2 strategie per sopravvivere ai propri errori

2 strategie per sopravvivere ai propri errori


Chi è immune dall’errare, cadere, fallire?
Smettiamo di considerare noi stessi come gli unici incapaci sulla Terra e diciamoci la verità: tutti compiamo errori, nessuno escluso.
Del resto, il controllo che possiamo avere sugli eventi è molto limitato, se non nullo. Casualità, connessioni imprevedibili, caos, doveri, inganni, manipolazione…tutto ciò può farci sentire veramente impotenti.
Ritrovare il proprio potere è possibile: ecco come.


 

2 strategie per sopravvivere ai propri errori

 

2 strategie superare errori

 

“La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.”

Il segreto sta nella capacità di cambiare prospettiva.
Il mondo esterno assume la sua forma definitiva all’interno della mente individuale, in modo differente da persona a persona, a seconda delle interpretazioni e delle modalità di relazionarsi alla situazione.
La nostra mente e il nostro corpo sono le uniche entità che possediamo veramente, le uniche su cui possiamo esercitare il controllo.
Reagire è un fatto automatico, poiché esperienze, abitudini e convinzioni hanno consolidato nel tempo stili di risposta rigidi e inconsapevoli.

Il circolo vizioso di un comportamento è difficile da spezzare, anche se non impossibile.
Dobbiamo allenarci ad osservare le nostre reazioni tipiche, per imparare a conoscerle e a cambiarle consapevolmente; questo espediente ci consentirà di minimizzare l’esito negativo di qualsiasi avvenimento, pur non potendo cancellare l’avvenimento in sé.

 

Cambiare prospettiva significa:

1) Agire nel presente
Modificare la percezione dell’evento


Possiamo predisporre (ed è bene farlo) sistemi di sicurezza e strategie di prevenzione, oppure creare una barriera mentale (ed è bene non farlo) fatta di preoccupazioni e rinunce, per evitare il verificarsi di qualcosa a noi sfavorevole.
Questo metodo lascia sempre un margine di rischio. Consumare molte energie per sostenere lo stato di allerta, può farci sentire esauriti proprio nel momento in cui avremmo bisogno di tutte le nostre forze.
La soluzione non consiste nell’evitare, né nel lottare contro le conseguenze indesiderate.
L’unica soluzione è modificare la lettura dell’evento, in modo da non subirlo passivamente, per riuscire a controllarlo e a trarne vantaggio, ai fini della nostra crescita.
Come fare?

Porsi queste domande potrebbe essere di aiuto:

  • Cosa mi dice l’evento di me, dei miei limiti e del livello che ho raggiunto nel mio percorso?
  • Quali aspetti dipendono dai miei errori e quali no?
  • In cosa consiste il mio errore?

Esempi di domande/affermazioni/comportamenti inutili e dannosi:

  • Perché proprio a me?
  • Cos’ho fatto di male per meritarmelo?
  • Lamentarsi senza cercare alternative.
  • Colpevolizzare se stessi/gli altri spostando l’attenzione dal centro del problema.
  • Immobilizzarsi in uno stato di inerzia.

Queste reazioni automatiche sono molto diffuse e difficili da arginare.
Ricordiamo che per esercitare il controllo e superare il momento critico, è necessario riconoscere le proprie responsabilità e agire nel presente.

 

 

2 strategie per sopravvivere ai propri errori

2) Archiviare la lezione
Accettare l’evento


Una volta compresa la natura del proprio errore e la propria responsabilità nella generazione dell’avvenimento negativo, è il momento di guardare avanti.
Accettare che ormai quel che è successo fa parte del passato e non potrà essere modificato.
È deleterio e del tutto inutile continuare a tormentarsi per quello che è stato, bloccarsi nel senso di colpa o nella sensazione di impotenza per avere sbagliato o per non avere fatto di meglio.
Una volta analizzati e compresi gli errori, una strategia utile è individuare i migliori passi da compiere nel futuro, per evitare di ripetere quelle azioni e decisioni che hanno condotto al fallimento.

Porsi queste domande potrebbe essere di aiuto:

  • Cosa mi insegna questo evento/errore?
  • Qual è la cosa migliore che posso fare ora per andare avanti nonostante l’evento?
  • Cosa devo modificare di me stesso per non ripetere i miei errori?

Esempi di domande/affermazioni/comportamenti inutili e dannosi:

  • Non avrò più nessun altra possibilità.
  • Questo errore mi rende un fallito ora e per sempre.
  • Non sono capace e non lo sarò mai.
  • Generalizzare l’insuccesso a tutti gli ambiti della vita.
  • Smettere di credere in tutte le proprie capacità.

Anche quelle appena elencate rappresentano reazioni tipiche. Il rischio è di bloccare con le nostre stesse mani il futuro, il naturale scorrere della vita.
Abbiamo incontrato una strada senza uscita, ma non significa che non ci siano più strade. Riprendersi da un fallimento è riprendere in mano la vita e cambiare direzione, è un’occasione per migliorarsi.

In questo consiste il cambio di prospettiva: non darsi troppa pena per ciò che è successo, ma imparare la lezione, archiviarla e ripartire.


 

Raccontaci il tuo modo di affrontare gli errori e le maggiori difficoltà che hai incontrato nel farlo!

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Dott.ssa Claudia Casalboni

Psicologa libera professionista a Contattami
Mi occupo della promozione del benessere psicologico e di percorsi di crescita personale. Offro sostegno psicologico online per aiutare le persone ad affrontare problemi e disagi. Utilizzo tecniche di arteterapia (scrittura, teatro, pittura, fotografia), meditazione e rilassamento.

2 Commenti

  1. Buenos dias, os ha dicho alguien que vuestro blog puede ser adictivo ? estoy preocupada, desde que os recibo no puedo parar de mirar todas vuestras sugerencias y estoy muy feliz cuando recibo uno más, sois lo mejor en español, me encata vuestra presentación y el curre que hay detrás. Un beso y abrazos, MUCHAS GRACIAS POR VUESTRO TRABAJO, nos alegrais la vida.

    Saludos

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