Allucinogeni: le potenzialità terapeutiche inaspettate

Allucinogeni: le potenzialità terapeutiche inaspettate


Gli allucinogeni non sono da considerarsi semplici droghe ricreative, in grado alterare le cognizioni, le percezioni e lo stato di coscienza; usate per millenni a scopo religioso e spirituale presso le civiltà di diversi continenti, si sono diffusi in occidente negli anni ’60, durante il periodo di forte ribellione e sperimentazione infiammato dalla controcultura hippy.
Già all’epoca, gli studiosi condussero estese indagini in merito agli effetti sul cervello e alle possibili applicazioni cliniche degli psichedelici, ma nei primi anni ’70 le pressioni politiche e culturali costrinsero la cessazione di tutti i progetti.


 

Allucinogeni: le potenzialità terapeutiche inaspettate

 

allucinogeni potenzialità terapeutiche(Immagine di Alex Grey)

 

Negli ultimi anni, diversi ricercatori hanno tentato di chiarire il meccanismo d’azione e l’efficacia di sostanze quali psilocibina, acido lisergico, dimetiltriptamina e metamfetamine, mediante l’impiego di strumenti di scansione dell’attività cerebrale (come la risonanza magnetica funzionale).
Numerose ricerche si stanno sviluppando intorno alla psilocibina, principio attivo dei funghi allucinogeni: oltre alle già note proprietà stupefacenti, capaci di indurre esperienze mistiche e astrazione dalla realtà spazio-temporale, sono emerse potenzialità terapeutiche inattese.

 

1) Proprietà di neurogenesi e superamento dei traumi


I ricercatori Juan Sanchez-Ramos e Briony Catlow (1) hanno dimostrato che la psilocibina facilita la crescita di nuove cellule cerebrali, contribuendo, pertanto, alla riparazione del danno cellulare e alla cancellazione dei ricordi spaventosi.
L’allucinogeno è stato testato su topi sottoposti a stimoli in grado di condizionare una risposta di paura: in associazione all’assunzione della sostanza, l’estinzione della risposta paurosa è risultata più veloce.
I dati suggeriscono che la psilocibina possa stimolare la rigenerazione dei neuroni dell’ippocampo, responsabili dell’acquisizione di nuovi apprendimenti e della formazione della memoria a breve termine; in questo modo, i ricordi spaventosi vengono eliminati più rapidamente, favorendo il ritorno al normale comportamento.
Si aprono, dunque, nuove strade per il trattamento dei disturbi da stress post-traumatico e delle patologie correlate.

 

2) Miglioramento delle facoltà mnemoniche


Gli studi di Nutt, Carhart-Harris e colleghi (2) mostrano come la psilocibina faciliti l’accesso ai ricordi personali e alle emozioni positive grazie alla maggiore stimolazione immaginativa, evidenziando una correlazione positiva fra vivacità delle memorie e senso di benessere, anche a distanza di settimane.

 

3) Riduzione dei sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo


Una ricerca di Moreno e colleghi (3) su nove pazienti, suggerisce che la psilocibina possa alleviare i sintomi del DOC, poiché la sua struttura chimica possiede caratteristiche simili alla serotonina, neurotrasmettitore la cui carenza è responsabile dei sintomi del disturbo.

 

4) Modificazioni della personalità


Secondo lo studio prospettico di MacLean e colleghi (4), alterazioni della personalità si riscontrano nei soggetti dopo una singola assunzione della sostanza allucinogena.

Analizzando le 5 dimensioni della personalità postulate da McCrae e Costa (estroversione-introversione, gradevolezza-sgradevolezza, coscienziosità-negligenza, nevroticismo-stabilità emotiva, apertura mentale-chiusura mentale), è risultato un incremento dell’apertura in seguito all’esperienza psichedelica: maggiore creatività, apprezzamento estetico e sensibilità, immaginazione, impegno intellettuale, accresciuta consapevolezza dei sentimenti propri e altrui.
Al follow-up dopo 14 mesi, i cambiamenti erano ancora presenti, persistendo molto tempo dopo l’assunzione dell’allucinogeno.

