezza.


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La guida che segue ha l’obiettivo di approfondire la comprensione dei preziosi segnali del linguaggio non verbale che accompagnano le parole, per capire meglio gli altri ed ottenere una maggiore consapevolezza della propria comunicazione, allo scopo di gestirla in modo più efficace.
Vediamo quali sono i principi e gli elementi fondamentali per una lettura accurata del linguaggio del corpo.


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Nell’articolo Dipendenza affettiva: l’altra faccia della manipolazione  abbiamo parlato di una patologia caratterizzata dall’impossibilità della persona dipendente di vivere al di fuori di una relazione, che viene preferita alla terrorizzante alternativa della solitudine, anche a discapito della propria serenità.

L’amore è una droga nel momento in cui viene vissuto come condizione indispensabile per la propria sopravvivenza.


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Il primo segreto per poter comunicare in modo assertivo è conoscere le componenti non verbali e paraverbali del linguaggio.
Lo sguardo, le espressioni facciali, i gesti, le posture sono elementi del linguaggio non verbale, mentre il ritmo, il tono e altre manifestazioni sonore fanno parte del paraverbale.
Saper riconoscere questi segnali ed essere consapevoli del modo in cui noi stessi li manifestiamo, rappresenta un grande aiuto al fine di intraprendere una comunicazione soddisfacente.


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Procrastinare, ovvero il classico “rimandare a domani ciò che si può fare oggi”, è un’abitudine assai diffusa e invalidante.
La procrastinazione è definita come “il comportamento di chi rimanda un impegno importante o faticoso, scegliendo di dedicarsi ad azioni più piacevoli o meno rilevanti, pur essendo consapevole delle conseguenze negative di tale atteggiamento.”
In questa condizione, la persona si trova di fronte ad un blocco psicologico ed emotivo: nell’iniziare un compito, proseguirlo o portarlo a termine, nel prendere decisioni, pianificare il futuro e gestire le attività.


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Educare i bambini a meditare: un’idea inconcepibile per la maggior parte delle persone, che considerano i bambini cicloni di energia inarrestabile, da acquietare con attività di vario genere, fra i mille impegni della quotidianità.
La meditazione, in realtà, può essere di grande beneficio per i bambini.
Vediamo nell’articolo come la fiaba e altre forme di “meditazione” possono essere utili a tale scopo.


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Negli articoli Il linguaggio segreto delle malattie 1, 2, 3 abbiamo imparato a decifrare i messaggi che l’organismo comunica attraverso le manifestazioni sintomatiche.
Il corpo è tutt’altro che una macchina e non basta seguire le istruzioni per aggiustare le parti che lo compongono e per sistemare i processi che lo animano.
La moderna medicina fatica tuttora a riconoscere il ruolo fondamentale che emozioni, sentimenti e pensieri hanno nell’insorgenza della patologia e nel cammino verso l’ autoguarigione.


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La manipolazione emotiva è un fenomeno largamente diffuso, ma spesso difficile da riconoscere ed arginare.
È un delicato gioco fra due attori con caratteristiche complementari: da una parte il carnefice, guidato dalla necessità di avere ragione e potere per confermare la propria forza; dall’altra la vittima, insicura e bisognosa di amore e approvazione.
Esistono diverse tipologie di manipolatori, che possono differire fra loro anche in modo radicale.
Scopriamole insieme nell’articolo.


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Chi non ha mai sentito parlare di Training Autogeno alzi la mano!
Conosciuto anche come lo Yoga occidentale, è attualmente una delle tecniche di rilassamento più utilizzate e diffuse in campo medico e psicologico.
Venne sviluppato negli anni Trenta dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, nell’ambito dei suoi studi sull’ipnosi, durante i quali ebbe modo di osservare la capacità umana di auto-generare uno stato di rilassamento psicofisico mediante la concentrazione mentale.
Continua a leggere per scoprire in che modo il Training Autogeno potrebbe migliorare la qualità della tua vita.


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Nei precedenti articoli abbiamo esplorato le tecniche di meditazione ed i benefici che è possibile ottenere grazie ad una pratica costante.
Il fine della meditazione è quello di calmare la mente, attraverso l’osservazione passiva del flusso dei pensieri e mediante la totale concentrazione sul momento presente; in questo modo, possiamo imparare a conoscere e a controllare contenuti e processi mentali.
E per quanto riguarda il nostro corpo? È possibile acquietarlo?
Esistono numerose tecniche di rilassamento: dalle più antiche, derivanti dalla tradizione Yoga, alle più moderne, riadattate per essere fruite dall’uomo occidentale.


