Conoscere l'ansia e gestirla senza farmaci

Conoscere l’ansia e gestirla senza farmaci


L’ansia può essere considerata un disagio tipico della nostra società, una risposta disadattiva ai ritmi, agli obblighi, alle prestazioni, ai condizionamenti, alle aspettative che il sistema e la cultura impongono.
La nostra mente è continuamente impegnata in congetture per lo più inutili.
Al contrario, la paura è un’emozione primordiale necessaria per la sopravvivenza: in che modo differisce dall’ansia? 


 

Conoscere l’ansia e gestirla senza farmaci

 

ansia conoscere gestire(Immagine: Ivan Ajvazovskij)

La reazione di paura si innesca in presenza di un pericolo concreto e comporta un’attivazione psico-fisiologica, utile a stimolare la messa in atto di comportamenti di attacco o fuga dalla minaccia.
Quando parliamo di ansia, la reazione di paura scaturisce di fronte a stimoli che non rappresentano un pericolo reale; è la valutazione delle possibili conseguenze dell’evento, estremizzata da pensieri catastrofici e generalizzanti, che fa apparire certi stimoli tanto spaventosi.

I sintomi di attivazione corporea si scatenano nell’ansioso come se dovesse affrontare realmente una situazione pericolosa, la quale, tuttavia, si trova solo nella sua mente: mentre rimugina per cercare soluzioni, soppesa, esamina, cerca conferme, le manifestazioni corporee diventano pervasive, in quanto la minaccia continua ad essere presente ma in modo astratto, come un fantasma impossibile da fronteggiare.
I pensieri che sfuggono al momento presente, propagandosi verso il passato o il futuro, sono i principali responsabili delle preoccupazioni, che hanno il valore di costruzioni mentali su cui è impossibile agire.

Il rimedio tipico che l’ansioso usa per prevenire o eliminare questa sensazione di disagio, è quello di evitare le situazioni a rischio. 
In realtà l’evitamento lo porta a vivere in un costante stato di allerta, che gli permette di fiutare il pericolo da lontano per non incontrarlo, con il solo risultato di intensificare la paura nei confronti di esso.

 

Conoscere l’ansia

 

L’ansia è un disagio che può assumere diverse forme. Il DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 2013) elenca 10 disturbi d’ansia, i più consueti sono:

  • Fobia specifica
    “Paura o ansia marcate verso oggetti o situazioni specifiche” (animali, volare, altezze, sangue, iniezioni, ferite, luoghi chiusi, ambienti, rumori…)
  • Fobia sociale
    “Paura o ansia marcate nei confronti di situazioni sociali nelle quali l’individuo è esposto al possibile esame degli altri (interazioni sociali, essere osservati, eseguire prestazioni di fronte agli altri, parlare in pubblico). L’individuo teme che agirà in modo da manifestare sintomi di ansia che saranno valutati negativamente, in quanto umilianti, imbarazzanti, offensivi, ecc.”
  • Disturbo di panico
    “Ricorrenti attacchi di panico inaspettati, che consistono nella comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti, con sintomi quali: palpitazione o tachicardia, sudorazione, tremori fini o grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazione di vertigine, instabilità o svenimento, brividi o vampate di calore, sensazioni di torpore o formicolio, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire. (Almeno 4)
    In seguito all’attacco, è consueta la preoccupazione persistente per l’insorgere di altri attacchi o per le loro conseguenze e la significativa alterazione del comportamento correlata agli attacchi (evitamento)”: la paura della paura porta facilmente alla comparsa di un nuovo attacco.
    “L’attacco di panico non è un disturbo mentale, i sintomi possono verificarsi nel contesto di una condizione di disagio già esistente, come all’interno di un disturbo d’ansia, di altri disturbi mentali o di alcune condizioni mediche.”
    Inoltre, anche se il primo attacco di panico insorge spesso inaspettatamente, eventi di vita, periodi e contesti stressanti, sostanze psicotrope e farmaci, possono far insorgere sensazioni corporee che, se interpretate in maniera catastrofica, aumentano il rischio di sviluppare un attacco di panico.
  • Agorafobia
    “Paura o ansia marcate relative ad almeno 2 situazioni quali: utilizzo dei trasporti pubblici, trovarsi in spazi aperti, trovarsi in spazi chiusi, stare in fila oppure tra la folla, essere fuori casa da soli. L’individuo tende ad evitare queste situazioni (o a richiedere la presenza di un accompagnatore) perché potrebbe essere difficile fuggire o chiedere aiuto nell’eventualità che si sviluppino sintomi simili al panico o altri sintomi invalidanti o imbarazzanti.”
  • Disturbo d’ansia generalizzata
    “Ansia e preoccupazione eccessiva e difficilmente controllabile, che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, relative a una quantità di eventi o attività, con sintomi quali: irrequietezza, tensione o nervosismo, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno.” (Almeno 3)

