Se l'amore è una droga: guarire dalla dipendenza affettiva

Quando l’amore è una droga: uscire dal tunnel della dipendenza affettiva


Nell’articolo Dipendenza affettiva: l’altra faccia della manipolazione  abbiamo parlato di una patologia caratterizzata dall’impossibilità della persona dipendente di vivere al di fuori di una relazione, che viene preferita alla terrorizzante alternativa della solitudine, anche a discapito della propria serenità.

L’amore è una droga nel momento in cui viene vissuto come condizione indispensabile per la propria sopravvivenza.


 

Quando l’amore è una droga: uscire dal tunnel della dipendenza affettiva

 

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Riconoscere la dipendenza affettiva

 

Principali vittime sono le donne, addirittura il 99% dei soggetti dipendenti, che condividono tratti quali scarsa autostima, senso di indegnità, terrore di essere abbandonate e di rimanere sole, esagerata responsabilità e tolleranza; quasi sempre queste donne provengono da ambienti familiari caratterizzati da carenza di affetto o persino maltrattanti.
La coppia è definita patologica quando è presente un donatore d’amore a senso unico ed il legame è problematico, ambiguo, ma ritenuto indispensabile all’esistenza.


Il dipendente d’amore ricerca inconsciamente un compagno che possiede proprio quelle caratteristiche che lo faranno soffrire.


La necessità vitale di legarsi e la scelta di persone rifiutanti sono due aspetti solo apparentemente contraddittori: alla base vi è un desiderio di conquistare l’altro idealizzato, di cambiarlo, di riscattarsi dall’antica ferita di un abbandono subìto nell’infanzia.
Coinvolta in un rapporto di questo genere, la vittima prova da una parte l’eccitazione della sfida, ma a lungo andare può sviluppare forme patologiche di ossessione, sofferenza e instabilità psicologica.
Il primo passo per riconoscere se si soffre di “Love Addiction” è individuare i sintomi propri di altre dipendenze patologiche più note (ad esempio quelle da sostanze); essa, infatti, viene annoverata fra le “New Addictions” (insieme a gioco d’azzardo, shopping compulsivo, internet, lavoro, sesso), forme di dipendenza in cui non sono implicate sostanze chimiche ma che riguardano comportamenti o attività socialmente accettati.

Secondo Anthony Giddens, il vissuto di un addicted rispetto al proprio oggetto d’amore è definito da 3 elementi:

  • ebbrezza nei confronti delle risposte del compagno ai propri comportamenti;
  • tolleranza, ovvero un bisogno crescente di presenza e vicinanza dell’altro, con la conseguenza di dedicare sempre meno tempo a se stesso e la volontà di isolare la coppia dal resto del mondo;
  • perdita di controllo, rispetto ai propri comportamenti e alla capacità critica, che annulla la visione razionale di ciò che accade nel rapporto; tuttavia possono essere presenti momenti di lucidità, che scatenano sensi di colpa e innescano una ricaduta più profonda nella dipendenza.

 

 

Quando l’amore è una droga: uscire dal tunnel della dipendenza affettiva

 

Non tutte le persone che soffrono di dipendenza affettiva hanno gli stessi sintomi.
Susan Peabody ha stimato 7 diverse categorie di love addicted.

  1. Codipendente: il più comune, è colui che si attacca al compagno disperatamente per non essere lasciato solo, gli dedica una gran quantità di attenzioni e premure, sopporta la sottomissione nella speranza di essere, un giorno, ricambiato.
  2. Dipendente dalla relazione: non riesce a lasciare il partner nonostante non ne sia più innamorato, nemmeno quando egli si mostra svalutante o addirittura violento; preferisce soffrire pur di non rimanere solo e di non deludere l’altro imponendogli la propria decisione.
  3. Ossessivo: sopravvive nell’illusione che prima o poi l’altro lo ricambierà, anche quando egli si dimostra non disponibile, non affettuoso, distante, oppure egoista, maltrattante, dipendente da altro al di fuori della relazione.
  4. Ambivalente: o per meglio dire evitante, è impaurito dall’intimità anche se allo stesso tempo la desidera. Può essere un Torchbearers (ossessionato da persone non disponibili) o un Sabotatore (interrompe la relazione nel momento in cui inizia a diventare seria).
  5. Romantico: dipende da più partners contemporaneamente, ma i legami sono di breve durata, caratterizzati da passione e coinvolgimento emotivo in salsa drammatica.
  6. Narcisista: il suo obiettivo è dominare e controllare il compagno, senza scendere a compromessi. È pieno di sé e appare distaccato, almeno fino a quando non viene lasciato; a quel punto ha una reazione spropositata all’abbandono che tenta di evitare con ogni mezzo, inclusa la violenza.
  7. Seduttore rifiutante: è colui che cerca una relazione per soddisfare un bisogno sessuale o di compagnia ma, se messo alle strette, si allontana. A differenza del Sabotatore, si rende protagonista di continue separazioni e ritorni.

Come uscire dal tunnel della dipendenza affettiva


Quando l’amore è una droga può essere veramente difficile uscire dal suo pericoloso tunnel. Ecco una serie di spunti utili per intraprendere passo dopo passo il cammino verso la liberazione.