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Nell’articolo Conosci e migliora te stesso con l’Enneagramma della personalità abbiamo definito la struttura e il funzionamento dell’Enneagramma, le declinazioni dei 9 enneatipi, le caratteristiche negative e le potenzialità evolutive di ognuno di essi.
Comprendere gli aspetti disadattivi della propria personalità, le difese comportamentali e le distorsioni cognitive, apre la strada ad un percorso di evoluzione interiore, che permette di liberare risorse fino a prima inesplorate.

Vediamo ora nel dettaglio gli elementi distintivi dei tipi di personalità 1, 2, 3 e 4.


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L’Enneagramma è uno strumento di origini antichissime, utilizzato per secoli negli ambienti esoterici, allo scopo di comprendere la natura dei fenomeni ed interpretare il meccanismo dei sistemi.
In ambito psicologico compare negli anni ’60, quando Ichazo e Naranjo, allievi del mistico Gurdjieff, ne entrano in possesso; essi ne rielaborano il significato ed iniziano ad impiegarlo come metodo di studio della personalità, con il fine di promuovere la crescita individuale.
L’obiettivo è quello di rendere la persona consapevole degli schemi cognitivi e comportamentali che limitano l’espressione di sé e le relazioni con gli altri, per poterli gradualmente modificare.
Nell’articolo illustreremo la struttura e le funzioni dell’Enneagramma.


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La meditazione Mindfulness, o meditazione di consapevolezza, nasce dagli studi di Mark Williams, John Teasale e Zindel Segal, rispettivamente ricercatori delle Università di Oxford, Cambridge e Toronto.
I tre colleghi hanno messo a punto la Mindfulness-based Cognitive Therapy (MBCT), un protocollo di 8 settimane per la prevenzione delle ricadute nei pazienti che soffrono di depressione.
La tecnica si è rivelata così efficace che il Sistema Sanitario inglese ha deciso di adottarla come trattamento primario dei disturbi depressivi (vedi  I benefici della meditazione sul corpo e sulla psiche).
Leggi di più per conoscere il funzionamento e i benefici della meditazione Mindfulness.


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Immaginare è l’atto creativo più naturale che possiamo compiere per modellare e inventare la nostra realtà.
L’immaginazione ha la facoltà di convogliare in superficie una grande quantità di emozioni e contenuti rimossi. Per questo motivo, le tecniche immaginative vengono ampiamente utilizzate in psicologia e nelle sedute di counselling, allo scopo di esplorare le emozioni e i vissuti radicati nel corpo, per contattarli e riviverli nel momento presente.

Ma in quale modo l’immaginazione può essere utilizzata in terapia?


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Si sente spesso parlare di “lavoro su di sé”, ma cosa si intende esattamente? A cosa si riferisce?
Il lavoro su di sé è quel processo di trasformazione interiore che permette l’auto-conoscenza e l’evoluzione personale, al fine di ritrovare il contatto con la propria vera natura, per agire responsabilmente nel mondo.
Il concetto suona nuovo per il nostro tempo, ma non per chi abbia qualche conoscenza in materia di alchimia, antico sistema filosofico esoterico.
Il vero scopo dell’alchimista non era quello di trasformare i metalli in oro, bensì di realizzare la trasmutazione della parte negativa della personalità, fino a riscoprire il proprio “Dio interiore”.
Lo stesso Jung ritrovò nell’alchimia numerose affinità con la sua psicologia analitica.

Vediamo nello specifico le analogie fra alchimia e teoria junghiana, come orientamento per un efficace lavoro su di sé.


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L’arte è da sempre considerata un’importante risorsa per la salute di anima e corpo (si pensi al potere catartico della commedia greca), ma solo grazie all’avvento della psicanalisi ha potuto riacquistare la giusta attenzione, divenendo, nel tempo, un metodo terapeutico riconosciuto a tutti gli effetti.
La scrittura terapeutica, al pari di pittura, musica, teatro, danza, fotografia, scultura ha il merito di stimolare la creatività insita nell’essere umano, aiutando la persona ad affrontare il tortuoso percorso della crescita e, nei casi più estremi, della guarigione dalla malattia.