 

 

Allucinogeni: le potenzialità terapeutiche inaspettate

 

5) Trattamento delle dipendenze da sostanze


Il principio attivo contenuto nei funghi allucinogeni potrebbe rivelarsi utile nel trattamento della dipendenza da tabacco: è la conclusione a cui sono giunti Johnson e colleghi (5), i quali hanno riscontrato nei soggetti sperimentali un’astensione prolungata dal fumo (stabile anche dopo 6 mesi) in seguito all’esperienza mistica indotta dall’allucinogeno.
Effetti comparabili sono stati osservati anche da Bogenschutz e collaboratori (6) relativamente alla dipendenza da alcool: in seguito alla somministrazione di psilocibina, il tempo di astinenza è significativamente aumentato, mantenendosi sugli stessi livelli anche dopo 36 settimane.
Gli studi preliminari appena presentati forniscono prove incoraggianti riguardo l’efficacia degli psichedelici nel trattamento delle dipendenze, ma saranno necessarie ulteriori indagini per approfondirne in modo più esaustivo i meccanismi d’azione.

 

6) Induzione di effetti positivi permanenti sul cervello


Le modificazioni indotte dai funghi allucinogeni sul cervello sono state osservate mediante tecniche di neuroimaging funzionale (strumento di misurazione dell’attività delle diverse aree cerebrali).
Carhart-Harris e Tagliazucchi (7) hanno constatato un aumento del funzionamento cerebrale in aree associate alle emozioni e alla memoria, simile a ciò che si verifica nello stato di sonno REM (sonno accompagnato da sogni) e una diminuzione nelle aree preposte alla cognizione.
I ricercatori ritengono che le alterazioni della percezione spazio-temporale e dell’individualità, unite alla sensazione di “allargamento della coscienza”, possano concorrere ad allentare la mente e sbloccare le emozioni, inducendo i consumatori a essere più ottimisti e meno egocentrici, anche mesi dopo l’assunzione.

 

7) Minore reattività alle emozioni negative

 

Krähenmann e altri ricercatori (8) hanno scoperto che la psilocibina ha la facoltà di indebolire la trasformazione degli stimoli neutri in negativi.
In seguito all’assunzione della sostanza, l’amigdala (struttura del sistema limbico coinvolta nell’elaborazione delle emozioni) diviene meno reattiva ai segnali negativi e ne consegue una maggiore trasformazione delle emozioni in senso positivo, con importanti ripercussioni sull’umore e sull’ansia.
Tuttavia, sono necessari ulteriori studi clinici per confermare l’efficacia della psilobicina nel trattamento dei pazienti con depressione maggiore.

 

8) Cura dell’ansia nei malati terminali di cancro


Grob e collaboratori (9) hanno identificato, attraverso uno studio preliminare, il successo della psilocibina nell’alleviare l’ansia nei pazienti con malattie terminali, fino a 3 mesi dopo la somministrazione; in associazione, si è verificato un miglioramento dello stato d’animo, che ha raggiunto la significatività durante i successivi 6 mesi.
L’esperienza psichedelica stimola il malato a un cambiamento di prospettiva e alla disidentificazione dal proprio corpo e dal proprio ego, consentendo un diverso approccio nei confronti della malattia e della morte.

 

I risultati delle ricerche presentate confermano la necessità di ulteriori approfondimenti in questo campo, auspicando il superamento dei limiti fino ad ora imposti dai modelli politici e culturali edificati sul proibizionismo.


E tu cosa ne pensi del possibile futuro impiego degli allucinogeni a scopi terapeutici? Fondamentale rivoluzione o pericolosa liberalizzazione?
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Fonti


(1)
 Effects of psilocybin on hippocampal neurogenesis and extinction of trace fear conditioning.
(2) Implications for psychedelic-assisted psychotherapy: functional magnetic resonance imaging study withpsilocybin.
(3) Safety, tolerability, and efficacy of psilocybin in 9 patients with obsessive-compulsive disorder.
(4) Mystical experiences occasioned by the hallucinogen psilocybin lead to increases in the personality domain of openness.
(5) Psilocybin-occasioned mystical experiences in the treatment of tobacco addiction.
(6) Psilocybin-assisted treatment for alcohol dependence: a proof-of-concept study.
(7) Enhanced repertoire of brain dynamical states during the psychedelic experience.
(8) Psilocybin-Induced Decrease in Amygdala Reactivity Correlates with Enhanced Positive Mood in HealthyVolunteers.
(9) Pilot study of psilocybin treatment for anxiety in patients with advanced-stage cancer.

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Arbor Vitae Rimini
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Utilizzo strumenti di arteterapia, in particolare la scrittura e il teatro. Colloqui individuali di sostegno psicologico, laboratori di gruppo di scrittura espressiva e teatro interiore a Rimini.

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