  • Prendere coscienza del problema ed accettarlo: è necessario riconoscere il proprio ruolo e i copioni che si continuano a riproporre, gli schemi mentali distorti e la tendenza a perpetrare le stesse dinamiche all’interno della relazione e nei diversi rapporti.
  • Osservare la propria dipendenza: porsi nella posizione di spettatore esterno, che comprende con distacco e senza giudizio, è il modo migliore per conoscere come si comporta la propria dipendenza.
  • Concedersi il tempo necessario: non bisogna avere fretta di gettare il passato alle spalle e ricominciare, è importante elaborare ciò che è accaduto, porsi piccoli obiettivi giorno per giorno e permettersi di vivere il dolore fino al suo spontaneo esaurimento.
  • Distrarsi: dedicarsi a se stessi, alle proprie passioni, intraprendere nuovi progetti e ritagliarsi i propri spazi in solitudine.
  • Confrontarsi con altre persone che vivono lo stesso disagio: ad esempio mediante forum e gruppi di auto-aiuto, che permettono la condivisione di esperienze simili e un reciproco supporto come risorsa per affrontare il disagio.
    (Visita il Forum di mutuo aiuto: scrittura espressiva e psicologia, per condividere pensieri, riflessioni, offrire e trovare sostegno) 
  • Riconoscere comportamenti e stili disfunzionali negli altri: per evitare di attirare le stesse tipologie di persone del passato o per interrompere sul nascere una relazione patologica.
  • Sperimentare una terapia di coppia (se il rapporto è recuperabile): per apprendere forme diverse di comunicazione con il partner, stimolare un confronto più sano e rispettoso, affrontare le paure reciproche e reimpostare il rapporto su nuove basi.
  • Percorso di supporto psicologico: utile per superare il momento di crisi e avviare i cambiamenti tanto temuti, fortificare l’autostima imparando a rispettare se stessi, scoprire l’origine della propria fragilità.

Ti sei mai accorto di vivere un rapporto di dipendenza? Come ne sei uscito?

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

5 Commenti

  1. Buongiorno,io vorrei poter aiutare mio marito.purtroppo ha conosciuto una ragazza piu giovane che ha avuto violenze da piccola e si è attaccata morbosamente a mio marito,si presenta sotto casa,gli scrive ogni momento,quando lui prova ad allontanarla lei pubblica foto o addirittura ha lasciato lividi sul braccio a mio marito x non farlo andar via.purtroppo la cosa va avanti da tempo e anche lui si è affezionato,ha provato diverse volte ad allontanarla ma ha difficolta.cosi ne risente la famiglia.lui sa che lei è sbagliata,che incide molto su tutto ma non riesce a staccarsene.lui vuole tornare quello di un tempo ma gli viene difficile.lui ha paura di restare solo,ma cosi non è.cerco sempre di fargli capire come stanno le cose,ma è complicato.lei l ha cambiato molto,come se fosse due persone,una che vuole la famiglia e l altra solo il divertimento..cosa posso fare x aiutarlo e ricongiungere la famiglia?lui è poco collaborativo.grazie.

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  2. Ho una domanda…ma se chi soffre di dipendenza affettiva non a caso crea dei legami con persone emotivamente indisponibili e rifiutanti per quello che spieghi sopra…quale è l’altra faccia della medaglia ? Perché il rifiutante rimane attratto da persone che hanno il profilo del dipendente emotivo ? Grazie

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    • Si completano a vicenda: il “rifiutante” vuole imporre il suo dominio e può farlo solo con chi glielo concede, il “dipendente” è quello che si presta di più perchè sopporterebbe tutto pur di non rompere il legame, anche il fatto di non essere amato e apprezzato.
      Il rifiutante non prova amore per l’altra persona, ma ne ha comunque bisogno per la soddisfazione del suo desiderio di potere!

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      • Mi aggiungo. Coloro che si dimostrano rifiutanti (lo sono davvero? o mascherano un banale e totale disinteresse?), che quindi si barcamenano da praticamente sempre in pseudo-relazioni, alternando momenti di forte coinvolgimento (anche emotivo – almeno apparente – soprattutto all’inizio) e di condivisione, a distacchi forti, decisi, voluti e consapevoli, o a “semplici” distacchi fisico(in senso “sessuale”)-emotivi…sono in grado di avere delle relazioni sane, normali? Bisogna credere loro quando ti raccontano che “quando troveranno quella giusta, quella che farà provare loro quelle emozioni tanto desiderate, allora cambieranno”? O anche loro, a loro modo, soffrono di una considerevole incapacità di amare e creare relazioni durature e normali?

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        • Salve giorgina, alcune persone cercano una relazione anche quando non sono effettivamente pronte a sostenerne l’impegno, spesso per colmare un vuoto.
          Sotto i comportamenti contrastanti potrebbe esserci la paura di legarsi e di lasciarsi andare, la mancanza di autostima, oppure un totale disinteresse.
          In ogni caso, se non si è raggiunto un buon equilibrio personale, è difficile reggere la dimensione di coppia.
          Dovrà prima cambiare qualcosa dentro di loro, perché cambi il loro modo di rapportarsi. Quando l’amore diventa un mezzo per soddisfare un bisogno, di qualsiasi tipo esso sia, non è possibile creare una relazione “sana”.

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