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Prima di esporre gli innumerevoli effetti benefici della meditazione, è bene sottolineare che non si tratta solo di una tecnica per il trattamento o per la prevenzione di disturbi: coltivare la spiritualità è importante per realizzare la propria naturale armonia e condurre una vita sana, equilibrata, soddisfacente, in cui sia possibile esprimere le proprie potenzialità e sperimentare rapporti piacevoli; la meditazione viene infatti utilizzata, secondo forme e modalità differenti, in ogni disciplina che aspira all’evoluzione umana.
Praticarla regolarmente può stimolare cambiamenti positivi nella mente e nel corpo.

In seguito verranno analizzati i principali benefici della meditazione sulla salute psicofisica.


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I rapporti di coppia sono spesso colmi di aspettative e pretese verso l’altro, di battaglie, frustrazioni, disarmonie: quante volte ti è capitato, dopo il primo momento di idillio, di scendere dalle nuvole e trovarti davanti una persona completamente diversa?
In quanti casi l’insoddisfazione ha preso il sopravvento procurandoti l’ennesima delusione?

Ognuno di noi convive con la ferita procurata da un amore genitoriale carente o inadeguato, che in età adulta tenta di curare all’interno della relazione di coppia; in realtà, cerchiamo solo di rimettere in atto la nostra storia, con la speranza che il partner possa modificarne l’esito finale.


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Ti piacerebbe sapere che ogni avvenimento che ti accade, così come ogni esperienza che vivi, può avere un’interpretazione a seconda delle caratteristiche della tua personalità?
Secondo la Legge dello Specchio, il mondo con cui ognuno di noi si confronta non è altro che un riflesso del proprio essere interno; ciò significa che assume rilevanza solo ciò che è già dentro di noi, ciò che è conosciuto in quanto affine o problematico.
È facile e scontato dare la colpa agli eventi, alzando le mani rispetto alle proprie responsabilità, oppure vedere il mondo popolato da ostacoli e nemici, senza essere consapevoli che l’esterno è solamente uno specchio dell’interno.

Quando impariamo a concepire persone e situazioni come parti della sceneggiatura della nostra vita, iniziamo a capire.


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Il mondo sta cambiando rapidamente e in un periodo di incertezze come quello attuale, segnato da grandi mutamenti sociali e dal mitizzato risveglio della spiritualità, si parla molto di “lavorare su di sé”, per crescere interiormente, superare le barriere innalzate dalle paure e aprire il cuore alla libertà.

Ma cosa significa esattamente compiere un lavoro interiore?
Continua la lettura per scoprire alcune indicazioni utili per affrontarlo.


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Il senso di colpa è una difesa inconscia, utile per segnalare un disagio fatto di vergogna e non accettazione, che dobbiamo soffermarci ad ascoltare.
È un giudice che ci rimprovera quando agiamo contro il nostro codice morale e ci perseguita istigandoci a trovare un rimedio; è un’ossessione per il passato, riguarda qualcosa che potevamo fare o che non abbiamo fatto e ci spinge a rimuginare sui nostri errori allontanandoci dal momento attuale.

Il senso di colpa ha aspetti positivi e negativi. Continua a leggere per saperne di più!


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Il percorso di evoluzione di un essere umano è potenzialmente infinito: siamo noi stessi gli unici a poterlo limitare, vietandoci esperienze o ripercorrendo strade già conosciute, frenati dalla paura di volgere lo sguardo altrove.
Ognuno di noi è in grado di costruire la propria felicità attivamente, senza scendere a patti con il diavolo, con il destino o con un’altra persona.
Nel perseguire l’obiettivo della felicità, il concetto di “perdono” ha un’importanza fondamentale, che non riguarda l’assoluzione religiosa dal peccato, ma la capacità di lasciare andare tutto ciò che provoca dolore, il passato che non serve più trattenere.

Nel seguente articolo approfondiremo il significato del perdono e i benefici di “lasciare andare”, per un approccio più positivo alla vita.


 

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I volti sotto cui la depressione può nascondersi sono molteplici e variano a seconda della rilevanza assunta dai diversi sintomi all’interno di uno specifico quadro clinico.
La classificazione che segue rispecchia le categorie diagnostiche contenute nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali): il numero di sintomi, la tipologia, l’intensità, la durata, la persistenza variano da persona a persona, in base all’influenza di fattori personali e ambientali.