 

 

 

Conoscere l’ansia e gestirla senza farmaci

 

Gestire l’ansia senza farmaci

 

La terapia farmacologica per la cura dell’ansia non rappresenta un rimedio definitivo, in quanto permette di tamponare i sintomi al momento della comparsa, ma la sua efficacia si esaurisce in un’azione superficiale; inoltre, la maggior parte dei farmaci presenta effetti collaterali di tolleranza e dipendenza, costringendo la persona ad aumentare sempre più il dosaggio per ottenere l’effetto ansiolitico.
La farmacoterapia può essere certo di aiuto per attutire le sensazioni spiacevoli, ma le manifestazioni sintomatiche sono solo la punta dell’iceberg di un disagio psicologico ed emotivo più profondo, le cui cause andrebbero accuratamente indagate e comprese.
In particolare, quando i sintomi dell’ansia diventano tali da compromettere il funzionamento della persona in ambito sociale, lavorativo o in altre aree della vita, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista psicologo o psicoterapeuta.

 

Ecco qualche strategia non farmacologica per gestire i sintomi dell’ansia:

 

  • Gestione dei pensieri
    L’ansia è innescata e alimentata dai pensieri: essi definiscono la pericolosità di uno stimolo e, conseguentemente, compaiono le sensazioni fisiche e psicologiche proprie della reazione di paura.
    Un ansiolitico può calmare momentaneamente il flusso dei pensieri, ma i contenuti rimangono invariati.
    Osservare senza giudicare ciò che attraversa la mente e si manifesta nel corpo, le sensazioni, le immagini, le situazioni che innescano i sintomi, ci consente di comprendere in modo più obiettivo quello che succede mentre l’ansia incombe.
    A questo proposito, è molto utile annotare e descrivere ciò che osserviamo, al fine di conoscere meglio la natura del nostro malessere.
    Leggi anche l’articolo: Pensieri che fanno male: riconoscerli e sostituirli.
  • Accettazione
    Uno sguardo non giudicante permette di accettare ciò che sta succedendo nel momento presente: non cercare di scacciare a tutti i costi le sensazioni spiacevoli, non rifiutare l’emozione causa di agitazione, in questo modo non farai altro che accrescerla.
    Cerca invece di capire cosa ti sta comunicando: perché è sopraggiunta? A quale problema conduce? 
    Laddove risiede il problema…si trova la soluzione.
    A questo proposito, leggi l’articolo: Ritrova la serenità con la meditazione Mindfulness.
  • Respirazione e rilassamento
    Prenditi un momento per tornare in contatto con te stesso, con il tuo corpo e con i tuoi sensi, respirando profondamente e lentamente.
    Esistono molte tecniche efficaci di respirazione e di rilassamento, ne parlo in questo articolo: Le tecniche di rilassamento per gestire la tua vita al meglio.
  • Identificazione dei fattori che mantengono il circolo vizioso dell’ansia
    Possono essere fattori stressanti o fonti di malessere quotidiano, possono dipendere da un uso eccessivo di sostanze attivanti come caffeina o alcool, da un’alimentazione scorretta, sedentarietà e mancanza di esercizio fisico, da uno stile di vita non equilibrato, con ritmi serrati e insufficiente riposo.
    In ogni caso, osserva bene chi e cosa ti circonda per trovare le radici della tua sofferenza.
  • Attività piacevoli quotidiane
    Dedicarsi a ciò che nutre la vita ha il potere di distrarci da preoccupazioni e pensieri dannosi. È importante disporre di momenti e spazi in cui ricaricarsi, scegliendo attività piacevoli, rilassanti, creative, o semplicemente per scaricare le tensioni e prendere la vita con leggerezza.

Se l’articolo ti è stato utile o hai domande in merito, scrivilo in un commento!

The following two tabs change content below.

Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

Trackbacks/Pingbacks

  1. Cıvata - […] http://psicologia-cambiamento.it/ansia-conoscere-gestire-senza-farmaci/ […]

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Copyright © 2017 - A cura della Dott.ssa Claudia Casalboni, Albo Psicologi Emilia Romagna, n° 8141/ sez. A - Tutti i diritti riservati. claudiacasalboni.psicologa@gmail.com