In questo articolo prenderemo in esame le diverse tipologie di depressione, per imparare a riconoscerne le manifestazioni tipiche e intervenire ai primi segnali di allarme.


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Il “lato oscuro”, quello che Jung definiva Ombra, è una parte significativa e ben radicata in ognuno di noi: accettare questa realtà è il primo passo per comprenderla.
Conoscere se stessi significa esplorare il buio, addentrarsi in profondità e prendere contatto con tutto ciò che rifiutiamo di vedere perché sommerso al di sotto della coscienza, ma che può essere dedotto facendo luce sulle nostre paure, i fastidi, gli evitamenti, le emozioni negative, i pensieri distruttivi.
Accettare il fatto di non poterlo eliminare ma solo controllare, è essenziale per riuscire a non esserne dominati.

Scopriamo allora in cosa consiste il lato oscuro e come convivere con esso.


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Nell’articolo Sai difenderti dai manipolatori affettivi? abbiamo esplorato il mondo del manipolatore e le strategie che utilizza per attrarre le sue prede, generando in loro una vera e propria dipendenza affettiva.
Ma cosa spinge una vittima a cadere nel gioco sadico del suo carnefice?
Si tratta, generalmente, di persone terrorizzate dall’idea di vivere al di fuori di una relazione, che viene preferita all’alternativa della solitudine anche a discapito della serenità interiore.
La paura più grande della vittima è proprio quella di rompere il legame, condizione da evitare anche a costo di sopprimere i reali bisogni, i valori e il benessere personali.


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Realizzare i propri desideri non è un’impresa impossibile, ma il frutto di un paziente lavoro interiore.
Nell’articolo La “Legge di Attrazione” e la sincronicità di Jung abbiamo compreso l’importanza delle coincidenze e della loro interpretazione in chiave simbolica.
La “Legge” suggerisce che se riusciamo a sintonizzarci con i nostri desideri in modo da comprendere i nostri reali obiettivi, possiamo aprire le porte a quegli eventi esteriori in grado di fornirci tutto ciò che ci serve per realizzarli.
Affinare la sensibilità percettiva è quindi un passaggio fondamentale, tuttavia da solo non è sufficiente.
Vediamo allora quali sono le condizioni da abbandonare e da favorire per realizzare i propri desideri.


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Chi non ha mai sentito parlare, almeno una volta nella vita, della seducente “Legge di Attrazione”?
Termine decisamente ad effetto, si riferisce alla potenzialità innata dell’uomo di fare accadere ciò che desidera, forgiando la propria realtà con il pensiero.
Considerato che l’ampia diffusione di un concetto è sempre accompagnata da interpretazioni inesatte e approssimative, vediamo di approfondire il significato della Legge di Attrazione e di comprenderne il legame con la fisica quantistica e con l’ipotesi della sincronicità.


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Comunicare efficacemente e in maniera equilibrata non è cosa facile. Molti dei problemi e dei contrasti nei rapporti interpersonali dipendono, di fatto, da una comunicazione inadeguata.
Se pensiamo che l’aspetto verbale rappresenta solo il 7% dei fattori implicati nella trasmissione e nella percezione di un messaggio, viene naturale domandarci se alla base di malintesi e diverbi ci sia qualche difetto nella nostra espressione non verbale e nella sua interpretazione.
Esprimersi e comunicare efficacemente, con sicurezza e senza ansia, valorizzare i propri diritti e quelli degli altri, ascoltare ed essere ascoltati senza giudizio: sono le competenze che definiscono l’”assertività”.

Continua la lettura e scoprirai come fare per comunicare efficacemente e recuperare la tua naturale assertività.


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Vivere sereni: un’utopia?
Quante volte, per essere gentile con gli altri, hai rinunciato a te stesso fino ad annullarti?
Quante energie hai speso per occuparti di problemi, rancori, situazioni ambigue o speranze vane?
Ci sono comportamenti, modi di relazionarsi e pensieri che dovremmo ricordarci di valorizzare per poter vivere sereni.
Non sono formule magiche né suggerimenti difficili da applicare: si tratta solo di mettere se stessi al primo posto, dedicarsi alle proprie esigenze e ai propri desideri, modulando le interazioni con le altre persone nel rispetto dei principi e della specificità di entrambe le parti.

Vediamo allora quali sono i suggerimenti utili per vivere sereni, riacquistare il pieno controllo della propria vita e costruire relazioni soddisfacenti.


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Sarà capitato probabilmente a tutti nella vita di incontrare alcuni manipolatori affettivi: soggetti incapaci di provare empatia, senso di colpa e genuino interesse per l’altro; individui privi di una reale personalità e perciò molto abili ad indossare costumi diversi a seconda della vittima prescelta e della strategia migliore per affascinarla.
Da principio attraente, gentile, apparentemente perfetto, l’esatto opposto di come viene caratterizzato un “mostro”, il MA dà l’impressione di essere brillante in tutto ciò che fa, inoltre sommerge di lusinghe, promesse e premure; potenzialmente, chiunque potrebbe cadere nella sua rete e rimanerne invischiato, trovando impossibile sfuggire alla cattura.


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Il significato psicosomatico dei disturbi può essere decifrato, comprendendo il messaggio inconscio che i sintomi portano alla superficie.
Negli articoli Significato inconscio della malattia: il linguaggio segreto dei disturbi (PARTE 1) e Interpretare i sintomi: il linguaggio segreto dei disturbi (PARTE 2) abbiamo indagato il significato inconscio della malattia nelle manifestazioni patologiche che interessano i diversi apparati del corpo umano.

Nel presente articolo ci occuperemo del linguaggio del sistema immunitario, endocrino e nervoso.


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Interpretare i sintomi di particolari disturbi non è un compito impossibile, una volta compreso il ruolo dei meccanismi psicologici nella produzione e nel mantenimento di qualsiasi stato di malessere.
Nell’articolo Significato inconscio della malattia: il linguaggio segreto dei disturbi (PARTE 1) abbiamo indagato il significato inconscio delle manifestazioni patologiche che interessano l’apparato cardiocircolatorio, respiratorio e locomotore.
Nel presente articolo ci focalizzeremo sui disturbi che colpiscono l’apparato digerente, tegumentario, escretore e genitale.


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Partiamo da questo assunto: si può indagare e comprendere il significato inconscio delle malattie, in quanto esse hanno sempre un’origine psicosomatica.
La concezione dell’essere umano come una macchina finemente strutturata, composta da una mente e da un corpo fra loro indipendenti e governato da forze meccaniche che rispondono a leggi di causa-effetto, è fortunatamente un’idea superata.
Secondo la prospettiva moderna, l’organismo e la psiche sono le facce diverse ma interdipendenti di una stessa unità funzionale, in cui lo stato di salute e la malattia sono il risultato della correlazione fra fattori fisici, psichici, genetici e ambientali.
Dietro ad ogni patologia si nasconde una componente psicologica che ha un contributo rilevante nell’insorgenza e nel peggioramento dei sintomi, ed è possibile rintracciare un significato specifico a seconda dell’organo o dell’apparato sofferente.


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Meditazione facile è una piccola guida utile per comprendere aspetti e concetti della meditazione, imparare a conoscerla e praticarla con consapevolezza.
“Meditazione” è la parola del momento: tanto se ne discute, rischiando di perdersi fra terminologie ostiche e tecniche dai nomi bizzarri, che la fanno apparire tutt’altro che semplice; in realtà, che sia trascendentale, zen, mindfulness, vipassana o reiki poco importa, purché se ne comprenda il più vasto significato e il modo per utilizzarla nella vita reale.


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Aumentare l’autostima si può: l’alto o il basso grado di stima in noi stessi non è una caratteristica innata, ma un’auto-definizione mutevole e malleabile, che può essere allenata e potenziata.
La stima di sé è un ingrediente fondamentale nella relazione con noi stessi, con gli altri e con il mondo.
La maggior parte dei disturbi mentali e delle difficoltà esistenziali deriva da una scarsa fiducia in sé e nelle proprie capacità.

Vale la pena, quindi, soffermarci sull’importanza, per ognuno di noi, di rafforzare e aumentare l’autostima, in modo da creare le condizioni necessarie per affrontare la vita al meglio.


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Copyright © 2017 - A cura della Dott.ssa Claudia Casalboni, Albo Psicologi Emilia Romagna, n° 8141/ sez. A - Tutti i diritti riservati. claudiacasalboni.psicologa@gmail.com